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Opinioni e commenti
 

Un caffè nella favela per Papa Francesco: «la misura di una società la dà il modo in cui tratta i bisognosi»
Pubblicato il 26-07-2013


Papa Francesco-favelaAveva promesso che sarebbe stato vicino al popolo, al “suo” popolo latinoamericano. Lo ha fatto. Papa Francesco cammina con la sua veste bianca per le intricate stradine della favela di Varginha, sobborgo a Nord della città di Rio de Janeiro avvolto da un “bagno” di folla e pioggia. Si è fermato a parlare con la gente, con i residenti che lo hanno accolto in festa, e ha regalato una carezza e un sorriso a tanti dei bambini accorsi per le strade. Il messaggio è chiaro: «chi possiede più risorse deve impegnarsi affinché il mondo sia più solidale senza essere insensibile alle disuguaglianze». Francesco è andato in una delle aree più povere e popolose del Brasile per ricordare che «la misura della grandezza di una società è data dal modo con cui essa tratta chi è più bisognoso, chi non ha altro che la sua povertà». Un idea che, nel mondo della finanza internazionale senza regole e del neoliberismo, assume uno spessore profondo, soprattutto se legata ad un altro messaggio di responsabilità e inclusione rivolto ai più svantaggiati: «Cercate voi per primi di portare il bene, di non abituarvi al male ma di vincerlo» ha suggerito il Pontefice.

LA VISITA – Uscendo dalla chiesetta di San Girolamo Emiliani, patrono dei diseredati, Papa Francesco, dopo la benedizione dell’altare, ha ricevuto in dono da alcuni bambini una sciarpa della sua squadra del cuore, il Club Atlético San Lorenzo de Almagro del quartiere Boedo di Buenos Aires. Poco dopo, il Papa ha proseguito la sua visita «bussando» per entrare fin dentro le baracche della favela che «oggi rappresenta tutti i rioni del Brasile». «Avrei voluto bussare a ogni porta, dire “buongiorno, chiedere un bicchiere d’acqua fresca, prendere un ‘cafezinho’, parlare come amici di casa, ascoltare il cuore di ciascuno, dei genitori, dei figli, dei nonni. Ma il Brasile è così grande. Allora ho scelto di venire qui, di fare visita alla vostra Comunità», ha detto il Papa che ha poi scelto una baracca, accompagnato dall’arcivescovo Joao Orani Tempesta, dove entrare a chiedere un caffè e ascoltare la storia della famiglia. «So bene – ha detto Francesco – che quando qualcuno che ha bisogno di mangiare bussa alla vostra porta, voi trovate sempre un modo di condividere il cibo; come dice il proverbio, si può sempre “aggiungere più acqua ai fagioli”. E voi lo fate con amore, mostrando che la vera ricchezza non sta nelle cose, ma nel cuore».

L’UOMO PUÒ CAMBIARE – Papa Francesco ha poi rivolto un appello anche «alle autorità pubbliche e agli uomini di buona volontà impegnati per la giustizia sociale», affinchè si impegnino per promuovere un «mondo più giusto». Un messaggio particolare, vista l’occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, è stato per i giovani ai quali il Pontefice ha rivolto un appello affinché non si «scoraggino mai», nemmeno di fronte alla «corruzione di quelle persone che, invece di cercare il bene comune, cercano il proprio interesse». «Non perdete la speranza perché la realtà può cambiare, l’uomo può cambiare». Un messaggio laico dalla Guida della Chiesa.

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