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Opinioni e commenti
 

Le due facce dell’Egitto: Mansour è il nuovo presidente (ad interim), Morsi è dietro le sbarre
Pubblicato il 04-07-2013


Egitto-Mansour-presidente

Ha prestato giuramento, diventando il nuovo presidente ad interim dell’Egitto. Adly Mansour, a capo della Corte Costituzionale, succede a Mohamed Morsi dopo il golpe militare che ieri ha determinato la deposizione del governo, dopo solo un anno e tre giorni. Per lo stesso leader e i vertici della Fratellanza Musulmana sono scattate le manette: il presidente destituito – per essersi opposto alle dimissioni imposte dall’esercito – è trattenuto in isolamento al ministero della Difesa, mentre gli altri sono condizione di arresto all’interno di un edificio militare. Alla guida spirituale della Fratellanza, Mohamed Badie e al suo vice Khairat el Shater era già stato imposto il divieto di espatrio. Nel frattempo il mondo occidentale auspica un veloce ritorno al percorso democratico, intrapreso lo scorso anno quando Mohamed Morsi, candidato dei Fratelli Musulmani, venne scelto dal popolo, diventando il primo presidente democraticamente eletto dell’Egitto. 

LA REAZIONE DEL MONDO OCCIDENTALE – «In Egitto la situazione è in assoluto movimento. La prudenza è la linea migliore che possiamo seguire senza precipitarci in giudizi o affermazioni su situazioni complesse che non si possono ridurre in un tweet», ha commentato il responsabile degli Esteri italiano, Emma Bonino. Il suo collega britannico, William Hague ha reso noto che Londra è pronta a «riconoscere la nuova amministrazione in Egitto e a collaborare», auspicando al contempo un «rapido ritorno al processo democratico». Dello stesso avviso anche il presidente Usa, Barack Obama.

LA TENSIONE NELLA GIORNATA DI IERI – Alta tensione ieri, durante tutta la giornata e serata: mentre l’esercito della Repubblica araba avanzava verso il palazzo presidenziale, presidiandolo con militari, carroarmati ed elicotteri, la popolazione riempiva Piazza Tahrir per poi esplodere in gioia e fuochi d’artificio nell’apprendere la notizia della destituzione di Morsi. Nel frattempo, però, ad Alessandria d’Egitto si sono consumati scontri tra gli oppositori e i sostenitori di Morsi. Il bilancio è di 14 morti e circa 50 feriti.

LA “ROAD MAP” ANNUNCIATA DAL CAPO DELL’ESERCITO – Durante la serata di ieri Abdel Fattah el Sisi, ministro della Difesa egiziano, nonché capo di Stato maggiore dell’esercito egiziano è intervenuto in televisione, illustrando la cosiddetta “road map” (una sorta di tabella di marcia). Per ora questa prevede la consegna dei poteri presidenziali di emanare decreti al presidente della Corte Costituzionale, sospende in modo temporaneo la Costituzione e ne commissiona la riscrittura a un comitato che vedrà la partecipazione di tutte le forze politiche. È inoltre prevista la nascita di un esecutivo di tecnici e di comitato di riconciliazione nazionale, che prevede l’apporto anche dei giovani, mentre ancora non è stata fissata la data delle prossime elezioni presidenziali.

Silvia Sequi

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