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Opinioni e commenti
 

Scuole internazionali in Italia: quando l’inglese è un gioco da ragazzi
Pubblicato il 02-07-2013


Scuole internazionali

Il cervello dei bimbi è una vera e propria spugna che assorbe a velocità incredibili tutti gli stimoli e le lingue. Per imparare l’inglese, madrelingua, a scuola è necessario mandare i propri figli in istituti internazionali, scuole americane o britanniche. Fino ad 8 anni il cervello sviluppa in modo rapidissimo una serie di capacità che comprendono quella emotiva, riuscendo a formare ricordi ed emozioni, quella sociale che permette l’interazione con gli altri, la capacità cognitiva data dalle azioni, l’apprendimento, la memoria ed il coinvolgimento dei 5 sensi. Negli anni a seguire, il cervello conserverà tutte le informazioni che sono state rafforzate dall’esperienza ed intorno ai 18 anni perderà elasticità aumentando in potenza.

IL CERVELLO UMANO COME UNA SPUGNA, MA SOLO FINO AI 7 ANNI – Conoscendo questi dettagli, è necessario stimolare i bambini in età precoce, dando la possibilità di sfruttare queste doti naturali messe loro a disposizione. La lingua inglese tra i 3 ed i 7 anni si apprende in modo naturale senza sforzi, basterà parlare al bambino un inglese corretto e costante in ambiente sereno e di gioco che farà aumentare concentrazione, motivazioni e crescita intellettuale. Gli istituti bilingue vengono sconsigliati, nelle scuole internazionali l’inglese è l’unica lingua parlata ed è molto più facile, veloce, ed efficace che apprenderla da adulti. Un bambino di 6 anni ha un cervello due terzi più piccolo rispetto quello di un maggiorenne ma ha, fino 7 volte, più connessioni tra neuroni di un adulto. Questo potenziale viene perso per l’80 per cento verso gli 11 anni e viene mantenuto solo quello maggiormente utilizzato. Ovviamente anche l’adulto sviluppa nuove connessioni ma a sforzi maggiori e risultati minori.

COSTI ANCORA PROIBITIVI – Purtroppo i costi delle scuole in lingua inglese sono alti e gli ingressi selezionati da liste di attesa e  standard individuali (alcune scuole fanno cominciare le attività dai 4 anni rispetto ai 3 degli standard italiani), i giorni di chiusura comprendono spesso le festività italiane, quelle inglesi e americane. A volte l’istruzione non è sempre raccomandata. Roma e Milano sono le città più avvantaggiate. I bambini si aprono a culture di diverse nazionalità. Little Star Daycare nella capitale è un asilo internazionale dai 4 mesi ai 6 anni, le maestre solo britanniche e americane, una villa dai costi contenuti così come i giorni di chiusura e all’uscita tutti parlano perfettamente inglese; è riconosciuta dal ministero dell’istruzione ed è possibile proseguire gli studi in scuole italiane o continuare il percorso internazionale.

A PARTIRE DA 14.OOO EURO ALL’ANNO – L’Ambrit è una scuola internazionale con studenti dai 4 sino ai 14 anni di tutte le nazionalità. Ha un costo annuale che parte dai 14.000 euro e prevede anche corsi di studio italiani. Ci sono biblioteche, palestre e giardini oltre a corsi ed attività extrascolastiche. In casa, per chi ha le possibilità, possono aiutare una babysitter madrelingua con cui il bambino si relaziona da subito e la tv con cartoni animati in inglese dove i piccoli associano la storia alle parole in tempi stretti ed è molto utile e costruttiva. Prima si comincia, meglio impareranno e parleranno inglese.

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Commenti all'articolo
  1. Ho due ragazzi che frequentano un liceo internazionale di Roma. Abbiamo trasferito parte della famiglia a Roma per fare ciò Ossia mia moglie con i due ragazzini.Nella mia cittadina del sud tutti mi chiedono:
    Ma cosa si diventa? Andando in queste scuole!!
    In modo disarmante rispondo che non so diventa assolutamente NULLA
    È ovvio che la barriera mentale ke si ha nei confronti di una istruzione cosiddetta diversa o per lo meno alternativa é assolutamente un ostacolo insormontabile!!! La scelta ovvio può essere sia giusta che sbagliata questa scelta di certo non offre garanzie di successo sicuro me almeno apre la mente e nuovi orizzonti accompagnando il tutto con numerosi viaggi all’estero. Faranno di questi giovani dei cittadini del mondo capaci di confrontarsi con più gente possibile. Pensiamo solo se certe esperte licenze scolastiche non le di fanno affatto!! Con la mentalità del piccole province il paese non crescerà mai culturalmente e di conseguenza economicamente/socialmente etc. Saluti Valerio Matera

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