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Opinioni e commenti
 

BERLUSCONI CONDANNATO MA NON SCONFITTO: TELESPOT DI UNA CRISI (DI GOVERNO) ANNUNCIATA
Pubblicato il 02-08-2013


Berlusconi condannato

Dopo giorni di estenuante attesa, ieri finalmente è arrivata la sentenza che tutti aspettavano. Anzi, in realtà ce ne sono state due: una emessa dalla Cassazione in nome del popolo italiano contro Silvio Berlusconi, e l’altra, politica, emessa da Silvio Berlusconi contro il popolo italiano, che sarà costretto a sopportare una nuova, logorante campagna elettorale in una fase di crisi economico-finanziaria molto delicata.
La conferma della condanna a quattro anni, con annullamento e rinvio in appello dei 5 anni di interdizione dai pubblici uffici (la pena accessoria è stata ritenuta troppo alta rispetto al reato), stabilita dagli ermellini nel terzo grado di giudizio a carico dell’ex premier per il processo Mediaset, è stata la miccia che ha innescato la bomba sganciata dal Cav nel videomessaggio diffuso per chiamare il suo popolo a nuove elezioni. Berlusconi si presenta agli italiani con il volto scurissimo e toni decisamente diversi da quelli da statista responsabile utilizzati dopo la nascita del governo Letta.

IL TELESPOT ELETTORALE – Definisce “irresponsabile” una parte della magistratura e si autoassolve da tutti gli addebiti che tre differenti collegi giudicanti gli hanno attribuito. E in diversi passaggi spara ad alzo zero sulla magistratura “incontrollabile e incontrollata”, dimenticandosi che il potere giudiziario è indipendente in una democrazia come quella italiana. Poi, dopo un elenco di presunti successi politici e imprenditoriali, ecco l’annuncio: “Dobbiamo continuare la nostra battaglia di libertà restando in campo e chiamando con noi ad interessarsi del nostro comune destino, i giovani migliori e le energie migliori del mondo dell’imprenditoria, delle professioni e del lavoro – dice Berlusconi -. Insieme a loro rimetteremo in campo Forza Italia e chiederemo agli italiani di darci quella maggioranza che è indispensabile per modernizzare il Paese, per fare le riforme a partire dalla più indispensabile di tutte, che è la riforma della giustizia, per non essere più un Paese sottoposto ad un esercizio assolutamente arbitrario del più terribile dei poteri – conclude -: quello di privare un cittadino della sua libertà”.

NAPOLITANO INVITA AL RISPETTO DELLA MAGISTRATURA – Un annuncio, quello del Cavaliere (titolo che perderà con questa sentenza) cozza con l’appello di Napolitano, che invita a seguire la strada maestra “della fiducia e del rispetto verso la magistratura” e indica come via “per uscire dalla crisi” il “bisogno di ritrovare serenità e coesione su temi istituzionali di cruciale importanza che lo hanno visto per troppi anni aspramente diviso e impotente a riformarsi”.

LA CRISI (DI GOVERNO) ANNUNCIATA – La crisi di governo sembra però inevitabile. La condanna definitiva comporta, infatti, la decadenza di Berlusconi dalla carica di senatore, che dovrà essere votata dall’Assemblea di Palazzo Madama, e il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, ha già detto che il suo partito rispetterà la sentenza della Cassazione. Dunque il leader della destra potrà scegliere di andare in carcere per un anno (gli altri 3 sono indultati), di chiedere i domiciliari o in alternativa l’affidamento in prova ai servizi sociali.

RENZI SCENDE IN CAMPO – Intanto i falchi del Pdl affilano gli artigli in vista della prossima campagna elettorale, mentre le colombe, a meno di clamorose svolte, saranno costrette a cedere la prima linea. Il tutto mentre tra i democratici passano in secondo piano le polemiche su Congresso e Primarie, per lasciare posto alle previsioni in vista di un ritorno alle urne. E stando agli umori raccolti a caldo, almeno per una volta tutte le aree sembrano d’accordo nel volere Renzi in trincea nella nuova sfida all’avversario Berlusconi. L’ultima, forse.

Dario Borriello

 

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Commenti all'articolo
  1. Qui non si tratta di affilare i coltelli. Siamo di fronte ad un senatore, che per quanto importante, è condannato per frode fiscale a 4 anni e si permette di fare, dopo la sentenza, un comizio alla TV: ma a quanti italiani è permesso fare ciò?
    Io speravo fosse assolto, avrei voluto sconfiggerlo al voto, ma a questo punto dopo 3, dico 3 giudizi è risultato colpevole di uno dei più gravi reati che hanno danneggiato e continuano danneggiare le finanze italiane, per cui vada a scontare la sua pena come tutti i condannati. E, per favore, non mi si venga a paragonarlo a Craxi…

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