lunedì, 21 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

A DESTRA SI FA STRADA IL FRONTE FAVOREVOLE ALLA SUCCESSIONE DEL CAV, NEL PD E’ POLEMICA PER IL DOCUMENTO PRO-GOVERNO DEI LETTIANI
Pubblicato il 20-08-2013


Letta-Berlusconi

Un messaggio estemporaneo, diffuso via Facebook e poi un silenzio assordante. Silvio Berlusconi sceglie uno dei social network più popolari e seguiti per tracciare la rotta ai suoi in questo scorcio finale di agosto. La battaglia politica è in pieno fermento e il leader serra le file: “Non mollo, il capo  del centrodestra resto io”. Ma perché il Cavaliere ha dovuto scrivere di suo pugno quello che il suo popolo e i suoi dirigenti già ammettono da sempre? È questo l’interrogativo che lascia qualche dubbio.
FERMENTO A DESTRA – I rumors di Palazzo spiegano che la presa di posizione di Berlusconi è servita a lanciare un messaggio ad una parte del suo partito, che starebbe lavorando alla successione del Cav come suggeriva solo qualche giorno fa il presidente della Repubblica nella nota indirizzata alle forze politiche. I nomi di chi starebbe animando questa fantomatica corrente sarebbero individuabili nell’ala trattativista del Pdl. “Loro, nel progetto della nuova Forza Italia saranno ai margini” spiega una fonte che, comprensibilmente, preferisce restare anonima. “Pensano che la parabola di Berlusconi sia alla fine e non vogliono ‘morire’ assieme al Capo. Ecco perché si stanno organizzando per conto proprio, e in gran segreto, ma Silvio è venuto a sapere dei loro piani e ora vuole farli uscire allo scoperto. Silvio non si batte!”.

LETTA PUNTA SUI DISSIDENTI DEL PDL – Il premier Enrico Letta sente scricchiolare le fondamenta del suo governo e, ovviamente, le tenta tutte per evitare che la casa crolli. Proprio per questo motivo, riferisce ancora la fonte anonima, l’inquilino di Palazzo Chigi avrebbe garantito ai dissidenti che farà di tutto per non far cadere l’Esecutivo, concedendo così più tempo per rafforzare il fronte “successionista” nel Pdl. E in questo contesto, il messaggio di Napolitano assumerebbe tutt’altra chiave di lettura. Perché il capo dello Stato vuole arrivare con Letta premier al semestre di presidenza italiana del Consiglio d’Europa, e Letta vuole avere questa occasione per accreditarsi definitivamente agli occhi degli altri leader come l’uomo giusto per il futuro delle istituzioni continentali.

SILVIO FURIOSO – Tutti questi progetti così nobili, però, cozzano con la volontà del Cavaliere, che di programmi per il futuro non ne può più fare, dopo la condanna in via definitiva per evasione fiscale. La strada per Berlusconi, infatti, è a percorrenza limitata: grazia o pena detentiva (in realtà la scelta è tra domiciliari e servizi sociali). Ma chi pensa di costruire la propria carriera sulle ceneri del leader pidiellino si sbaglia di grosso. Il Cav dà il meglio di sé quando è alle strette, anche se ultimamente la sua lucidità è offuscata dalla rabbia per quella che definisce un’azione politica della solita magistratura che vuole farlo fuori da vent’anni.

UN DOCUMENTO TI ALLUNGA LA VITA – Silvio, inoltre, teme che nel Pd Epifani e Letta possano essere schiacciati dall’ala giustizialista del partito, che convincerebbe la pattuglia democratica in Senato a votare la decadenza. In più di un’occasione, privata e pubblica, il Cavaliere ha ribadito al premier che il suo appoggio al governo dipende da ciò che deciderà il Pd, per questo i fedelissimi di Letta, con Francesco Boccia in testa, hanno sottoposto ai candidati alla segreteria un documento che li impegna a salvaguardare l’Esecutivo, prima ancora del partito. Ma buona parte dei democrat è insorta, giudicando il testo autolesionista e favorevole solo a Berlusconi. Anche in epoca di larghe intese, insomma, quando è troppo, è troppo.

Dario Borriello

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