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Opinioni e commenti
 

Spagna, disastro ferroviario: 80 morti e oltre 178 feriti. Il macchinista confessa: «Andavo a 190 km all’ora»
Pubblicato il 25-07-2013


Santiago di CompostelaOttanta morti e centosettantotto feriti, tra i quali trentasei che versano in gravi condizioni. Non migliora il bilancio provvisorio del disastroso incidente che ha visto un treno ad alta velocità – circa 200 passeggeri – deragliare a pochi chilometri dalla stazione di Santiago di Compostela, capitale della Galizia, nel nord della Spagna. Dieci carrozze su tredici del treno sono deragliate in una curva a circa 3 chilometri dalla stazione di Santiago. La Farnesina ha reso noto che sono in corso verifiche sulla possibilità della presenza a bordo del treno di un cittadino italiano, come riferito dal quotidiano online “El mundo”. Da Madrid il governo guidato da Mariano Rajoy ha reso noto di propendere per la pista dell’incidente e di scartare quella dell’attentato terroristico. Il disastro ferroviario di ieri sera è il più grave mai verificatosi in Spagna negli ultimi quarantann’anni.

LA DINAMICA DELL’INCIDENTE – Secondo le prime ricostruzioni, il mezzo procedeva a un’andatura molto sostenuta e all’altezza di una curva – a circa tre chilometri dalla stazione di Santiago di Compostela – dieci carrozze su tredici sono deragliate, e tre di queste hanno preso fuoco.

LA CONFESSIONE DEL MACCHINISTA: ANDAVO A 190 KM/H – Nel tratto dove si è consumata la tragedia il limite di velocità è di 80 km/h. Il macchinista – un uomo di 52 anni e con una lunga esperienza alle spalle – stava conducendo il treno a più del doppio del consentito. Ad ammetterlo è lui stesso che in una comunicazione radio in chi ha dichiarato: «Andavo a 190 km all’ora».

LE TESTIMONIANZE DEI PASSEGGERI SUPERSTITI – «In nessun momento ho pensato che si trattasse di un attentato. Quando il treno ha imboccato la curva ho avuto la netta sensazione che stesse andando troppo veloce e poi c’è stato il deragliamento» ha dichiarato uno dei passeggeri. «Un sacco di gente è finita schiacciata sul fondo» è stato il racconto di un altro dei passeggeri.

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