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Opinioni e commenti
 

NAZARENO ROVENTE: SVENTATO IL BLITZ ANTI-RENZI SULLE REGOLE
Pubblicato il 29-07-2013


Letta-Renzi-PD

Il Partito democratico è ufficialmente spaccato in tre: renziani, antirenziani moderati e fondamentalisti antirenziani. Nella prima ci sono il sindaco di Firenze e i suoi sostenitori, nella seconda gli avversari che vogliono batterlo coi voti e nella terza una coalizione di correnti interne che ha trovato nel giovane outsider il nuovo collante da sostituire all’antiberlusconismo.

IL BLITZ “DEMOCRATICO” – Alla Direzione nazionale del Pd Franceschini ed Epifani tentano il blitz sulle regole, ma vengono bloccati dai renziani, spalleggiati dai candidati Cuperlo e Civati, oltre che dai Giovani turchi e Rosy Bindi. Il reggente, infatti, propone candidature dopo i congressi territoriali, primarie chiuse ai soli iscritti al Pd (entro il 2012) e separazione tra leadership del partito e premiership. Un affronto inaccettabile per i sostenitori del sindaco, che alzano il muro ottenendo il rinvio al 31 luglio del voto dell’assise interna. Data che slitterà quasi certamente a settembre, vista la concomitanza con il giudizio della Cassazione sul processo Mediaset (la condanna a Berlusconi a 4 anni più l’interdizione dai pubblici uffici).

NAZARENO ROVENTE – L’atmosfera al Nazareno è rovente, e non solo per i 40 gradi all’ombra. Per la prima volta da mesi si sono ritrovati nella stessa stanza Renzi, Letta, D’Alema, Bersani e Franceschini. Un potenziale mix esplosivo, che non delude le aspettative. Ad accendere la miccia è il ministro per i Rapporti con il Parlamento, che prima indica il 24 novembre come data per il Congresso, poi carica: “Il segretario lo eleggano solo gli iscritti. Le primarie aperte, invece, sceglieranno il candidato premier. Ora abbiamo bisogno di una regola per una fase in cui servono alleanze”. Bersani rincara la dose: “Le primarie per il premier saranno aperte a chi si dichiara elettore del centrosinistra, le primarie per il segretario devono essere aperte a chi aderisce al Pd”.

L’APLOMB DI RENZI – Renzi ascolta, non replica, ma fa capire benissimo quale sia il suo pensiero. Per esempio quando applaude l’intervento del possibile avversario Gianni Cuperlo: “Abbiamo bisogno di eleggere il segretario, se si cambiano le regole dobbiamo farlo insieme. Se non c’è accordo su ruolo segretario-premier decida il Congresso”. E anche quando esce, il sindaco rispetta la consegna del silenzio che si è autoimposto, non rinunciando però a scherzare con cronisti e cameramen sfiaccati dalla calura: “Non ci credevate, eh?”.

LE STOCCATE DEI RENZIANI – Ci pensano però i suoi a dare stoccate. Soprattutto via Twitter. Simona Bonafè scrive delusa: “Pensare che bastava solo fissare una data. Sull’idea di Pd che vogliamo decide il Congresso aperto, no la Direzione”. Ci va duro Andrea Marcucci: “Hanno già dimenticato la batosta delle ultime elezioni e si predispongono ad incassare la prossima. Con le regole ipotizzate da Epifani, c’è un naturale candidato alla segreteria. Il suo nome è Tafazzi. Io non lo voto”. Sceglie l’ironia Ernesto Carbone: “A questo punto mi aspetto che il Congresso sia convocato per il 31 novembre”. Seguito da Angelo Rughetti: “Per le primarie suggerisce platea più ristretta. Propongo che votino Bersani, Stumpo e Zoggia” e Roberto Giachetti: “Franceschini troppo spregiudicato. Per l’elezione del segretario mi limiterei più prudentemente ai dipendenti Pd e agli staff dei ministri”.

ORECCHIE DA PD – In serata, poi, alla festa democratica di Roma Epifani subisce le pesanti contestazioni di un gruppo di No Tav, ma soprattutto di una rappresentanza di #OccupyPd. Segni evidenti che certe scelte allontano la base. E stavolta senza ritorno o escamotage Alfano-style. Stavolta non possono non sapere…

Dario Borriello

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Commenti all'articolo
  1. Compagni/e buon giorno

    Questi stanno litigando sulle regole per il loro congresso se il segretario deve o no essere anche il presidente del consiglio, neanche il mondo fossero loro e tutto girasse intorno a loro,
    il risultato elettorale non ha insegnato niente.
    Se domani Berlusconi sarà condannato e nel PDL non prevarrà l’ingnoranza politica della Sanmtanchè , avremo Berlusconi martire, se lo assolvono per molti sarà la prova provata che la magistratura agise su obiettivi politici (salvewzza del governo). Comunque vada siamo nel CUL DE SAC, Letta eterno con una situazione dove il PDL sarà il partito responsabile. Gli altri un girodondo di inconcludenze. E noi continuiamo a chiedere al PD se si dwecide di entrare nel PSE ????
    Lasciamo perdere compagni è tempo e parole perse, facciamo la nostra strada loro non sanno chi sono ne cosa devono fare tranne che sentirsi come investiti di una missione divina che vedono solo loro.
    Fraterni saluti
    Compagno Maurizio Molinari
    Fed. do Torino

  2. La realtà è che il PD come il PDL non sono rappresentanti di ideali ed idee,ma un insieme di accozzaglie fatte da correnti che si dichiarano di destra o sinistra ,centro destra o centro sinistra ,per poi fare solo gli interessi non degli ideali e delle idde che dicono volere rappresentare,ma bensì gli interessi del propio potere quando non direttamenta del loro conto in banca personale . tralasciando il PDL ,che con il berlusconismo ha ucciso la destra ed i liberali , il PD è un calderone immaginario ove non c’è spazio qual’ora entrassero insieme gli ideali e le idee ch eerano quelle Socialiste e social democratiche contrapposte a quelle ex comuniste popoliste e partigiane di parte sociale . Le idee progressiste di Berlinguer che ha cercato di indirizzare il vecchio PCI verso un più attuale campo di Socialismo Europeo,senza rinnegare la provenienza sociale di parte ,ma cosciente ( a me così sembrava) che un partito non pu’ rappresentare gli operai o gl iimprenditori,così come un sindacato non pu’ essere di sinistra o di destra………un partito deve aver ideali ed idee che possano rappresentare tanto gli imprenditori che gli operai ( salvo che non si voglia pensare a dittature..) ,così come i sindacati non dovrebbero avere colori politici m arappresentare semplicemente la categoria di lavoratori ,o di professionisti o artigiani o piccoli imprenditori ……..Invece no……..Continuiamo a dividerci tra cattolici e laici,da una parte i catto-comunisti e dall’altra i laici-progressisti ,i sindacati pretendono di fare leggi utopiche ed a rappresentare solo l e grandi esistente che le mantengono con le tessere dei loro operai ( le grandi imprese ) ,mentre per l’80 % dei restanti non c’è giustizia,non c’è voce,non c’è rappresentanza .Ancora non siamo riusciti ad avere una legge elettorale che permetta una rappresentanza qualificata e scelta senza dover passare attraverso i consensi delle caste ; da una part ei grillini che hanno presentato “cani e porci”,dall’altra quelli che hanno rappresentato i soliti “raccomandati “. Possibile che nessuna intenda ricostruire uno Stato degno di questo nome ? possibile che tutti sono lì a fare i solo loro interessi ? ancora continuiamo a dividere il paese con Destra e sinistra quando i problemi non sono di destra o sinistra,ma sono problemi per tutti e sono da risolvere nel ,odo più opportuno,poi in contrapposizione si tra chi puo’ essere più liberale e chi è attento più al sociale,ma in tutti i casi i margini operativi non sono lontanissimi, perchè da una parte c’è la rivolta sociale ( se tendenti ad uno sfrenato liberalismo ) e dall’altra c’è il disastro economico ( se oltre misura consentibile attenti al sociale ) , ipolitici dovrebbero mediare tra queste due posizioni..invece no..sono lì a raccontarci BALLE , tanto da una parte che da un altra ……….A mio avviso si dovrebbe tornare ai vecchi partiti,quelli con simboli esprimenti un ideale , ed abolire i partiti personali in quanto pericoli e secondo me antidemocratici ; si può dividere gli antichi partiti tra conservatori e progressisti,inserendo un centro moderato , ma non si può lasciare che in politica entri chi vuole a secondo dei soldi che può investire ; il politico và costruito con un percorso , così come lo è per il medico o il diplomatico , è lo stato che deve finanziare i suoi uomini senza permettere percorsi alternativi o privilegiati , due ,tre aere finanziate ( destra,sinistra ,centro ) tra cui scegliere i politici sul territorio,ed a cu consentire il percorso politico partendo da livello locale fino a quello nazzionale senza permettere che dalla ser aalla mattina ci si trovi un deputato o senatore che fino al giorno prima non aveva neanche mai preso in mano la costituzione …….Sono andato fuori tema ? forse…in tutti i casi riguardop al PD ,io penso debba DIVIDERSI ,con simboli ed idee diverse a secondo gli ideali ed le idee diverse ……..poi possono trovare una COALIZIONE magari chiamata di sinistra ……….ma un Matteo Renzi che io voterei ,non ha niente a che vedere con una Rosa Bindi o un Fassino che io non voterei mai . gf

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