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Opinioni e commenti
 

Popsophia 2013, festival del contemporaneo: quando la filosofia indaga il pop e il pop racconta la filosofia
Pubblicato il 02-07-2013


Popsophia-PesaroPiù di cinquanta illustri pensatori, filosofi e giornalisti, sette rassegne, otto contenitori di riflessione, un’unica kermesse “Popsophia, festival del contemporaneo”. E un solo grande tema: eroi e antieroi. Torna l’appuntamento nazionale della filosofia – che si tramuta in filosofia popolare – la pop filosofia, appunto – e che quest’anno sarà ospitata a Pesaro, nella suggestiva cornice di Rocca Costanza, dal 3 al 7 luglio. La rassegna, giunta alla sua terza edizione, vedrà l’intervento di numerosi intellettuali che declineranno il tema in cinque macro-categorie, uno per ogni giornata del festival: dalla Felicità alla Realtà, passando per la Musica, il Corpo e la Finzione.

LA KERMESSE E GLI OSPITI – Durante i cinque giorni di kermesse, la Rocca si animerà dalle 18.30 alle 23.30, e ospiterà gli appuntamenti che saranno divisi in due spazi: cortile e sotterranei, procedendo anche in contemporanea. Numerosi i pensatori, filosofi e giornalisti: tra cui Umberto Galimberti che interverrà sabato 6 sul tema della Finzione, mentre domenica 7 sarà posto l’interrogativo “Ci sono eroi realisti?” a cui tenterà di fornire una risposta il filosofo Gianni Vattimo. Sempre domenica sarà presente anche Marc Augé, il padre del concetto di “non luogo”, che chiuderà la kermesse con “Gli eroi del futuro”, indagando sul tema dell’eroismo contemporaneo. L’antropologo francese parte dal concetto secondo cui «l’eroe non è il saggio, colui che sa, bensì colui che agisce, pur non sapendo tutto. È colui che rischia» ha dichiarato all’Avanti! Lucrezia Ercoli, direttore artistico della rassegna.

Ercoli, dopo due edizioni a Civitanova Marche perché quest’anno la scelta è caduta sulla suggestiva Rocca Costanza, che costituisce la più importante opera di fortificazione della città di Pesaro?

Siamo un’associazione, in questo senso siamo itineranti. Speriamo di assediarci alla Rocca Costanza per un pò di tempo. Si tratta di una location davvero d’eccezione, la cui scelta scaturisce da una sorta di ossimoro: da una parte la fortificazione antica quattrocentesca della Rocca, dall’altra i tempi iper-contemporanei della pop filosofia. Infatti i sotterranei, aperti per la prima volta al pubblico, ospiteranno video installazioni, mostre, conferenze e spettacoli.

Perché la scelta di un tema così classico della filosofia e della letteratura epica?

Perché è un tema che incarna un contrasto: da una parte fa riferimento all’antichità, alle dinamiche epiche e mitiche della filosofia, dall’altra rappresenta anche un tema che stimola il pensatore contemporaneo. È un argomento che riesce ad abbracciare tutti i significati della pop filosofia. Lo scopo è quello di riprendere temi, e metterli in gioco con fenomeni quotidiani e contemporanei.

Quali le prime percezioni dalle reazioni degli ospiti e delle scuole di Pesaro?

Con particolare riferimento alle scuole – che hanno realizzato il progetto “eroismi scolastici”, in programma domani sera – il primo commento che si potrebbe fare è che fuoriesce un’ambiguità, un senso di antitesi tra il concetto di eroe e antieroe: le due categorie non sono definite, non si può procedere ad attuare una distinzione netta. Le due dimensioni sono in contatto e in sovrapposizione. Il secondo carattere che si evince è un rifiuto dell’eroe inteso come mito o super eroe della televisione o del cinema. Lo scopo è quello di scovare l’eroismo in realtà apparentemente antieroiche, che non hanno nulla di epico o di mitico.

Per esempio?

Nella famiglia, nella quotidianità, negli affetti. In tutto ciò che sembra non aver nulla di eccezionale. I giovani vanno a vedere in queste realtà. Si potrebbe usare l’espressione “Eroi Noi”.

Oltre ai grandi pensatori e a personaggi noti al grande pubblico è prevista la partecipazione anche di artisti emergenti.

Esatto, oltre alla sezione dedicata ai grandi pensatori e personaggi, vi è quella riservata a studiosi giovani, artisti, fotografi, video-maker che lavorano sul tema della pop filosofia, e che danno un senso al fenomeno del contemporaneo.

Nuovi riferimenti dunque.

Sì, le vie culturali italiane non sono solo accademiche, ma vi è anche il giornalismo d’inchiesta e l’arte indipendente, per esempio. Abbiamo voluto dunque indicare nuovi punti di riferimento per decifrare la contemporaneità, integrandoli con l’apporto dei grandi pensatori.

Silvia Sequi

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