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Opinioni e commenti
 

Kyenge, nessuno tocchi Napolitano. Salvini razzista? No, un segretario leghista doc
Pubblicato il 16-07-2013


Napolitano-SalviniNessuno tocchi Napolitano. Dopo la battuta razzista del vice presidente del Senato Calderoli e la levata di scudi del premier Letta e del presidente della Repubblica in difesa del ministro per l’Integrazione di origini congolesi Kyenge, associata ad un “orango”, da via Bellerio arriva l’ennesima bordata. Questa volta ad alzare i toni ci ha pensato direttamente il segretario della Lega Matteo Salvini: «Napolitano si indigna per una battuta di Calderoli. Ma Napolitano si indignò quando la Fornero, col voto di Pd e Pdl, rovinò milioni di pensionati e lavoratori?», ha scritto l’esponente leghista su Facebook. «Io mi indigno con chi si indigna. Napolitano, taci che è meglio!», ha aggiunto.

L’APPELLO DI LETTA A MARONI – La polemica, contrariamente alle premesse, va di ora in ora allargandosi e con essa la stabilità già di per sé precaria del governo di larghe intese sembra vacillare sempre più. Insomma la questione è tutta politica. Le parole di Letta suonano come un ultimatum che, non a caso, è diretto a Maroni: o si cambia direzione o si mette in discussione il lavoro fatto insieme. Compreso, così si evince dalle affermazioni del premier, anche l’appoggio a Expo 2015. «Quello che sta succedendo è un’altra pagina vergognosa nel nostro paese su questi temi, l’Italia oggi è presente sulla stampa estera per questa vicenda: è una vergogna che fa male all’Italia». Dure e dirette le parole del premier Enrico Letta che cerca di mettere un punto a una vicenda che sta mettendo in imbarazzo l’Italia davanti agli altri paesi. «Faccio appello a Maroni – ha aggiunto riferendosi agli insulti leghisti al ministro Kyenge e alle parole contro Napolitano – leader della Lega, perché chiuda questa pagina rapidissimamente altrimenti si entra in una logica di scontro totale che non serve a lui, non serve a nessuno, non serve al Paese. È una pagina veramente insostenibile, a Maroni appello sincero privo di strumentalizzazioni». Letta difende inoltre il presidente della Repubblica: «Non provino a tirarlo in causa o si rendono ancora più ultimativi i toni».

IL PD CHIEDE UFFICIALMENTE LE DIMISSIONI DI CALDEROLI – Intanto il Partito democratico chiede formalmente le dimissioni di Calderoli con una nota: «Adesso basta. Non si può lasciare spazio al razzismo, all’insulto, all’istigazione dei peggiori istinti. Non si tratta di chiedere scusa o di smentire battute. Non si può tergiversare o minimizzare». Le parole del leghista, infatti, «sono una manifestazione di irresponsabilità. Non si può lasciare che resti al proprio posto di rappresentante delle istituzioni chi usa le parole come clave per fomentare il razzismo e dileggiare una donna e un ministro», si legge nella nota.

QUANDO IL RAZZISMO E’ NEL DNA – Se all’interno del partito che fu di Bossi la presa di posizione di Salvini fa indignare chi con la Lega ha governato per anni in Lombardia, ovvero quell’ex governatore lombardo Roberto Formigoni al quale si rivolge con un appello accorato il premier Letta e che su Twitter scrive: «Quando si dice: di male in peggio. Dopo gli insulti di Calderoli a Kyenge, ecco la villania di Salvini a Napolitano. La Lega si dia una calmata». Dall’altro la Lega Nord nel suo complesso si ricompatta intorno a Calderoli, declinando qualsiasi ipotesi di sue dimissioni. La scelta politica è chiara: la Lega e il suo attuale segretario Salvini, non certo nuovo a questo tipo di attacchi, preferiscono lucidamente continuare a cavalcare temi e toni razzisti sperando da un lato che la polemica faccia da collante per una base oramai sfilacciata e sia nuova linfa vitale per un segretario con una leadership non così forte come si pensava. Due sono le vie: o il segretario Salvini non ha argomenti migliori nel suo arco per tenere la barra dritta in un periodo di turbolenze, oppure l’offesa razzista è proprio nelle sue corde, è più forte di lui, è nel dna del vero leghista.

Lucio Filipponio

 

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. non sarebbe tempo di dire che la LEGA è un partito anticostituzionale con rappresentanti che non hanno perso occasione per ostentare comportamenti lesivi tanto alle istituzioni che al sentimento italico in genere ? non è forse ipocrita negare che gente come savini e calderoli andrebbero destituiti e condannati alla galera per comportamenti lesivi alla PATRIA ? però nessuno lo dice..tutti fanno i buoni..fanno finta di litigare e continuano a spartire le torte……….Io vorrei che ci sia chi dica BASTA , e se occorrono i carri armati in veneto per riportare decenza e mettere il razzismo alla gogna,così come se occorono i carri armati in sicilia e calabria per dismettere tutte le associazioni mafiose e delittuose in genere………..ebbene che i CARRI ARMATI siano,e che con questi arrivino le forche ed i patiboli,per esporre i corpi privati della vita di tutti i corrotti e corruttori………..primo tra tutti il signor BOSSi,che dopo essersi riempito la bocca con “Roma ladrona” ,altro non ha fatto che RUBARE per se e per la sua cricca. gf

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