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Opinioni e commenti
 

Egitto in tormento: cala l’ombra del terrorismo sul Sinai, uccisi 25 poliziotti in un agguato
Pubblicato il 19-08-2013


Egitto-guerra civile

Non si ferma il tormento egiziano. Dopo i violenti disordini degli ultimi giorni e le centinaia di morti provocati dagli scontri tra i militanti del movimento dei Fratelli Musulmani del deposto presidente Morsi e le forze di polizia, cala anche l’ombra del terrorismo. Un gruppo di militanti, ancora non identificati, ha teso un agguato a due minibus della polizia nella zona settentrionale della penisola del Sinai, da tempo teatro di azione di gruppi affiliati al network internazionale del terrorismo islamico, provocando almeno 25 morti. I combattenti hanno utilizzati granate Rpg e armi automatiche.

ESECUZIONE –  La dinamica dell’attacco non è ancora chiara: secondo alcuni testimoni si sarebbe trattato di una vera e propria esecuzione a sangue freddo. Fonti della sicurezza egiziana rimaste anonime riferiscono infatti che i guerriglieri avrebbero costretto i due minibus a fermarsi sparando sulla strada con gli Rpg per poi finire le loro vittime a colpi di AK47.

QUELLA ZONA CALDA AL CONFINE CON LA STRISCIA DI GAZA – L’attacco si è verificato mentre i due veicoli stavano attraversando un villaggio vicino alla città di Rafah che ospita il valico di confine con la Striscia di Gaza. Proprio in questi giorni l’Egitto aveva annunciato la chiusura del valico di Rafah, unico passaggio che permette alla popolazione palestinese di Gaza, vittima del blocco imposto dagli israeliani, di uscire dalla Striscia. La scorsa settimana, il governo egiziano aveva detto di voler chiudere il passaggio a tempo indeterminato, anche se questo era stato parzialmente riaperto lo scorso sabato.

RISCHIO TERRORISMO – La penisola del Sinai è stata testimone di attacchi quasi quotidiani da parte di uomini armati soprattutto dopo lo scorso 3 luglio quando avvenne la cacciata del presidente Mohammed Morsi ad opera dei militari. L’attacco di oggi è stato, però il più letale registratosi nell’area negli ultimi anni, superando per numero di vittime quello dell’agosto 2012 in cui persero la vita 16 soldati egiziani. La situazione della sicurezza nella penisola del Sinai, che confina sia con Gaza che con Israele, è peggiorata dal 2011, quando il presidente Hosni Mubarak è stato rovesciato.

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