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Opinioni e commenti
 

DL DEL FARE: SI DISCUTE A OLTRANZA, MENTRE SLITTANO ANTI-OMOFOBIA, ECO-BONUS E FINANZIAMENTO AI PARTITI
Pubblicato il 24-07-2013


Letta-Decreto del fare

Da ieri fino a venerdì. Tre giorni di passione tra gli scranni di Montecitorio a  discutere del cosiddetto “dl del fare”. Per il momento si discute, animatamente e a oltranza. Questa è la scelta obbligata sulla quale ha dovuto ripiegare il governo Letta visti i 251 ordini del giorno presentati da Cinque stelle, Sel e Carroccio e l’ostruzionismo annunciato già due giorni fa dai grillini. Il tutto nonostante, ieri, il governo abbia incassato la fiducia della Camera con 427 sì e 167 no e che il premier Letta lo abbia salutato come un segnale molto importante. Contro ovviamente  hanno votato M5S, Lega Nord, Sel e Fratelli D’Italia consegnando al Paese un Parlamento bloccato e l’inevitabile ingorgo di provvedimenti che stravolgerebbe di fatto il calendario parlamentare. Da qui l’ipotesi di procedere ad oltranza con la discussione.

ECCO COSA SLITTA – Slitta il ddl sul finanziamento ai partiti. Il disegno di legge che abolisce il finanziamento ai partiti invece che il 26 luglio verrà esaminato il primo agosto; il ddl sulle riforme, al quale si è scelto di dare la priorità, verrà portato in aula il 29 luglio. Per chiunque si preoccupasse dell’avvicinarsi repentino delle vacanze agostane (a Capalbio o a Stintino non importa) può star sereno. Maria Stella Gelmini ha assicurato su twitter che il Pdl è pronto a votare prima dello stop vacanziero. Sulla stessa linea Emanuele Fiano, del Pd: “Il partito democratico vuole unitariamente approvare entro la pausa estiva sia il disegno di legge sull’abolizione del finanziamento pubblico, sia il ddl sulle riforme costituzionali”. Tra i provvedimenti da non abbandonare sul ciglio dell’autostrada prima di partire per la spiaggia agognata c’è anche quello sugli eco-bonus, che scade il 4 agosto, e il dl lavoro. A rischio è anche la legge anti-omofobia.

M5S, LEGA E SEL DICONO NO – Sul fronte opposto dell’aula i grillini che, sul piede di guerra, hanno annunciato battaglia contro un decreto “impresentabile”, come lo ha definito Roberto Fico, confermando una lunga maratona parlamentare contro il testo. Dal suo blog Grillo lancia strali e vaneggiamenti soliti, già sentiti, che durano il tempo di un post.  Alle parole di Grillo risponde il presidente della Camera Laura Boldrini: “Con il suo linguaggio aggressivo e distruttivo, Grillo continua a rovesciare insulti sulle Istituzioni. I suoi costanti attacchi verbali contribuiscono non poco a screditarle”. Toni alti e di pari volgarità quelli arrivati dai rappresentanti del Carroccio con Matteo Bragantini che ha definito il decreto in esame un “decreto per fare le marchette”. Pronti a dare battaglia insieme alla Lega anche Sel. A difesa del governo ha parlato in aula il leader del centro democratico Bruno Tabacci. “I colleghi M5S – ha sottolineato – conoscono la stima che ho per loro. Ma questa volta da parte del governo c’è la richiesta di una fiducia ‘tecnica’ per abbattere gli emendamenti, non una richiesta politica di unità rivolta alla maggioranza”.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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