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Opinioni e commenti
 

Italia-Kazakistan: Un’amicizia da 1 Mld di Euro da difendere a tutti i costi
Pubblicato il 18-07-2013


Ablyazov

Non c’è solo il gas a legare a doppio nodo Italia e Kazakistan. Tra i due Paesi al centro dell’intrigo (ormai) internazionale, c’è un rapporto economico e finanziario molto consistente e consolidato. Per un volume d’affari, tra importazioni ed esportazioni, che sfiora il miliardo di euro (764.401.000 di import e 156.782.000 di export). Cifre altissime anche se in netto calo rispetto al 2012. Quando si immagina il Kazakistan il primo pensiero che viene in mente è rivolto all’Eni o all’Impregilo, due colossi nel continente asiatico per quanto riguarda, rispettivamente, l’estrazione di petrolio e gas e le costruzioni. Settore, quest’ultimo, in cui primeggia anche la Salini-Todini, che ha in essere la bellezza di 11 contratti per il rifacimento e l’upgrading stradale di 620 chilometri del Corridoio stradale della Western Europe-Western China, che unirà la Cina con l’Europa dell’Est. Quello che in pochi sanno, però, è che nel regno di nazareyev ci sono almeno alte 50 grandi aziende che hanno investimenti di grande livello. In tutti i settori.

IL BUSINESS DEGLI ITALIANI IN KAZAKISTAN – Andando a spulciare tra i dati Ice (Istituto per il Commercio estero) sul primo trimestre 2013, si scopre che il maggior volume di esportazioni lo fa registrare il settore dei Macchinari e Apparecchiature nca con più di sessanta milioni e trecentomila euro. O che nel campo delle importazioni i prodotti delle cave e delle miniere sono un affare da oltre 500 milioni l’anno, ben più dunque di quelle di Coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio, che si “fermano” a 144.482.000. E ancora, quanti sanno che l’export di Articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia) vale più di 27 milioni, quello degli Articoli in pelle (escluso abbigliamento) e simili vale più di 14 milioni. O le importazioni di Prodotti della metallurgia che fruttano poco più di 76.500 milioni.

DALLA MODA ALL’AGRICOLTURA – Le imprese italiane presenti in Kazakistan, inoltre, operano in moltissimi settori, anche diametralmente opposti a quello energetico. Ad esempio  ci sono aziende impegnate nell’agricoltura e nell’Agrotecnico come AgrItalia Kazakhstan e Agrotecnica Rappresentanza ad Astana. Aziende come L’Atelier, che opera nel commercio delle calzature, o come la Casa Italia, la Italian Interiors Design e la Too “Itasia engineering” che portano il nostro stile nel design d’interni. E ancora il Gruppo De Eccher, che si occupa di ingegneria, progettazioni e costruzioni. Sono molte anche le imprese che lavorano nel mondo della cultura, diffondendo la lingua italiana nel Paese dell’ex Unione sovietica, o che forniscono servizi alla persona e consulenze, dal marketing alla burocrazia internazionale. Ovviamente non mancano i servizi finanziari e addirittura un’azienda, la Vita cosmetics che appunto si occupa di cosmetica.

QUANTO PESANO GLI INTERESSI (ECONOMICI) DEI CONNAZIONALI IN KAZAKISTAN? – Tutte queste realtà danno lavoro a centinaia di cittadini kazaki, ma anche italiani, che temono un braccio di ferro tra i governi dei due Paesi sul caso Shalabayeva-Ablyazov. La vita, per chi è abituato alle democrazie occidentali e si ritrova a trascorrerla in Kazakistan, non è una passeggiata. Adesso è facile capire il rischio di trovarsi in mezzo a uno scontro diplomatico internazionale che potrebbe minare anche i rapporti economici tra i due paesi, agita la serenità dei nostri connazionali. A questo punto è utile chiedersi se le prese di posizione all’interno del nostro governo siano dettate anche da “risvolti”. Ma il no alle dimissioni di Alfano, che oggi in Senato pronunceranno Pd, Pdl, Scelta civica e Lega (5Stelle e Sel sono favorevoli), avrà almeno un effetto positivo: blindare gli interessi (economici) degli italiani in Kazakistan. All’insaputa del ministro degli Interni, ovviamente.

Dario Borriello

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