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Opinioni e commenti
 

Femminicidio, un’altra donna muore uccisa dall’ex compagno. Locatelli (Psi): «Avviare subito azioni di contrasto»
Pubblicato il 11-07-2013


FemminicidioUn nuovo caso di violenza estrema di un uomo contro una donna. L’ennesimo episodio in cui la vittima ha cercato di preservare la sua vita, nel pieno della sua libertà di scegliere altro, chiedendo aiuto. Aiuto che fino alla morte non è mai arrivato. A uccidere, come sempre troppo spesso succede, è un compagno, un marito, la persona della quale ci si dovrebbe più fidare. In molti casi, un ex. Ma in questa circostanza per caso si intende una risposta mai arrivata, a quell’aiuto tanto richiesto. L’ennesimo femminicidio si è consumato a Villagrazia, in provincia di Palermo: una giovane donna è stata uccisa a coltellate dal suo ex convivente con il quale, due anni fa, aveva avuto un bambino. E che aveva denunciato per stalking non una, ma sei volte. Pia Locatelli, deputato Psi nonché presidente onorario dell’Internazionale Socialista Donne l’ha definito un femminicidio «doppiamente doloroso: perché ancora una volta ci troviamo di fronte a una morte inaccettabile, frutto di quel “machismo criminal” che non ammette rifiuto, e perché ancora una volta lo Stato e le Istituzioni sono stati incapaci di impedirla». 

LA MADRE DELLA VITTIMA: L’AVETE TUTTI SULLA COSCIENZA – «È un delitto annunciato, si sapeva che finiva così. L’assistente sociale, la polizia, sapevano tutto, abbiamo fatto le denunce, da due anni denunciamo violenze, minacce, intimidazioni». Sono le parole di rabbia e indignazione della madre della giovane vittima che ha raccontato la vita che la figlia era costretta a subìre dopo aver lasciato il padre di suo figlio. «Abbiamo fatto denunce – si è sfogata la donna – ma non è accaduto nulla: ci ha bruciato la macchina, ci ha lasciato una bottiglia piena di benzina davanti la porta di casa, con i fiammiferi, ci ha insultato per telefono. Voleva che lei tornasse con lui, la ricattava per via del figlio. Ora l’ha uccisa e l’avete tutti sulla coscienza».

LOCATELLI (PSI): AVVIARE SUBITO AZIONI DI CONTRASTO – Pia Locatelli, deputato Psi ha definito la vicenda «inaccettabile» perché se le sei denunce nei confronti dell’assassino fossero «state prese in considerazione si sarebbe potuto evitare questo tragico epilogo». «Se non vogliamo che la ratifica della convenzione di Istanbul resti una mera operazione di immagine – ha concluso il presidente onorario dell’Internazionale Socialista Donne – bisogna avviare immediatamente azioni di contrasto, protezione, prevenzione, sensibilizzazione con politiche attive, coerenti e coordinate che coinvolgano i diversi attori, istituzionali e non, a tutti i livelli, partendo dalle forze dell’ordine chiamate a garantire la sicurezza».

Silvia Sequi 

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