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Opinioni e commenti
 

L’intervista – L’eurodeputata Comi (Pdl), rinegoziare il bilancio è possibile per rilanciare infrastrutture e occupazione in Italia
Pubblicato il 03-07-2013


Laura Comi

“Una rinegoziazione del bilancio è possibile, a fronte della crisi che stiamo vivendo, per rilanciare l’occupazione, in particolare quella giovanile, e le infrastrutture”. Con queste parole l’eurodeputata del Ppe (il Partito popolare europeo), Lara Comi, esordisce intervistata dall’Avanti!, commentando la situazione europea, che ben conosce essendo stata eletta a Strasburgo dal 2009.  

Dal Consiglio europeo di Bruxelles si è tornati con un investimento decisamente maggiore per l’occupazione rispetto ai 500 milioni di euro preventivati. Una vittoria per il governo Letta? 

Sicuramente è un ottimo risultato anche perché Letta aveva posto in una posizione chiave la disoccupazione giovanile. Ma non dobbiamo accontentarci, questi soldi non sono sufficienti per risolvere il problema, bisogna incrementare la produttività, altrimenti non ci sono posti di lavoro. Semplicemente, se le imprese non producono e i cittadini non consumano diventa un circolo vizioso.

Bisogna allentare i parametri del deficit? L’Italia deve rinegoziare la sua posizione con la Commissione avendo una deroga?

Se in altri momenti avrei detto di no, adesso invece, vista la crisi che stiamo vivendo, direi che bisogna rinegoziare. Consideriamo che ad oggi, che siamo 28 paesi con l’entrata proprio l’altro giorno della Croazia, solo sei nazioni dell’Unione rispettano il rapporto deficit/pil, e tra questi c’è l’Italia, mentre non vi rientra la Francia, così come in passato è accaduto persino alla Germania. Ciò che noi chiediamo è che si possa fare un piccolo sforamento, che riguardi solo l’occupazione, le infrastrutture e il lavoro giovanile.

Per intenderci, è giusto, secondo lei, rispettare gli impegni di bilancio presi con l’Europa?

Assolutamente sì, perché gli impegni vanno rispettati, anche sul fiscal compact. In ogni caso, necessariamente il bilancio va rinegoziato se c’è uno sforamento.

Datagate. A quanto pare sarebbero state messe delle cimici nella ambasciate dell’Unione Europea, compresa l’Italia. Cosa ne pensa?

Lo scambio di dati con il resto del mondo per motivi di sicurezza è una “prassi” naturale, ma ciò non toglie che vi siano dei limiti. Oggi il presidente Schulz ha detto che gli Stati Uniti devono rispettare la privacy degli altri paesi, altrimenti viene meno il rapporto di fiducia reciproca. Personalmente penso che i dati personali vadano sicuramente protetti, sui social network così come nei rapporti banca/cliente. Bisogna inserire una linea rossa che rimarchi il confine tra la necessità di mantenere la sicurezza e quella di non invadere il diritto alla privacy.

Forza Italia 2.0. Berlusconi ha definitivamente sancito la messa a punto di un nuovo partito che riprenda l’esperienza del primo movimento che lo portò al Governo. Crede che sarà rottura rispetto a chi rimarrà nel Pdl, ammesso che esisterà ancora?

Il Pdl rimane come la Casa delle libertà, non ci sarà nessuna spaccatura, è giusto un cambio di nome e di strategia. Tuttavia, il progetto è ancora in fase di strutturazione, ma sicuramente non ci sarà un doppio partito, il Pdl sarà come il Ppe.

Quanto contribuirà alla stabilità del Governo questo nuovo movimento?

Lo può solo che rafforzare. Berlusconi ha detto con chiarezza che il nostro appoggio a questo governo è totale.

E la situazione giudiziaria di Berlusconi? Cosa ne pensa del sit-in dell’altro giorno ad Arcore?

Se fossi stata ad Arcore avrei sicuramente partecipato, sono partita per Strasburgo solo perché erano previste votazioni importanti, oltre alla cerimonia d’entrata della Croazia nell’Unione europea. Tante persone si sono riunite ieri fuori la villa di Berlusconi per dimostrargli il loro affetto e la loro solidarietà, e per spingerlo ad andare avanti. E questo non riguarda unicamente le vicende giudiziarie che il presidente sta vivendo, ma un insieme di fattori. Certo è che, se mai vi fosse una condanna definitiva nei suoi confronti, ci sarà più che altro una reazione della base, anche se sono convinta che questa non sia certo una soluzione ideale.

Si era parlato di Marina Berlusconi come erede politico del padre. Lei si è dimostrata favorevole?

Non ho mai parlato del ruolo che avrebbe potuto occupare, ma del suo apporto. Abbiamo bisogno di più forze possibili e lei sarebbe sicuramente una risorsa importante. Anche se capisco la scelta che ha fatto e la rispetto. Ma di certo mi dispiace.

Cosa ne pensa di Renzi? Crede veramente possibile un futuro confronto elettorale tra lui e Berlusconi per la carica di premier?

Veramente viste le indecisioni all’interno del Pd, c’è da chiedersi se sarà Renzi il candidato del centrosinistra. Mentre non vedo il problema della candidatura di Berlusconi, ammesso che sia tranquilla la situazione giudiziaria. Solo che non riesco a vedere Renzi come il nuovo che avanza, visto che sono circa 22 anni che sta in politica, più di Berlusconi.

Cosa ne pensa della Santanchè vicepresidente della Camera?

Mi sembra una scelta condivisa all’interno del Pdl, noi continueremo su questa direzione.

Come lo commenta lo scontro che ha avuto di recente con Cacciari su La7 a proposito della vicenda Ambrosoli/Andreotti? 

Ho detto come mi sarei comportata se al posto di Ambrosoli ci fossi stata io. Ho semplicemente dato un mio punto di vista: non sarei uscita dall’aula durante la commemorazione per la morte di Andreotti. Non era certo un giudizio sulla frase del senatore a vita, che, va detto, è stata sicuramente infelice e non corretta.

Dalla sua presenza nei talk show e sulle pagine dei giornali si ha l’impressione che il suo partito l’abbia scelta come “volto nuovo del Pdl”, come si sente?

Ho sempre rispettato le scelte del partito, che per me vanno discusse all’interno del partito. Berlusconi è stata la prima persona a darmi fiducia, sulla base della mia esperienza in campagna elettorale e quando sono stata a capo dei giovani di Forza Italia. Insieme a lui si è deciso di far ripartire tutti insieme questo partito, quindi se posso essere utile anch’io non vedo perché no.

Passando a questioni “più leggere”, come mai ha postato su twitter quella foto di lei su una minimoto della Polizia? 

Ero al Giro d’Italia con un’amica e abbiamo visto un percorso creato dalla Polizia per insegnare l’educazione stradale ai bambini. E in questa pista c’era anche la minimoto su cui mi sono fatta fotografare ed essendo un’appassionata delle due ruote mi ci sono seduta sopra, ma senza provarla. Insomma un gioco che poi, come spesso accade, ha suscitato polemiche del tutto inutili.

Giampiero Marrazzo

Giampiero Marrazzo

@giamarrazzo

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