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Opinioni e commenti
 

Questo dl s’ha da fare: Letta pone la fiducia e passa
Pubblicato il 24-07-2013


Decreto del fare

Sarà che sull’home page del sito ufficiale www.governoberlusconi.it campeggia la scritta a caratteri cubitali “BERLUSCONI: il governo del fare”; sarà che Sandro Bondi nella sua accorata lettera a La Repubblica del  27 settembre 2008 scrisse che quella dell’allora governo del Cavaliere era «semplicemente una politica del fare, che risponde alle esigenze e alle preoccupazioni della stragrande maggioranza dei cittadini: di destra e di sinistra»; sarà che queste larghe intese hanno maglie fatte apposta per tenere fuori alcuni punti di buon senso ( vedi alcuni di quelli proposti dai penta stellati) e far passare invece tutti gli altri emendamenti. E tutto per il bene del Paese. Sì ma quale, il nostro oppure il loro? Fatto sta che il decreto legge “del Fare” viene blindato dal governo Letta senza se e senza ma. L’esecutivo ha posto la questione di fiducia. Il voto è previsto nel primo pomeriggio di oggi. Alla base della scelta c’è il mancato accordo con i partiti per ridurre i 900 emendamenti presentati in aula. Ma gli M5s non ci stanno e Grillo, dal suo blog rincara la dose: «Letta zittisce il Parlamento». I toni dell’ex comico sono sempre i soliti: populisti, propagandistici, per nulla divertenti.

SEL E LEGA AVEVANO DETTO SI’ – «Abbiamo 6 decreti, le leggi europee, il Ddl di riforma costituzionale, le leggi sui partiti e l’omofobia, votare su 800 emendamenti non permette di rispettare tempi», ha detto il ministro dei Rapporti con il Parlamento. Franceschini ha riassunto in aula la situazione che si era venuta a creare dopo, appunto, la presentazione di 800 emendamenti al Dl: su richiesta dell’esecutivo di «scendere a un numero ragionevole» Sel e Lega «avevano detto sì», la maggioranza aveva accettato di ridurre a 10 gli emendamenti, mentre una trattativa con il M5S era saltata e i grillini avevano deciso di tenere tutti le modifiche presentate. «Se il tema è costruire un percorso che consente all’aula di esprimersi in tempi ragionevoli sui singoli emendamenti è un conto, se invece il tema è l’accoglimento di un certo numero di emendamenti la cosa cambia», ha spiegato il ministro.

ECCO GLI 8 PUNTI “BOCCIATI” DEI M5S – Toni strillati di Grillo che, come al solito sortiscono l’effetto opposto: distogliere l’attenzione dalle proposte serie, quando ce ne sono. “Estendere la riduzione del Cip 6 anche agli inceneritori, togliere la scandalosa deregulation sulle sagome degli edifici demoliti e ricostruiti, favorire il pagamento degli stagisti del ministero della Giustizia, aprire un fondo di sostegno alle Pmi in cui poter versare le eccedenze degli stipendi dei parlamentari, rendere più aperta e democratica la gestione della Cassa depositi e prestiti, rivedere la Tobin Tax per colpire il day trading, ricalibrare l’Iva sui servizi portuali, vincolare infine gli incentivi per i nuovi macchinari al mantenimento dei livelli occupazionali e delle strutture produttive sul territorio nazionale”.

LEGGE SULL’OMOFOBIA – Il governo ha fretta, troppe le cose da fare, poco il tempo a disposizione e le vacanze estive sono alle porte. «Abbiamo un calendario molto complicato prima della pausa estiva, ormai non mancano tantissimi giorni a Ferragosto» ha detto il ministro Franceschini. Soprattutto vorrebbe concentrarsi sul finanziamento dei partiti e sulla legge sull’omofobia.

IL DECRETO DEL FARE – Il decreto legge recante disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia, meglio conosciuto come “Decreto del fare” accoglie le raccomandazioni rivolte all’Italia dalla Commissione europea il 29 maggio 2013 nel quadro della procedura di coordinamento delle riforme economiche per la competitività (“semestre europeo”). Le aree di intervento sono varie e molteplici: dal sostegno alle imprese a quello al settore energetico stimolandone la concorrenza (soprattutto nelle società che gestiscono l’erogazione di gas).

ECCO COSA CAMBIA – Dal favorire l’utilizzo dei fondi strutturali europei al partenariato pubblico-privato nell’ambito della cooperazione allo sviluppo; dall’attuazione dei dettami previsti nell’Agenda digitale al potenziamento delle infrastrutture (continuità dei cantieri in corso e apertura di nuovi); dalle nuove norme anche fiscali che interessano la nautica da diporto a quelle introdotte per quanto riguarda la pubblica amministrazione in materia di procedimento amministrativo; dalle nuove disposizioni di legge in tema di edilizia alle semplificazioni introdotte in materia di lavoro e riduzione di oneri; dalla semplificazione di alcune procedure relative alle certificazioni e alle autorizzazioni sanitarie alle disposizioni in materia ambientale, con riguardo ai commissari nelle situazioni di criticità nella gestione dei rifiuti. Gli interventi di carattere fiscale sono volti principalmente a sostenere l’economia, a semplificare alcuni adempimenti fiscali e a dar seguito ad un impegno assunto dal Governo in materia di riscossione. Per quanto concerne l’università e la ricerca, l’articolo 58 aumenta la facoltà di assunzioni nelle università e negli enti di ricerca per l’anno 2014: in particolare, la stessa è elevata dal 20 al 50 per cento della spesa relativa al corrispondente personale complessivamente cessato dal servizio nell’anno precedente. In materia di giustizia diverse norme riguardano il sistema giudiziario civile tra misure di carattere organizzativo e processuali. E’ introdotta la figura del giudice ausiliario per lo smaltimento dell’arretrato civile. E’ prevista la possibilità che laureati in giurisprudenza qualificati e selezionati svolgano un periodo di formazione di diciotto mesi presso uffici giudiziari, assistendo e coadiuvando i magistrati di tribunale e corte d’appello e i magistrati amministrativi. Vengono limitati i casi in cui il procuratore generale deve intervenire nelle cause davanti alla Corte di Cassazione.

Lucio Filipponio

 

 

 

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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