martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Al via il 66° Festival di Locarno: è l’anno in cui si “racconta” la frontiera
Pubblicato il 07-08-2013


festival_locarnoGiunto al suo 66esimo anniversario, il Festival del Cinema di Locarno, anche quest’anno metterà in scena, dal 7 al 17 agosto 2013, sull’enorme schermo di Piazza Grande, il meglio del cinema “di frontiera”. Il Festival rappresenta un evento unico nel panorama delle grandi manifestazioni cinematografiche. Come ogni agosto, la cittadina svizzero-italiana si trasforma per undici giorni nella capitale mondiale del cinema d’autore. Sono migliaia i cinefili e i professionisti che si danno appuntamento per godere di programmazione di qualità, multiforme, sempre in grado di stupire: nei dieci giorni di Locarno, infatti, sono tanti i talenti emergenti che si confrontano con ospiti di spicco del panorama cinematografico mondiale.

UN FESTIVAL AI CONFINI – Lo stesso Carlo Chatrian, direttore artistico dell’eventi afferma che Locarno è un festival «che cerca di indagare ciò che si muove ai confini dello spettro del cinema, ai bordi dell’inquadratura per cogliere quella parte di fuoricampo che polarizza la scena». «Oggi questa idea di avanguardia – continua Chatrian – ha forse un significato un po’ usurato: non si tratta più di essere prima di altri in un posto, piuttosto di avere la volontà e la possibilità di dare spazio e risalto a film, registi, produzioni tralasciati o non considerati sufficientemente».

SI PARTE CON DUE PISTOLE E SI CHIUDE CON UN VIAGGIO VERSO LA SCUOLA – La cerimonia di apertura è fissata per il oggi nel suggestivo scenario di Piazza Grande, con la prima internazionale del film “2 Guns”, che verrà introdotto dal suo stesso regista, l’islandese Baltasar Kormákur, che torna a Locarno, dopo che nel 2000 aveva presentato la sua opera prima “101 Reykjavik”, proponendo una classica commedia d’azione hollywoodiana con Denzel Washington, Mark Wahlberg e Paula Patton. Il Festival si concluderà il 17 agosto con cerimonia di premiazione, seguita dalla proiezione di “On the Way to School” di Pascal Plisson, un documentario francese in prima internazionale. Il film racconta la vita di quattro ragazzini impegnati nelle vicissitudini che accompagnano il tragitto che li separa dalla scuola in varie parti del mondo, dalle savane del Kenya, ai sentieri delle montagne dell’Atlante in Marocco, fino all’India del Sud e agli altipiani della Patagonia.

IL PUBBLICO VIAGGERA’ ATTRAVERSO LA RAPPRESENTAZIONE DEL MONDO – E sulla Piazza Grande, cuore e vetrina del Festival che ogni sera accoglie nel suo magico scenario una platea di 8.000 spettatori, si aprirà e si chiuderà la kermesse. Il direttore artistico Carlo Chatrian commenta i film di apertura e di chiusura definendoli «un abbraccio ideale di una varietà di proposte che permetterà al pubblico di Locarno di viaggiare attraverso il mondo e il cinema che lo rappresenta. Realizzato da Baltasar Kormákur, regista scoperto a Locarno nel 2000, “2 Guns” è una grossa produzione americana, che su un plot ricco in colpi di scena esalta le performance degli attori. On the Way to School – continua il direttore – sceglie invece il linguaggio della realtà per raccontare le odissee di alcuni scolari. Oltre alla potenza evocativa degli scenari filmati, il documentario di Plisson ha il merito di puntare l’accento su quel diritto all’educazione che troppo spesso è dato per acquisito».

IL PARDO D’ORO – Il programma ufficiale prevede molti film europei suddivisi nelle sezioni “Piazza Grande”, “Concorso Internazionale”, “Cineasti del Presente” e “Fuori concorso”. Lo spazio del Concorso internazionale ospiterà venti opere, di cui 18 in anteprima mondiale, che si contenderanno il Pardo D’Oro 2013. Tanti i giovani autori già conosciuti e apprezzati in ambito internazionale, tutti diversi tra loro per stile, approccio e tematiche: si va dalla rumena, Corneliu Porumboiu con il suo “When Evening Falls on Bucharest or Metabolism”, all’estrema formalità dello spagnolo Albert Serra con il suo “Story of my death” fino all’atteso ritorno del francese Emmanuele Mouret che concorre con “Une autre vie”.

IL CONCORSO CINEASTI – Sezione a parte quella dedicata al “Concorso Cineasti del presente”, che, come ricorda lo stesso direttore artistico «comprende 16 film, di cui 14 in prima mondiale e 14 opere prime». Chatrian descrive il lavoro come «il frutto di un lungo lavoro di ricerca e di selezione. Alla pulizia formale abbiamo prediletto l’imperfezione, la sperimentazione tanto in una forma narrativa classica quanto in una più nuova». Il risultato è «un quadro che siamo convinti saprà interessare pubblico e critica e che speriamo solleverà più domande che fornire risposte».

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