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Opinioni e commenti
 

Morta per aver fatto rispettare la legge
Pubblicato il 23-07-2013


Sindaco Laura-Prati-sindaco

“Purtroppo non sono riuscito a parlare con il sindaco Prati mentre era in ospedale, né a Gallarate né a Varese.  Il marito, molto solerte, le faceva da filtro. Al piano superiore, in Chirurgia2, era ricoverato invece il vicesindaco e mio caro amico Costantino Iametti. L’ho visto lunedì scorso in ospedale, è stato dimesso venerdì”. Così racconta all’Avanti! dal suo personale e privilegiato (visto lo storico e sincero rapporto d’amicizia tra i due) punto di vista il Presidente del consiglio regionale e Segretario provinciale del Psi; nonché assessore al Risorse Umane, Polizia locale, Innovazione e Comunicazione Beppe Nigro. Laura Prati, il sindaco di Cardano al Campo (Varese) rimasta vittima meno di un mese fa di un attentato a colpi di pistola mentre si trovava nel suo ufficio in municipio nella giornata di ieri è morta. Un peggioramento era arrivato nella giornata di domenica dopo un lieve ma costante miglioramento. La donna è stata dichiarata morta alle 14.30, 6 ore dopo che era stata dichiarata la sua morte cerebrale. I suoi organi sono stati espiantati: il cuore è atteso al Niguarda.

COMA  E MORTE CEREBRALE – Due settimane fa era stata trasferita all’ospedale di Varese per quello che era annunciato come un intervento di routine, la pulizia di un’arteria in endoscopia. Durante questa operazione, tuttavia, un aneurisma aveva provocato una forte emorragia cerebrale che aveva richiesto un delicatissimo e lungo intervento d’urgenza. Laura Prati era caduta in coma, lo stato di incoscienza era stato prolungato farmacologicamente per alcuni giorni fino a quando la donna aveva dato timidi segni di risveglio, rispondendo ad alcuni semplici comandi impartiti dai medici. Nei giorni scorsi, però, la situazione era di nuovo precipitata al punto da richiedere un nuovo ricorso alla sala operatoria. Fino alla dichiarazione di morte cerebrale di lunedì mattina, una notizia anticipata dal presidente del consiglio regionale lombardo, Raffaele Cattaneo, che aveva spiegato di aver ricevuto la notizia dal direttore dell’azienda ospedaliera di Varese.

LA RICORSTRUZIONE DELLA VICENDA – Meno di un mese fa l’assalitore ha ferito gravemente all’addome con tre colpi di pistola il sindaco Laura Prati, 48 anni, del Pd, e il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Costantino Iametti, 76 anni e del Psi, contro il quale ha esploso un colpo che ha raggiunto di striscio la testa ed altri due conficcatisi nell’addome e nella gamba. «Ora ho regalato i conti», avrebbe mormorato prima di darsi alla fuga. L’aggressore, Giuseppe Daniele Pegoraro, di 61 anni era tra i condannati per la truffa dei cartellini. Secondo la ricostruzione di Nigro, in contatto con i familiari del vicesindaco adesso ricoverato in ospedale, “l’uomo si sarebbe recato dal primo cittadino e dal suo vice per chiedere di abbreviare i tempi della sua sospensione. Gli mancavano all’incirca sei mesi per la scadenza dei due anni di sospensione dall’incarico e dallo stipendio emessa dal magistrato Luca Gaglio. Esasperato dalla situazione economica personale, al loro no pare che sia andato in escandescenza e abbia esploso diversi colpi di pistola”.

Nigro come ha trovato il vice sindaco Iametti quando è si è recato a fargli visita?

Fisicamente abbastanza bene, in fase di guarigione. Psicologicamente invece era ed è ancora sotto choc. Come dargli torto. Mi ha voluto aspettare in piedi, di fianco al letto, per dimostrarmi che era pronto a riprendere il suo posto da amministratore, da combattente. Alla mia visita si è commosso, ci siamo abbracciati. Abbiamo chiacchierato per circa due ore: mi ha ripetuto la dinamica dei fatti, mi ha ribadito di essere stato il primo ad intervenire, senza successo, in difesa del sindaco. E’ durato pochissimo. E dopo gli spari un grosso spavento. Era commosso, ma anche molto spaventato.

Cosa lo spaventava di più?

Era spaventato dall’idea che per pochi millimetri la pallottola che lo aveva ferito alla testa avrebbe potuto ucciderlo. E’ un sopravvissuto e lo sa. Questo lo spaventa più che l’idea che l’accaduto si possa ripetere.

Avete parlato delle condizioni di salute della collega Prati?

Parlane gli provoca angoscia, insomma non ne voleva discutere più di tanto. Ipotizzo che fosse stato aggiornato delle condizioni della Prati dal marito di lei, ma che si sentisse quasi in colpa sapendo di essere sulla via della guarigione mentre la collega al piano di sotto si fosse aggravata.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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