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Opinioni e commenti
 

Papa Francesco in Brasile: «Il lavoro è dignità»
Pubblicato il 23-07-2013


Papa Francesco-Rio-folla

È un paradosso che racconta più di tante analisi quanto profonde siano le contraddizioni che caratterizzano gli strani e sciagurati tempi che viviamo. La Repubblica Italiana fondata sul lavoro sembra dimenticare, ogni giorno di più, quell’articolo primo su cui si basa la vita civile e democratica del Paese: a ricordarlo, invece, è il capo di quello Stato che pesa, con la sua influenza, sulla Repubblica, il Vaticano. Arrivato in Brasile per la 28esima giornata mondiale della gioventù, Papa Bergoglio ha usato parole che sembrano patrimonio della cultura socialista: «dal lavoro, dalla possibilità di guadagnarsi il pane, deriva la dignità della persona», ha affermato Francesco sottolineando il rischio  che «per la crisi di avere un’intera generazione che non ha avuto lavoro». Un allarme che suona in tutta la sua gravità nonostante il clima festoso che si respira per le strade di Rio de Janeiro, invase da centinaia di migliaia di giovani provenienti, soprattutto, dal continente latinoamericano.   

IN MEZZO ALLA GENTE – Il Pontefice è stato ricevuto all’aeroporto dal presidente Dilma Rousseff, ma, secondo le disposizioni da lui stesso date, si è trattato solo di una cerimonia formale e molto veloce perché Francesco ha chiesto espressamente di non avere alcun incontro ufficiale prima di poter salutare la gente. Imponente la macchina della sicurezza messa in piedi da polizia ed esercito per garantire l’incolumità del Papa, e nervi scoperti tra chi deve vigilare sull’ospite in veste bianca visto che, dalle mura Leonine, sono arrivate richieste perentorie del Papa stesso per quanto riguarda il contatto con la gente: niente vetri blindati all’auto che, per i due chilometri di corteo previsti, ha percorso il centro città. Ha voluto essere vicino alla folla il Papa di Buenos Aires.

TIMORI PER LE MANIFESTAZIONI – Ad aggravare la tensione, in un Paese recentemente sconvolto da violente proteste, arriva una chiamata “alle armi” del gruppo Anonymous Rio che, attraverso Facebook ha convocato una manifestazione nei pressi del palazzo del governatore dove si terrà la prima visita ufficiale del Papa. La polizia ha messo in sicurezza l’area per impedire l’avvicinamento del corteo alle zone sensibili. Ma Anonymous mette le cose in chiaro: «non si tratta di una protesta contro il Papa o la Chiesa cattolica. Ma di un grido contro la corruzione e per servizi pubblici più degni». Un’altra manifestazione è stata convocata per venerdì a Copacabana, in una zona non lontana dal palco montato per il Papa.

LA CULTURA DELL’INTEGRAZIONE – Uno scenario che non sembra preoccupare minimamente il Papa che ha detto ai giornalisti di andare in Brasile per «incontrare i giovani, non isolati, ma nel contesto sociale». Parla di inclusione Francesco “l’argentino”, condannando quella che definisce la «cultura dello scarto» a favore di una «cultura dell’inclusione»: quando i giovani vengono «isolati si commette un’ingiustizia nei loro confronti, perché si toglie loro l’appartenenza a una patria, una cultura, una famiglia». Per questo Bergoglio chiede «integrazione» pensando non solo ai giovani, ma anche agli anziani che «fanno parte del futuro» e non sono, come spesso accade nelle nostre città, un “peso” per lo sviluppo della società.

L’APPELLO AI GIORNALISTI: «AIUTATEMI» – Papa Francesco, prima di imbarcarsi sul volo diretto a Rio, si è rivolto anche ai giornalisti, con umiltà e autorevolezza, chiedendo aiuto: «Vi ringrazio e vi chiedo di aiutarmi – ha detto il Papa dopo aver salutato uno per uno i 70 giornalisti che volano con lui verso il Brasile -. Vi chiedo di collaborare in questo viaggio per il bene dei giovani e degli anziani. Rimango un po triste, come il profeta Daniele – ha scherzato il Pontefice – perché ho visto che i leoni non erano tanto tali. Grazie tante, grazie a tutti». Chiedere aiuto e ringraziare: due gesti sempici che sembrano essere divenuti merce rara in un mondo che ha paura.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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