giovedì, 21 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Papa Francesco a Lampedusa: «I migranti morti in mare una spina nel cuore»
Pubblicato il 08-07-2013


Papa Francesco-immigratiProprio mentre Papa Francesco raggiungeva l’isola di Lampedusa, un’altra imbarcazione, con circa 166 migranti a bordo, sbarcava sulle coste dell’isola delle Pelagie. Il Pontefice ha scelto Lampedusa come meta del suo primo viaggio apostolico, prima volta al contempo che l’isola, simbolo delle migliaia di sbarchi degli immigrati, viene visitata da un Pontefice. Papa Francesco è atterrato stamane verso le nove, a bordo di un Falcon 900, ed è stato accolto dall’Arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro e dal sindaco dell’isola, Giusi Nicolini. «Benvenuto tra gli ultimi» è lo striscione che i lampedusani hanno affisso nei pressi del molo Favaloro per accogliere il Santo Padre.

IL SALUTO AI MIGRANTI E LA SANTA MESSA – A Punta Favarolo il Pontefice ha salutato e stretto la mano a numerosi e giovani migranti d’origine africana. Ad accoglierlo circa 50 dei 125 profughi presenti nel centro d’accoglienza di contrada Imbriacolo che hanno intonato canzoni religiose, dedicate a Maria, in suo onore. Poi il Papa si è diretto al campo sportivo per celebrare la Santa Messa che ha visto la presenza di circa 16 mila fedeli.

LA SCELTA DI LAMPEDUSA COME META – Papa Francesco ha spiegato che la decisione di visitare l’isola è stata presa in seguito alla notizia degli «immigrati morti in mare, da quelle barche che invece di essere una via di speranza sono state una via di morte», diventata per lui «una spina nel cuore». L’auspicio del Pontefice è quello che le nostre coscienze si risveglino e che «ciò che è accaduto non si ripeta». Papa Francesco ha poi spiegato che la «cultura del benessere» – che ci conduce a pensare solo a noi stessi – ci rende «insensibili» verso gli altri, ci fa vivere «in bolle di sapone», in una situazione «che porta alla globalizzazione dell’indifferenza».

IL MAZZO DI FIORI IN MARE – Durante la sua visita il Pontefice è inoltre salito a bordo di una motovedetta della Capitaneria di Porto, accompagnato da un corteo di barche di pescatori e, di fronte al porto, ha gettato in mare una corona di crisantemi bianchi e gialli per ricordare quei migranti rimasti vittime durante le traversate. Secondo le stime, negli ultimi vent’anni, sono circa 20 mila i profughi che hanno perso la vita: circa mille all’anno. Un’autentica strage che il Papa, con le sue preghiere, ha auspicato termini al più presto.

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