mercoledì, 25 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Strage di Viareggio, tutti rinviati a giudizio. A novembre il processo per accertare le responsabilità
Pubblicato il 19-07-2013


Sentenza-Viareggio«Una decisione deludente». Così Ambra Giovene, avvocato difensore di alcuni dirigenti di Rfi spa, ha definito il rinvio a giudizio stabilito dal gup di Lucca, Alessandro Dal Torrione, in merito alla vicenda della strage di Viareggio in cui persero la vita 32 persone nella notte del 29 giugno del 2009. Tutti rinviati a giudizio i 33 imputati tra cui anche Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie: con lui siedono sul banco degli imputati dirigenti e funzionari di altre società del Gruppo Rfi e della ditta proprietaria del convoglio carico di gas che deragliò provocando la strage.

I CAPI D’ACCUSA – I capi d’accusa sono pesanti e vanno dal disastro ferroviario colposo, all’incendio colposo, omicidio e lesioni colpose plurime. Ad alcuni imputati sono state contestate anche violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro. «Ci saremmo aspettati un’applicazione delle regole più rigorosa. Il giudice non se l’è sentita di prendere una decisione sugli imputati e ha fatto una scelta non mediatica ma di prudenza», ha aggiunto i difensore degli imputati.

LA STRAGE – L’esplosione, fortissima, avvenne poco prima della mezzanotte del 29 giugno di 4 anni fa mentre il treno merci che trasportava cisterne di gas Gpl, in viaggio da Trecate a Gricignano, transitava nei pressi di un sovrapassaggio pedonale. Pochi istanti prima il treno aveva deragliato per lo sganciamento di un carrello: una perforazione su una cisterna provocò la fuoriuscita del gas che innescò la reazione esplosiva. Un inferno. Per l’impatto alcuni edifici della zona crollarono, e le persone furono seppellite dalle macerie o arse vive dalle fiamme. Per molte settimane i feriti, gravissimi, continueranno a morire, in una macabra sequenza, nei letti di ospedale di tutta la regione.

L’INCHIESTA SULLE CAUSE – Un inchiesta della Procura di Lucca, conclusasi lo scorso anno in concomitanza con il terzo anniversario dell’incidente, aveva attribuito la causa dell’eccidio al cedimento strutturale di un asse del carrello del primo dei 14 carro-cisterna del convoglio deragliato. Un reperto fotografico avrebbe confermato la rottura di un asse del treno, con una modalità tipica di frattura che dovrebbe essere evitata grazie a rigide procedure cicliche di verifica, che nel caso del treno merci 50325 non sarebbero state rispettate.

SODDISFAZIONE PER I FAMILIARI – E mentre la difesa parla di decisione deludente, c’è soddisfazione tra i familiari delle vittime del disastro. Arrivati in corteo con striscioni raffiguranti le foto dei caduti e la scritta «verità, giustizia, sicurezza per Viareggio», i parenti delle vittime hanno appreso la notizia del rinvio da Riccardo Antonini, ferroviere licenziato da Rfi dopo essersi offerto come consulente di parte dei congiunti. «Adesso Moretti deve fare un passo indietro», ha detto Antonini. La prima udienza del processo si celebrerà il 13 novembre a Lucca.

 

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