martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

DA LUNEDI’ IL DIRETTORE GIAMPIERO MARRAZZO LASCIA L’AVANTI!: “IL MIO SALUTO E IL MIO RINGRAZIAMENTO AI LETTORI. E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI GUARDARE AL FUTURO”
Pubblicato il 31-08-2013


Giampiero Marrazzo direttore Avanti

Quasi due anni. A due anni un bambino muove più o meno deciso i primi passi eretto. A due anni inizia a pronunciare certe parole facendosi capire, come se lo avesse fatto da sempre, con una sicurezza che solo pochi mesi prima non sapeva neanche di avere. Ecco, quasi due anni appunto. Tant’è che la giornata è iniziata e finita dedicandola ad un figlio che trovava una nuova vita, una nuova linfa, una sorta di resurrezione per una creatura che in realtà non era morta mai. Questo è stato per me l’Avanti! da quando decisi di prendere in mano la direzione del quotidiano che solo fino a pochi mesi prima era stato vilipeso, vituperato e creduto erroneamente in mano a truffatori dello Stato e faccendieri all’italiana. Ma la voglia di vincere la sfida e di guidare uno dei più antichi giornali del nostro Paese – in tante occasioni decisivo per il dibattito politico e sociale e per l’opinione pubblica – aveva prevalso insieme al sentimento di riportare con orgoglio il suo nome dove giustamente sarebbe dovuto stare tra le altre testate nazionali. 

E’ stato un figlio per me questo giornale, accudito e cresciuto seppur nel paradosso che già nato fosse ben più vecchio di me di quasi cento anni. Ebbene, da lunedì questa creatura vivrà e camminerà con un nuovo padre, senza nessuna crisi di abbandono, perché com’è giusto che sia, come un figlio quasi adulto ha assunto la camminata e il passo spedito di chi il mondo può leggerlo e scriverlo da sé. E soprattutto perché nella vita mi è stato insegnato che arriva il momento in cui il taglio di quel cordone ombelicale risulta essere fruttuoso tra il genitore e il figlio. Rimarrà in me il grande orgoglio per la nomina che ho cercato di portare avanti nel solco della tradizione e amministrandola con un piglio giovane e uno sguardo al futuro, e sperandola all’altezza delle edizioni che l’hanno preceduta e dei direttori che prima di me hanno reso il giornale un punto di riferimento non solo per i lettori e gli appartenenti al partito, ma per tutti coloro avessero voglia di leggere parole scritte con umanità e obiettività, certo sulla linea della manifesta appartenenza all’area socialista. Appartenenza e ideologia che anni di pubblico ludibrio non hanno spento, anzi riacceso con maggior vigore, che hanno illuminato quella luce anche per i più spaventati e disillusi, e per tutti coloro che non potevano e non volevano credere che il passato si fosse chiuso in quel modo e che di futuro non ve ne fosse ombra. Il mio Avanti! aveva anche quest’obiettivo: riunire coloro che lo credevano perduto e avvicinare chi non lo conosceva, quei giovani che, persi in una verità storica che non sta tardando ad arrivare, credevano questo giornale ben diverso dalla natura che l’ha sempre contraddistinto nel passato.

Ma personalmente non mi è mai piaciuto vivere di passato, in una vanagloria di chi crede sempre il meglio non tornare più; ed è per questo che la sfida che mi vedeva in prima persona combattere diventava giorno dopo giorno sempre più alla portata delle nostre potenzialità, seppur in numero minore di uomini e munizioni. Però si sa, l’uomo della ristrettezza fa virtù, ed ecco unirci tutti per far lavorare una macchina al meglio delle sue potenzialità, a volte spingendola ben oltre la velocità per la quale era stata progettata e rischiando alla prima curva di schiantarsi e farsi più male di quanto non potesse sopportare. Così non è andata, vuoi per fortuna, per bravura o destino, sta di fatto che la scommessa assunta al congresso di Fiuggi di quasi due anni fa è stata vinta, non da me solo, ma da tutti coloro hanno creduto il progetto possibile senza mai smettere di dargli fiducia, anche quando essere fiduciosi poteva sembrare essere spericolati o incoscienti; due motivi questi di fierezza e forza, quella forza che oggi vede questo giornale essere tornato punto di riferimento per coloro lo credevano perso e d’incontro per chi si sta avvicinando alla galassia socialista. E’ per questo che sono estremamente felice che la scelta del nuovo direttore sia ricaduta all’interno della famiglia socialista con Mauro Del Bue. Il giornale rientra nel partito e questo permetterà un allineamento più giusto forse per un organo ufficiale: a Mauro va tutta la mia amicizia e un grande in bocca al lupo, sono sicuro farà cose egregie per il nostro giornale.

Certo un buon risultato è stato possibile solo grazie a coloro che vi hanno lavorato notte e giorno, con le poche risorse a disposizione ma con la grande passione che contraddistingue chi non si dà per vinto mai e non vive di sensi di inferiorità e complessi. E’ per questo che ringrazio innanzitutto la mia redazione: dalla nostra “macchina” da redazione e amico leale, il caporedattore Lucio Filipponio, alla nostra indispensabile e “materna” Laura Farulla, ai due giovani ma più che mai volenterosi e operativi redattori Silvia Sequi e Roberto Capocelli, senza contare gli innumerevoli autori e collaboratori che in questi due anni hanno arricchito il nostro giornale, rendendolo un prodotto editoriale sempre in gara con gli altri competitor. Naturalmente questo non sarebbe avvenuto se non mi fosse stata data la possibilità di prendere la direzione: di questo e della fiducia concessami nel tempo devo ringraziare il segretario del Partito, Riccardo Nencini, con cui il dialogo franco e diretto – ai limiti del confronto appassionato – non sono mai mancati in questi due anni, e i cui complimenti hanno rinvigorito la voglia in ognuno di noi di andare avanti. E ancora, il nostro editore, Oreste Pastorelli, che fino all’ultimo ha sempre cercato soluzioni adeguate per permettere la sopravvivenza del giornale, facendolo con la franchezza che lo contraddistingue.

A loro va aggiunto chi mi ha condotto lungo questa strada con le premure di un padre e l’affetto di un amico sempre caro e indispensabile anche solo per le parole di conforto nei tanti momenti di difficoltà e che non di meno ha fermato i miei impulsi con la ragione e la riservatezza, Paolo Nasso, per me sempre punto fondamentale del Comitato Editoriale di questo giornale. A lui si aggiunge tutta la dirigenza del partito, il consiglio e l’assemblea, per vicinanza e stima, e gli onorevoli deputati e senatori eletti. Certo è che per ringraziare tutti, senza scordarmi di nessuno, dovrei forse scrivere pagine su pagine, ma andando velocemente qualche altro nome mi sento di farlo: Emanuele, Giada, Cristina, Dario, Pierluigi, Maria, Claudia, Luigi, Alfonso, Francesco, Roberto, Carlo, Andrea, Antonio, Claudio, Corrado, Gerardo, Luca, Marco, Mattia, Nicola, Oscar, Rita, Sara, Franco e Ugo. A questi devono aggiungersi i tantissimi uomini e donne che da ogni sezione, dal territorio, dalle sedi locali hanno aiutato il giornale a riprendere vita, con la loro vicinanza e la loro amicizia: per voi il mio grazie è infinito, mi avete permesso di vivere un’esperienza bellissima che ricorderò per sempre. Permettetemi poi una digressione personale, ma sento il bisogno di ringraziare gli amici che mi hanno sostenuto, la mia famiglia tutta, a partire da mia madre cui devo sempre molto, e la donna che mi è stata accanto in questi due anni con pazienza e amore, per me indispensabili.

Credo sia tutto, o forse non lo è, ma troppo bisognerebbe scrivere su due anni di lavoro intenso e di passione giornalistica spesi, devo dire, senza rimpiangere nulla. Anche se il momento di salutare voi, lettori di questo giornale, che con un pizzico di referenzialità chiamo “i miei lettori”, non è semplice. Spero di aver reso il mio lavoro all’altezza delle aspettative di ognuno di voi, pur senza aver mai cercato l’assoluta vostra compiacenza, ma preferendo sempre il lusso di sentirmi libero di manifestare il mio pensiero. E’ per questo che mi basterebbe sapere che seppur non sempre d’accordo con me, magari delle volte arrabbiati per delle mie affermazioni o contrariati dalla mia direzione, abbiate visto in me l’onesta di chi vive da uomo libero, con la convinzione di essere soltanto un giornalista, niente di più. Che saluta i lettori di questo giornale certo di essere seguito anche nella nuova e (speriamo) altrettanto fortunata avventura giornalistica che sta intraprendendo, certo arricchito dai tanti momenti passati dietro la scrivania del mitico Avanti!, spendendo un nome la cui fierezza non è seconda a nessuno. Ma la vita non deve e non può fermarsi troppo a lungo su un solo pianeta, altrimenti verrebbe meno la prerogativa che contraddistingue chiunque faccia il mio mestiere, la curiosità, e chiunque abbia il mio carattere, quello di entrare nelle sfide per il gusto di viverle. E’ per questo che oggi vi saluto, ed è per questo che oggi non scrivo un commiato, meno che mai un addio ai lettori dell’Avanti!, solo un arrivederci. Perché la vita è adesso, e adesso è arrivato il momento di guardare al Futuro!

Il Direttore

Giampiero Marrazzo

 

Giampiero Marrazzo

@giamarrazzo

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Commenti all'articolo
  1. Grazie di tutto , specialmente per una telefonata con la quale abbiamo chiarito IL CONTO.
    In bocca al lupo per il tuo nuovo incarico , non dimenticarti dei tuoi lettori e critici che hai avuto su AVANTI.
    Saluti
    Compagno Maurizio Molinari
    Fed. di Torino

  2. Un caro saluto e ringraziamento personale al Direttore per la brillante conduzione dell’Avanti. Un fraterno abbraccio al compagno che spero di incontrare alla prima occasione utile.

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