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Opinioni e commenti
 

Estate 2013 rosso sangue: quasi 50 le vittime italiane tra guerre, gialli e malasorte-killer
Pubblicato il 14-08-2013


Morti estate

Una scia di sangue sta accompagnando l’estate italiana. Dalla metà di giugno ad oggi sono poco meno di cinquanta le morti violente che hanno segnato la stagione solitamente riservata al sole, al mare e al relax. Ciò che più colpisce è il fatto che siano stati soprattutto giovani e giovanissimi a perdere la vita in circostanze misteriose o per accanimento della malasorte.

IN SIRIA A 23 ANNI CONTRO IL REGIME ASSAD  Nel giugno scorso il Paese si commosse alla notizia dell’uccisione di Giuliano Delnevo, 23enne genovese che aveva abbracciato la fede islamica e sognava di riportare la pace in un territorio martoriato dalle atrocità di un dittatore senza scrupoli. Fu così che si ritrovò in prima linea, in Siria, al fianco dei ribelli a combattere l’esercito di Assad. E per aiutare un amico colpito dalle armi governative ha trovato la morte crivellato dai colpi.

UNA GITA FINITA IN TRAGEDIA  Luglio non ha dato tregua per il caldo asfissiante. Tanto che una comitiva di 50 persone, partita da Pozzuoli, alle porte di Napoli, aveva deciso di affittare un bus e partire per trascorrere una giornata diversa, e decisamente più fresca a Telese Terme, nel Beneventano. Del gruppo facevano parte uomini, donne e bambini di ogni età. Era stata una giornata serena, di quelle da raccontare ad amici e parenti una volta rientrati alle rispettive abitazioni. Ma proprio nel tragitto di ritorno, per cause ancora da accertare, il pullman ha iniziato a sbandare in un tratto molto pericoloso dell’autostrada A16 Napoli-Canosa. L’autista ha tentato di fermare il pesante mezzo, ma è stato tutto inutile e dopo aver colpito diverse auto in coda, ha finito la sua corsa in una scarpata volando per circa 40 metri. Il bilancio agghiacciante è stato di 39 vittime, tra cui diversi bambini. Un dolore così forte da colpire tutta l’Italia.

ALPINISMO FATALE – Agosto è il mese con il più alto numero di tragedie nel giro di pochi giorni. Clamorose sono state quelle dei quattro alpinisti in tre località diverse tra sabato 10 e domenica 11. Sulla cresta del Rey, sul Monte Rosa, due escursionisti sono precipitati su un ghiacciaio mentre esploravano il versante svizzero della montagna. Un altro italiano, invece, in Alto Adige ha perso la vita mentre percorreva la cosiddetta “Strada degli alpini”, ovvero la via ferrata che collega le parti più in quota della Val Fiscalina con la Cima della Sentinella. Mentre scalava la cosiddetta “Innerer Loch” è volato giù per 2.700 metri schiantandosi in un crepaccio. Infine,  il quarto escursionista è morto sul Monte Mars, tra Biella e la Valle d’Aosta, dopo una caduta di 60 metri circa lungo la discesa della cima.

STRANGOLATA DALLA SCIARPA  Sabato 10 il destino si è invece accanito su una 22enne siciliana, trapiantata da anni a Napoli. Giulia Grasso, studentessa piena di vita e sempre sorridente, era in vacanza con gli amici a Mikonos, isoletta greca meta preferita da molti italiani, ma ormai era arrivata all’ultimo giorno di soggiorno. Prima di tornare a casa e rituffarsi nello studio, aveva deciso di fittare un quad, una grossa moto a quattro ruote, per fare un giro con i capelli al vento. Al collo indossava una pashmina per proteggersi la gola, ma la sciarpa si è sciolta fino ad impigliarsi nelle ruote del mezzo. Giulia è rimasta strangolata senza che nessuno potesse intervenire.

L’EROE DI PALINURO – Domenica 11 agosto è il giorno che ha cambiato la vita della famiglia Paladino. Giuseppe, 45 anni, avvocato di Sala Consilina, piccolo centro alle porte di Salerno, era in vacanza a Palinuro con il figlio e la moglie, che aspetta un altro bimbo, quando ha notato tre ragazzi in difficoltà in acqua, a causa delle avverse condizioni meteorologiche: si è tuffato per aiutarli e li ha tratti in salvo. Purtroppo, però, quell’eroe ha dato la sua vita per salvarne altre tre.

GIU’ NEL TORRENTE PER SALVARE IL CANE – Per salvare il suo amico a quattro zampe finito in un torrente della Val Daone, in Trentino, poi, una ragazza di appena 19 anni, Diana Mazzer, di San Vendemiano (provincia di Treviso). Era il 12 pomeriggio quando, durante una passeggiata con il fidanzato, ha sentito i lamenti del cagnolino e, senza esitare, si è tuffata nelle acque impervie: una volta messo in sicurezza l’animale, la giovanissima Diana molto probabilmente è scivolata battendo la testa sui sassi. Nonostante la rapidità dei soccorsi, il suo cuore ha smesso di battere una volta arrivata all’ospedale Santa Chiara di Trento.

UCCISA DALL’EX COMPAGNO – La storia che ha sconvolto l’estate 2013 è quella della povera Lucia Bellucci, la 31enne estetista di Pinzolo, uccisa a coltellate dall’ex fidanzato, Vittorio Ciccolini, 44enne avvocato veronese, che ha nascosto il cadavere nel bagagliaio della sua autovettura. Erano usciti a cena, per discutere da persone civili dopo la separazione, ma nei piani della persona che diceva di amarla, Lucia doveva morire: il corpo della ragazza è stato ritrovato mentre l’uomo faceva jogging in un parco di Verona vicino alla sua abitazione. Questo efferato delitto ha riacceso la polemica politica sulla mancata approvazione di una legge contro il femminicidio, tanto che la presidente della Camera, Laura Boldrini, aveva annunciato una riapertura straordinaria di Montecitorio il 20 e 21 agosto, per colmare una lacuna pesante nella legislazione italiana.

SFIGURATA CON L’ACIDO – Non è finita in tragedia, ma poco ci è mancato. È la storia che ha visto come protagonista una donna di 46 anni, impiegata della ditta di pulizie che opera presso l’ospedale Galliera di Genova. L’aggressore attendeva la vittima nel corridoio che percorre per arrivare al posto di lavoro e, quando l’ha vista, le ha lanciato contro dell’acido che l’ha colpita procurandole una lesione alla cornea dell’occhio sinistro, oltre a ustioni al volto e alle braccia. Le condizioni di salute della donna migliorano, ma i medici non escludono ancora il rischio che possa perdere l’uso dell’occhio.

IL 14ENNE GAY MORTO SUICIDA – Un altro episodio drammatico che vogliamo inserire in questo lungo elenco di sangue, è quello del suicidio del giovane 14enne romano, che si è tolto la vita lanciandosi dal terrazzo condominiale di un palazzo alla periferia della Capitale, schiacciato dalla sofferenza per la sua omosessualità mai accettata, e anzi derisa, dalle persone che credeva amiche e a cui voleva bene. Il suo gesto ha scosso anche gli animi tra i più duri sostenitori dell’inutilità di una legge contro l’omofobia. Le motivazioni del suicidio, il ragazzo le ha scritte in una lettera di tre pagine salvata su una pen-drive che ha lasciato accanto al suo computer. Sullo schermo un post-it con l’ultima frase: “Papà, apri la pen-drive, lì capirai il motivo del mio gesto. Addio, vi voglio bene”. Un’altra giovane vita spezzata in questa terribile estate 2013. Un’estate rosso sangue.

Dar. Bor.

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