martedì, 18 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

EVASIONE DI SOPRAVVIVENZA: FASSINA COME IL CAVALIERE (DEL “NERO”)
Pubblicato il 26-07-2013


Fassina-tasse

Come la mafia, l’abusivismo edilizio e lo strombazzare col clacson appena fermi al semaforo, anche l’evasione fiscale è uno di quei mali endemici che attanagliano il Bel Paese fino a renderlo brutto, incivile e invivibile. Almeno per chi ha avuto la fortuna o il merito di vivere, anche temporaneamente, altrove. Fuori confine, in una dei tanti paesi degni d’essere chiamati “civili”. Non bisogna andare troppo lontano, bisogna invece cambiare tutto: mentalità, cultura, welfare. Bisogna avere quel rispetto per gli altri e per il proprio Paese “civile” che da noi troppo spesso è “quello sconosciuto”. Passano gli anni e il tempo stringe. Non c’è più tempo per fare passi indietro. Alle nostre spalle c’è solo lo sprofondo del sommerso, la voragine scavata – dichiarazione infedele dopo dichiarazione infedele – dai furbetti del 730, quelli del “Ovviamente famo tutto in nero che sennò n’un famo niente”.

LA VORAGINE DEL SOMMERSO – Secondo l’Ufficio studi della Confcommercio, il sommerso economico in Italia è infatti al 17,4% del Prodotto interno lordo (Pil) nel 2012-2013: sottrae al Fisco ogni anno un imponibile da 272 miliardi. E lo sa bene il premier Letta che ieri ha lanciato il suo affondo agli evasori invitandoli a “riportare i soldi in Italia, se li hanno portati all’estero, perché i tempi sono cambiati”.

FASSINA E L’EVASIONE DI SOPRAVVIVENZA – Peccato che alla linea dura del presidente del Consiglio, oggi siano invece seguite parole dissonanti da parte del democratico Stefano Fassina. Non una persona qualunque. Parliamo dell’ex responsabile economico del primo partito del Paese e attuale viceministro dell’Economia. Fassina ha detto lasciando tutti a bocca aperta: “esiste un’evasione di sopravvivenza. Senza voler strizzare l’occhio a nessuno – dice al convegno Confcommercio – senza ambiguità nel contrastare l’evasione ci sono ragioni profonde e strutturali che spingono molti soggetti a comportamenti di cui farebbero volentieri a meno”. Evasione di sopravvivenza? Nel senso che fanno bene i tanti che per “tirare a campare” sono costretti dalla crisi e dalla pressione fiscale troppo elevata furbetti a evadere le tasse; sono invece “fessi” tutti gli altri che per pagarle rischiano di “tirare le cuoia” ogni giorno. Fassina come il Cavaliere (del “nero”) riportando alla mente quelle – seppure molto più forti – parole pronunciate da Silvio Berlusconi il 17 febbraio 2004: ”E’ giusto pagare le tasse se la pressione è inferiore al 33%. Se va sopra il 50% è morale evaderle”.

BENVENUTO NEL PDL – Dalle critiche alla comiche. Il capogruppo del Pdl Renato Brunetta gli dà il benvenuto: “Con Fassina ho vaste ragioni di dissenso, e ci ho polemizzato poco fa sull’Imu. Ma talvolta si lascia trascinare dall’istinto di verità e stupisce piacevolmente. Quando sostiene che questa spaventosa pressione fiscale induce gli onesti a evadere per sopravvivere, mi pare di sentire quel Berlusconi che i compagni del suo partito azzannavano come complice degli evasori. Benvenuto nel Popolo della libertà. Ora mi auguro che Fassina perseveri”. Fassina si prende del berlusconiano anche da Scelta Civica: “Se sull’evasione fiscale la pensa come Berlusconi siamo all’allarme rosso” sostiene Linda Lanzillotta, vicecapogruppo al Senato.

DALLE COMICHE ALLE CRITICHE – Dalle comiche alle critiche. Il responsabile economico dei Democratici, Matteo Colaninno, esprime la necessità di “cambiare: mettere a punto, senza indugio, una strategia di fedeltà fiscale, senza cadere in forme persecutorie, basata su prevenzione e contrasto efficace per fare emergere gradualmente il sommerso, ampliando così la platea dei contribuenti”. La lealtà fiscale viene quindi prima di tutto: “E’ una battaglia di giustizia e civiltà ma è anche la premessa di un nuovo rapporto leale e simmetrico tra lo Stato, i suoi contribuenti e le imprese”. Duro il giudizio del segretario della Cgil, Susanna Camusso: “Questa battuta non si può definire solo una battuta infelice, ma è un drammatico errore politico”.

Lucio Filipponio

 

 

 

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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