martedì, 22 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Casa dolce casa: verso l’abolizione dell’Imu, ma manca 1 mld di euro
Pubblicato il 28-08-2013


Governo-Letta-IMUTutto lascia pensare che nel Consiglio dei ministri di oggi il governo trovi la quadra sull’abolizione dell’Imu. Dopo le turbolenze di questi gironi, dettate da posizioni politiche opposte e soluzioni concrete differenti, la strada verso un accordo sembra essere tutta in discesa. Il premier Enrico Letta spera in una soluzione unica (cancellare subito sia la prima che la seconda rata sull’abitazione principale, con la sola eccezione degli immobili di lusso che hanno già pagato a giugno), piuttosto che eliminare la prima rata e prendere tempo sulla seconda. Ma tra gli auspici e la realtà potrebbe esserci un mare periglioso difficile da attraversare senza perdite. Sul piano politico il premier sa che non abolire l’Imu significherebbe fare il gioco del Pdl che sul tema ha minacciato a più riprese di staccare la spina al governo e, sul piano economico, sarebbe come dare un calcio ad una misura di sostegno ai consumi. E con la crisi che tira, non sarebbe cosa da poco. Sul tema il segretario del Psi Nencini ha mantenuto la barra dritta su una posizione nota e consolidata: “Nella riforma complessiva sull’abitazione da varare entro agosto bisogna prevedere che l’Imu  sulla prima e unica casa di proprietà venga abolita”.  Mentre sul pericolo di possibili strumentalizzazioni politiche della manovra il segretario e senatore del Psi ribadisce che: “chi ne fa una questione relativa alla tenuta del governo é irresponsabile, perché – aggiunge Nencini- va abolita per una questione di equità. E per non gravare di ulteriori spese chi ha già contratto mutui onerosi per acquistare casa  e per tutte quelle famiglie per le quali la propria abitazione é l’unico salvadanaio disponibile”.

LA SOLITA COPERTA TROPPO CORTA – Le ragioni politiche ed economiche di Letta vanno però a cozzare con uno scoglio chiamato “copertura finanziaria”. L’abolizione dell’Imu costa 4,6 miliardi di euro, peccato che al momento ne mancherebbe almeno uno. La corsa contro il tempo è tutta orientata alla ricerca delle risorse mancanti. Le ipotesi più probabili sembrano essere però sempre le solite in casi come questo:  si pensa a un aumento delle accise su alcol, tabacchi e giochi, con le società del settore che protestano perché, dicono, «così si incentiveranno le scommesse clandestine». Circa 5-600 milioni di euro dovrebbero essere recuperati chiudendo con una transazione un vecchio contenzioso con i gestori delle slot machine, salvo sorprese in corso d’opera. Un altro miliardo dovrebbe arrivare dall’Iva aggiuntiva generata dal pagamento nel 2013 di un’altra tranche da 10 miliardi dei debiti arretrati della pubblica amministrazione. Depennata invece la rivalutazione delle quote di Banca d’Italia possedute dagli istituti privati. La novità dell’ultima ora è che si lavora a nuovi tagli alla spesa pubblica mentre non è esclusa definitivamente l’ipotesi di un aumento dell’Imu sulle seconde e terze case.

NENCINI, LE RISORSE? DA EVASIONE FISCALE, SPENDING REVIEW E CARTOLARIZZAZIONE – Per quanto riguarda le  coperture, secondo il segretario del Psi Nencini, “già soltanto intensificando la lotta all’evasione ed elusione fiscale, reperendo i fondi necessari dalla spending review che non incide sui servizi destinati ai cittadini e vendendo una parte del patrimonio immobiliare dello Stato, a partire dalle  caserme dismesse, si recupererebbero denari per abrogare la tassa sulla casa così da compensare i comuni delle mancate entrate. Non è tempo dei piccoli ricatti – aggiunge Nencini- ma di fare le cose per questa Italia. Anche perché – conclude- con una crisi di governo, i cittadini pagherebbero l’intera Imu, l’aliquota IVA salirebbe di un punto e ci sarebbe una maggiorazione della Tares. Non possiamo permettercelo”.

IMU IN DUE TAPPE – Fatto sta che se non si dovessero trovare tutte le coperture, il decreto di oggi si limiterebbe a cancellare definitivamente la rata di giugno, finora solo sospesa, rinviando ad un altro provvedimento la soppressione di quella di dicembre. Un percorso a tappe che Letta non vorrebbe utilizzare ma che, se i conti non dovessero tornare, diventerebbe obbligatorio visto che, senza un intervento entro sabato, la prima rata scatterebbe il 16 settembre, come già stabilito.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Rimango perplesso su ricorso alla vendita del patrimonio pubblico per coprire la cancellazione dell’IMU, quando ritenevo che l’eventuale vendita del Patrimonio Pubblico, per decisione del Parlamento, deve andare alla riduzione del debito ormai diventato gigantesco.

Lascia un commento