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Opinioni e commenti
 

Vigile sospeso ferisce sindaco e vice. L’assessore Nigro all’Avanti!: «Chiedeva una riduzione della pena. Al loro ‘No’ ha sparato»
Pubblicato il 02-07-2013


Prati-Iametti-sparatoria

A Cardano al Campo si spara in pieno giorno, nelle stanze del Comune, per mano dell’ex vicecomandante dei vigili armato di pistola. L’assalitore ha ferito gravemente all’addome con tre colpi di pistola il sindaco Laura Prati, 48 anni, del Pd, e il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Costantino Iametti, 76 anni e del Psi, contro il quale ha esploso un colpo che ha raggiunto di striscio la testa ed altri due conficcatisi nell’addome e nella gamba. «Ora ho regalato i conti», avrebbe mormorato prima di darsi alla fuga. L’aggressore, Giuseppe Daniele Pegoraro, di 61 anni era tra i condannati per la truffa dei cartellini. Secondo la ricostruzione del Presidente consiglio regionale e Segretario provinciale del Psi; nonché assessore al Risorse Umane, Polizia locale, Innovazione e Comunicazione Beppe Nigro, in contatto con i familiari del vicesindaco adesso ricoverato in ospedale, “l’uomo si sarebbe recato dal primo cittadino e dal suo vice per chiedere di abbreviare i tempi della sua sospensione. Gli mancavano all’incirca sei mesi per la scadenza dei due anni di sospensione dall’incarico e dallo stipendio emessa dal magistrato Luca Gaglio. Esasperato dalla situazione economica personale, al loro no pare che sia andato in escandescenza e abbia esploso diversi colpi di pistola”.

TENSIONE SOCIALE ALLE STELLE – Siamo nel varesotto, in quel Nord produttivo che negli ultimi dieci anni ha cambiato faccia. Le infiltrazioni mafiose sono esplose come un bubbone e i clan n’dranghetisti hanno messo radici all’interno delle più disparate attività produttive pubbliche e private. Come se non bastasse la crisi galoppante ha costretto tantissime aziende dell’hinterland a tagliare il personale, delocalizzare oppure chiudere per sempre. E la tensione sociale, come prevedibile, è alle stelle con la gente che non riesce a sbarcare il lunario e troppo spesso se la prende con gli assessori alle Politiche sociali che, di fronte a richieste disperate, hanno le mani legate dai troppi vincoli o buchi di bilancio.

I FURBETTI DEL CARTELLINO –  La condanna per Pegoraro era stata di 2 anni ed era stata emessa dal magistrato Luca Gaglio che – secondo quanto riporta Varese News – aveva descritto un sistema secondo il quale uno timbrava per tutti mentre gli altri, non presenti all’orario di inizio o fine della giornata di lavoro, latitavano liberamente guadagnandoci qualche soldo in più a fine mese. Dei 12 indagati iniziali solo 7 sono stati condannati con una richiesta di risarcimento danni complessiva, per il Comune di Cardano che si era costituito parte civile, di oltre 60 mila euro. La vicenda risale al 2009, la condanna era stata emessa alla fine del 2012 e la sospensione dal servizio era arrivata il 4 giugno. Ed è questo provvedimento probabilmente ad aver scatenato l’ira di Giuseppe Pegoraro. L’autore del gesto, residente a Busto Arsizio, da circa tre anni lavorava nell’ufficio tecnico occupandosi di ecologia.

IL BLITZ NELL’UFFICIO DELLA CGIL – Dopo essersi allontanato dal municipio, l’uomo si è diretto verso la piazza di Cardano al Campo dove, per farsi largo tra la gente, ha sparato in aria, per fortuna senza ferire nessuno. Da qui, è entrato nell’ufficio della Cgil: ha imbracciato un fucile a canne mozze e ha minacciato i presenti scandendo un ultimatum da brivido: «Fuori tutti». Per creare maggiore scompiglio e far perdere le sue tracce, ha anche lanciato una molotov. Il vigile è stato poi catturato nei pressi di Gallarate, vicino alla famosa discotesca Nautilus. Intercettato da una volante, Pegoraro ha sparato contro la pattuglia con un fucile frantumando il finestrino dell’auto. Nella sua vettura i militari hanno trovato un vero e proprio arsenale: due pistole (una 765 e una calibro 9), una carabina, un fucile a pompa e molte munizioni.

L’ASSESSORE ALLE RISORSE UMANE NIGRO, ANCHE IO HO AVUTO PAURA PER LA MIA SICUREZZA – Secondo il segretario provinciale del Psi Beppe Nigro, molto vicino al vice sindaco e alla sua famiglia, Costantino Iametti “è un grande combattente – dice all’Avanti! Nigro – nonostante i 76 anni e lo testimoniano i suoi successi in politica: è stato il primo degli eletti lo scorso anno e proprio grazie al suo sostegno e i voti ottenuti che Laura Prati è stata eletta sindaco, è uno che sa conquistarsi il consenso, con un temperamento e una forza eccezionali. Credo che affronterà con coraggio questa situazione difficile”. Amministratori ligi di oggi, in linea con la trasparenza dimostrata dall’ex sindaco che denunciò il caso, sono stati puniti per il loro rigore amministrativo. “Per fortuna però è un caso isolato – continua Nigro – all’interno di una zona morigerata al di là del colore politico. Nonostante sia una delle più ricche del Paese, a causa della chiusura o delocalizzazione di molte attività a dovuta alla crisi produttiva, questa zona negli ultimi anni vive una forte tensione: la questione sociale è fortissima, la gente è disperata, la pressione della crisi sulle famiglie che non ce la fanno a tirare avanti è in continua crescita. E’ chiaro che in un clima come questo – al vigile sospeso era stato privato dello stipendio per due anni – ha reagito. Il suo è un gesto che condanno totalmente, ma una lettura non superficiale dello spaccato nel quale accade potrà sicuramente far sì che non se ne ripetano altri simili”. Nigro, come assessore al personale, è stato vittima di episodi simili? “Le confesso – ha continuato Nigro – che qualche preoccupazione ce l’ho pure io ogni volta che provo a scardinare piccoli privilegi dei dipendenti pubblici. Ma questo caso è diverso: al vigile sospeso semplicemente non gli è stato concesso di continuare a fare il bello e cattivo tempo ed ha reagito nel modo più sbagliato possibile”.

Lucio Filipponio

 

 

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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