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Province: l’abolizione si fa per Ddl e Letta riesce dove Monti ha fallito
Pubblicato il 05-07-2013


Abolizione Province

Riforma delle Province? Letta prova a fare quello che a Monti non è riuscito: scardinare uno stato di cose impenetrabile, per molti versi inutile, fatto di sprechi, competenze doppie e triple tra enti, personale pagato per non fare nulla. Anzi il premier delle larghe intese, con il via libera di oggi da parte del Consiglio dei ministri al disegno di legge costituzionale per l’abolizione delle province, ha provato a superare e non di misura l’obiettivo già di per sé coraggioso che si era dato il Professore. A differenza di quanto fatto dall’esecutivo dei tecnici che prevedeva un accorpamento tra enti, le province verranno cancellate. Tutte. Al loro posto ci saranno i collegi delle autonomie. Con una fondamentale differenza: non ci saranno organi politici eletti: niente presidente, niente giunta, niente consiglio. Niente voto e grande risparmio, se il governo Monti all’epoca aveva calcolato un risparmi netto intorno ai 500 milioni di euro, nel caso di un abolizione totale potrebbe esserci anche doppio.

VINCOLATI AL DISCORSO D’INSEDIAMENTO – “Auspico che il Parlamento approvi il più rapidamente possibile”, ha detto Enrico Letta al termine del consiglio dei ministri. L’invito del premier alle Camere è all’urgenza, ma, aggiunge, il governo intende “salvaguardare i lavoratori delle province e le loro funzioni”. Per questo, dice ancora Letta, “verranno prese altre misure per gestire la fase transitoria”. La parola province sparisce dalla Costituzione: “Il pronunciamento della Corte costituzionale”  – che ha dichiarato illegittima la riforma n.d.r. – “ha bloccato il processo di abolizione delle province”, ma “dato che manteniamo l’orientamento di dare seguito a quello che era contenuto nel discorso con cui il governo ha ottenuto la fiducia, dove era scritto chiaramente ‘abolizione delle province’, abbiamo ritenuto necessario intervenire al maggior livello possibile, abrogando la parola province da tutti gli articoli della Costituzione”, ha aggiunto Letta in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Ci sentiamo vincolati a quell’impegno”.

COSA CAMBIERA’ – Per quanto riguarda le province i cui organi sono in scadenza ci saranno interventi ad hoc, che saranno varati “nelle prossime settimane”, perché “i tempi di  approvazione del ddl costituzionale non sono compatibili con le scadenze” delle amministrazioni, ha spiegato il premier. Dopo Letta, ha parlato il ministro Gaetano Quagliariello, chiarendo che verrà proposta una legge per dare applicazione al ddl. “Oggi abbiamo messo le premesse”, poi “quando avremo le motivazioni della sentenza della Corte costituzionale”, sul decreto varato dal governo Monti per l’accorpamento delle province, “il ministro Delrio proporrà un intervento attraverso una legge ordinaria, che dia applicazione al ddl costituzionale”. Secondo il ministro per le riforme costituzionali non si tratta né di “accanimento terapeutico” verso le province né di un “provvedimento ad hoc”, semplicemente di una legge per riorganizzare gli enti territoriali che potrà mettere fine ad un “policentrismo anarchico”. Quagliariello ha anche annunciato che sulle riforme partirà la consultazione dei cittadini online. Inizierà lunedì e verrà chiusa l’8 ottobre.

IMU SI, IMU NO – Sul capitolo Imu, va detto che la tassa verrà superata. Dopo le osservazioni del Fondo monetario internazionale a favore del mantenimento dell’Imu, Enrico Letta ribadisce che la direzione del governo non cambia: “Nel discorso che io ho fatto alle Camere c’è chiaramente detto che noi faremo una riforma che supererà l’Imu così com’è: confermo che quella è l’indicazione e ci muoveremo nei giorni prossimi in questa direzione. Sarà una discussione collegiale, che impegnerà il governo e coinvolgerà il Parlamento”. Sul tema interviene anche Angelino Alfano: “Fmi come di consueto ho dato molti consigli all’Italia. Alcuni li accetteremo e altri no. Sull’Imu non accetteremo consiglio Fmi”, scrive il segretario del Pdl su twitter.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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