mercoledì, 12 dicembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Trafugata la “ukulele” di Rino Gaetano. La sorella Anna: «Credo sia stato un fan»
Pubblicato il 30-07-2013


tomba Rino GaetanoSin dal 1981 è stata meta di pellegrinaggio per i migliaia di fan del cantautore Rino Gaetano. Trentadue anni fa il “figlio unico” della canzone italiana si schiantava con la sua auto su via Nomentana a Roma. Dopo la sua morte la salma, prima seppellita a Mentana e poi spostata al Verano, riposa nel riquadro 119, piano terra, cappella quinta, loculo 10, non lontano dalla tangenziale del quartiere San Lorenzo. Tanti i fiori, le scritte i pacchetti di sigarette con dedica abbandonati vicino alla sua foto e alla riproduzione in marmo del suo inseparabile ukulele con il quale il cantautore crotonese si era esibito nel 1978 al Festival di Sanremo e in numerose apparizione televisive. Quella che rappresenta una sorta di icona indissolubilmente legata alla figura del cantautore è finita nel mirino di ignoti che lo scorso sabato mattina hanno divelto il perno con il quale era fissata alla lapide la chitarrina in marmo, rubando la riproduzione. A commissionare la scultura era stata la sorella di Rino, Anna, che all’Avanti! ha ricordato come «già l’anno scorso anno si era verificato un episodio spiacevole». Qualcuno aveva, infatti, «rubato la fotografia della lapide», continua Anna Gaetano:  «la mattina andai al cimitero per visitare la tomba di mio fratello che trovai senza fotografia. In quell’occasione la feci rifare in ceramica ed attaccare con la calce in modo che se avessero provato a toglierla si sarebbe rotta. Non avrei mai immaginato che qualcuno potesse arrivare fino al furto dell’ukulele».

RINO HA ATTRAVERSATO LE GENERAZIONI – “Sognare la realtà, vivere un sogno, cantare per non vivere niente”, recitava la scritta incisa sulla statua che, come ricorda la sorella del cantautore, «fu commissionata in afyon, un marmo che rimane più chiaro». «Mi aiutarono i marmisti Bruno e Sandro Guagnelli a trovare un artista in grado di realizzare l’opera. Dopo la morte di Rino, mia madre mi aveva incaricato di fare la lapide: ci mettemmo d’accordo per un crocifisso scolpito o per una madonnina. Alla fine però scoppiò in lacrime quando io proposi di far fare l’ukulele come quella che Rino portò a Sanremo perché conosceva il valore che quell’oggetto aveva per mio fratello». Un legame speciale dell’artista con quell’oggetto inseparabile che è riuscito a entusiasmare migliaia di appassionati, “attraversando” le generazioni: «quando facciamo l’annuale tributo nel quartiere Montesacro si radunano persone di tutte le età. Ci sono bambini di 10 anni che cantano le sue canzoni», dice Anna.

LE INDAGINI SUL FURTO – Sta di fatto che le indagini sul furto sono ancora ad un punto morto. Diverse le ipotesi: dal fan, al tentativo di estorsione, fino al tentativo di vendita online. «Non si sa ancora nulla», afferma Anna, «io credo che chi ha compiuto l’azione debba essere un ammiratore di Rino. Certo non capisco come possano portare via una cosa così intima, oltretutto se prendo qualcosa è perché voglio mostrarla, ma non credo che il ladro potrà farlo». Anche rispetto all’ipotesi della vendita la sorella del cantautore si mostra scettica: «io una cosa rubata non la comprerei e quella riproduzione è molto conosciuta».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

More Posts

Follow Me:
DiggStumbleUpon

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento