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Opinioni e commenti
 

Stalking, la modifica del ddl in Senato rischia di evitare il carcere preventivo al molestatore
Pubblicato il 31-07-2013


stalkingÈ solo di lunedì l’ennesimo caso di femminicidio, in cui la vittima – prima di essere uccisa dall’ex marito – aveva sporto almeno due denunce per violenza e minacce. Nonostante questo, la donna ha trovato la morte per mano del suo ex uomo che, dopo averla uccisa sparandole, ha puntato l’arma contro se stesso, uccidendosi. Nel frattempo, in seguito alla crescente efferatezza degli omicidi, sempre più politici e magistrati stanno richiedendo un inasprimento delle misure per gli stalker, ossia coloro che maltrattano mogli o fidanzate, spesso ricorrendo a molestie o minacce. Al momento invece si sta correndo un pericoloso rischio: per lo stalker potrebbe non più scattare la custodia cautelare né in carcere, né agli arresti domiciliari. L’iniziativa è stata presa dal senatore Lucio Barani del gruppo Grandi Autonomie e Libertà (Gal) che ha presentato un emendamento, mentre secondo il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri il testo del ddl «nel passaggio parlamentare è stato un po’ modificato e cambiato, secondo noi, in senso negativo».

L’APPROVAZIONE DEL SENATO ALLA MODIFICA DEL TESTO DEL DDL – L’iter del testo del disegno di legge cosiddetto “svuotacarceri” ieri ha infatti incassato il “sì” del Senato. All’interno del testo modificato anche un emendamento che va a fissare il tetto massimo della pena – perché si possa procedere con la custodia cautelare in carcere – a 5 anni, dai 4 attualmente previsti. La modifica era stata votata da tutti senatori della maggioranza con il parere favorevole del governo.

BARANI (GAL) BATTAGLIA CONTRO CARCERAZIONE PREVENTIVA E’ BATTAGLI DI CIVILTÀ – Secondo Barani  che ha presentato l’emendamento «la battaglia contro la carcerazione preventiva è una battaglia di civiltà, ad oggi che io sappia non c’è nemmeno uno stalker in custodia cautelare in carcere, non possiamo punirne 100 per colpirne uno» ha spiegato.

CANCELLIERI: TESTO MODIFICATO IN SENSO NEGATIVO – «Purtroppo nel passaggio parlamentare è stato un po’ modificato e cambiato, secondo noi, in senso negativo. Adesso vediamo se riusciamo a recuperare degli spazi, sennò vedremo, in un altro momento di depenalizzazione, di affrontare il tema». Ad affermarlo è il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, secondo cui «la depenalizzazione sarà un modo per alleggerire le carceri – ha concluso il Guardasigilli – c’è una commissione di studio che sta facendo un lavoro molto serio e poi prenderemo le nostre decisioni».

Silvia Sequi

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