sabato, 18 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

BERLUSCONI-LETTA, POLEMICHE E PUNZECCHIATURE. GOVERNO SEMPRE PIU’ IN BILICO
Pubblicato il 12-08-2013


APERTURA-Letta-Berlusconi

Non si placano le polemiche tra Pd e Pdl sul futuro di Silvio Berlusconi e, soprattutto, dell’Esecutivo. Le dichiarazioni del premier Enrico Letta durante la visita in Azerbaijan (“Se cade il governo gli italiani pagheranno l’Imu”), infatti, non sono andate giù al Cavaliere, che dal fortino di Arcore, dove si è rifugiato da qualche giorno per studiare le contromosse post-Cassazione, ma forse più per attendere “saggi consigli” dal Quirinale, lascia trapelare indiscrezioni molto pesanti all’indirizzo del titolare di Palazzo Chigi. Addirittura avrebbe parlato di “ricatto” da parte di Letta, anche se qualcuno dei fedelissimi dell’ex vice segretario Pd sorride, rispedendo al mittente le accuse: “Senti chi parla di ricatto, il leader del partito che già nella prima settimana di vita del governo minacciava di staccare la spina sull’Imu…”.

IL PDL DA’ IL VIA AL BOMBARDAMENTO MEDIATICO – Intanto i manifesti 6×3 con il faccione di Silvio, con cui tappezzare tutte le località di mare italiane, sono già pronti, e domani “allieteranno” le vacanze dei nostri concittadini. E anche chi riuscisse a evitare di incrociare lo sguardo con i cartelloni, non potrà alzare gli occhi al cielo, perché dalle nuvole sbucheranno fuori gli striscioni aerei con la scritta “Forza Silvio”. Della serie, non c’è scampo. All’apparenza sembra che l’organizzazione stia funzionando come un orologio svizzero, tanto che la Pitonessa Santanchè promette che si impegnerà personalmente, per convincere il suo leader a girare in lungo e in largo lo Stivale portando il “verbo” berlusconiano ovunque. Sotto sotto, però, questo atteggiamento da campagna elettorale non va proprio a genio alle cosiddette colombe del partito, impegnate in una lunga e difficile opera diplomatica con gli avversari-alleati del Pd e, soprattutto, con il Quirinale, da cui – dicono alcuni esponenti della destra – realmente dipende il destino di Berlusconi. Il Cavaliere ascolta tutti e lascia fare. Secondo chi è riuscito ad avere qualche contatto con lui nelle ultime 48 ore, fa parte di una precisa strategia: se dal Colle arriva la “soluzione”, verranno messi a tacere i falchi; ma se da Roma ci fosse solo il tintinnio delle manette, allora i falchi sarebbero pronti a scendere in picchiata sulla testa di Letta e dei membri del suo governo.

RENZI “SPAVENTA” IL PD – Il Pd nel frattempo ha il suo bel daffare con la battaglia interna per la leadership. Sebbene la partita del Congresso, quindi delle regole per le Primarie, si giocherà il 21-22 settembre all’Assemblea nazionale, il cammino di avvicinamento a questa tappa è lastricata di trappole e insidie. Soprattutto per il super favorito (e per questo il più ostacolato) Matteo Renzi, che dice di voler ripresentare la sua candidatura a sindaco di Firenze la prossima primavera. Questa mossa ha fatto scattare l’allarme tra i vertici del partito, che confidano in una sua candidatura a premier in caso di elezioni anticipate. Cosa che lo stesso giovane esponente democrat vorrebbe, ma non senza essersi preso prima il partito. In attesa che gli eventi evolvano, dal Nazareno continuano a ripetere di non essere disponibili a salvacondotti per Berlusconi, salvo saltare dalla sedia quando il presidente della Giunta per le elezioni del Senato, Dario Stefano (Sel), attacca frontalmente: “Se cade il governo e si andasse elezioni, si applicherebbe automaticamente la legge Severino, dunque Berlusconi sarebbe ineleggibile”. Un’altra grana da risolvere per il Pd, in questo lungo agosto di fuoco.

Dario Borriello 

 
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