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Opinioni e commenti
 

Egitto: stretta sui Fratelli Musulmani, arrestato Badie guida spirituale della Fratellanza
Pubblicato il 20-08-2013


Egitto-treguaIl settantenne Mohamed Badie, leader spirituale dei Fratelli Musulmani egiziani, è stato arrestato mentre si trovava in un appartamento nella zona residenziale di Nasr City nel nord-est del Cairo. Dopo i violenti disordini degli ultimi giorni, arriva dunque il giro di vite delle forze di sicurezza intorno al movimento del deposto presidente Mohammed Morsi. Proprio il figlio di Badie, Ammar di 38 anni, era rimasto ucciso nel corso degli scontri seguiti al “Giorno della rabbia” indetto dalla Fratellanza per protestare contro il governo militare: il giovane era deceduto dopo essere stato colpito da un proiettile vagante mentre si trovava nella piazza Ramses, uno degli epicentri dei disordini.

VARCATO IL RUBICONE – Badie e il suo vice, Khairat el-Shater, anche lui finito agli arresti, saranno processati a fine mese per il loro presunto coinvolgimento nell’uccisione di otto manifestanti che protestavano contro il governo del deposto presidente Morsi lo scorso giugno al Cairo. L’arresto del leader spirituale della Fratellanza potrebbe rappresentare un punto di non ritorno nelle relazioni tra la Fratellanza e la giunta militare. Sulla pagina Facebook del Ministero dell’Interno è apparsa una foto di Badie con una didascalia che conferma il suo arresto in cui si parla di “esecuzione delle decisioni del pubblico ministero per arrestare e processare la guida spirituale dei Fratelli Musulmani Mohamed Badie.

POTREBBERO LIBERARE MUBARAK – E mentre la situazione si fa difficile per i leader del movimento della Fratellanza, cominciano a circolare sempre più insistentemente voci circa una prossima liberazione di Hosni Mubarak, l’uomo che per 30 anni ha tiranneggiato sull’Egitto. A dare notizia della presunta liberazione è stato il suo stesso avvocato sostenendo che l’ex “Sfinge” sarà liberata entro la fine della settimana.

MUSHARRAF ACCUSATO DELL’OMICIDIO DI BENAZIR BHUTTO – E per un ex presidente che potrebbe presto riguadagnare la libertà, un altro rischia di perderla. L’ex-presidente pakistano Pervez Musharraf, infatti, è stato incriminato e dovrà rispondere di tre capi d’accusa per l’assassinio, avvenuto nel 2007, della leader dell’opposizione ed ex premier Benazir Bhutto. I pubblici ministeri pakistani hanno fatto sapere che Musharraff è stato accusato di omicidio, associazione a delinquere finalizzata all’omicidio e favoreggiamento in omicidio. Musharraf non ha fatto commenti pubblici, ma ha negato le accuse nel corso dell’udienza. Il processo  è stato rinviato al 27 agosto.

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