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Opinioni e commenti
 

Fiat, per la Consulta l’esclusione della Fiom rappresenta una violazione delle libertà sindacali
Pubblicato il 24-07-2013


Fiom-Consulta-Fiat

L’articolo 19 della legge 20 maggio 1970, n. 300 – il cosiddetto “Statuto dei lavoratori” – «lede i valori di pluralismo e di libertà d’azione» dei sindacati. È chiara la motivazione della Corte costituzionale resa nota, ieri, in merito alla sentenza sull’«illegittimità costituzionale» dell’articolo, i cui contenuti essenziali erano stati resi noti lo scorso 3 luglio. La Consulta ritiene inoltre che l’articolo 19 vìola gli articoli 2, 3 e 39 della Costituzione. La questione è stata sollevata dai tribunali di Modena, Vercelli e Torino, nelle cause che vedono contrapposte la Fiat e la Federazione Impiegati Operai Metallurgici (Fiom). Soddisfazione è stata espressa da uno dei legali del sindacato secondo cui «la motivazione della Consulta è chiarissima».

LE MOTIVAZIONI DELLA CONSULTA – Secondo la Consulta la decisione del Lingotto di escludere la Fiom dalla rappresentanza sindacale aziendale (Rsa) è illegittima poiché – anche chi non firma – deve essere rappresentato. Secondo i giudici costituzionali l’articolo 19 viola anche l’articolo 3 della Costituzione «sotto il duplice profilo della irragionevolezza intrinseca di quel criterio e della disparità di trattamento che è suscettibile di ingenerare tra sindacati». E viola inoltre gli articoli 2 secondo cui «la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale» e 39 – quello che tutela la libertà di organizzazione sindacale – «per il contrasto che, sul piano negoziale, ne deriva ai valori del pluralismo e della libertà di azione della organizzazione sindacale».

LEGALE FIOM: SENTENZA CORTE CHIARISSIMA – La «motivazione sgombra ogni dubbio sul diritto delle organizzazioni sindacali effettivamente rappresentative a non essere escluse se non firmano il contratto, ma anche ad essere presenti alla trattativa». Questo il commento di Enzo Martino del pool di legali della Fiom che ha sollevato la questione di illegittimità costituzionale dell’articolo 19. A questo punto – ha spiegato Martino – la palla passa ai giudici di merito che «dovranno riconoscere il diritto della Fiom a nominare le proprie Rsa e a vedersi riconosciuti tutti i diritti sindacali previsti dal titolo terzo dello statuto dei lavoratori». «Non c’è spazio – ha concluso Martino – per un’interpretazione riduttiva delle motivazioni della sentenza della Consulta che è chiara ed  inequivoca. È la risposta finale».

Silvia Sequi

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