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Opinioni e commenti
 

Gay, oggi l’autopsia del 14enne suicida. Boldrini: «Approvare al più presto legge su omofobia»
Pubblicato il 12-08-2013


Ragazzo-gay-suicida«Papà, apri la pen-drive, lì capirai il motivo del mio gesto. Addio, vi voglio bene». Queste le drammatiche parole d’addio, scritte su un post-it attaccato allo schermo del computer, del 14enne che pochi giorni fa si è tolto la vita lanciandosi dal terrazzo condominiale di un palazzo alla periferia di Roma. I funerali del giovane, figlio unico di una coppia di impiegati ministeriali, ancora non sono stati celebrati, mentre per la giornata di oggi è prevista l’autopsia. La vicenda ha riacceso la polemica in merito all’urgenza di introdurre in Italia il reato dell’omofobia. Il presidente della Camera, Laura Boldrini ha auspicato che la legge contro l’omofobia venga al più presto approvata dal Parlamento. Sembra infatti che alla base del gesto del liceale romano vi sia la sofferenza e la difficoltà di convivere con la sua omosessualità e un’eventuale impossibilità nell’essere accettato dagli altri.

LA LETTERA DEL GIOVANE SUICIDA – La lettera d’addio sembra essere di tre pagine, pagine in cui vengono spiegati i motivi della scelta di morire. Morte sulla quale la Procura di Roma ha aperto un fascicolo. Il procuratore aggiunto, Pierfilippo Laviani e il pubblico ministero Simona Marrazza dovranno accertare se il ragazzo ha subito atti di cyerbullismo o è stato vittima di episodi di derisione e sfottò di stampo omofobo da parte della comitiva o dei compagni di classe. Se vi fosse qualche riscontro, allora si procederebbe all’ipotesi di istigazione al suicidio.

BOLDRINI: APPROVARE LEGGE SU OMOFOBIA – Sulla dolorosa vicenda è intervenuto il presidente della Camera, Laura Boldrini che, oltre a esprimere cordoglio ai familiari del ragazzo, ha auspicato che la Camera «trovi il modo per dare risposta alle attese e varare con la più larga maggioranza una legge che ci allinei agli altri Paesi dell’Unione europea».

ARCIGAY: DOLORE TERRIBILE Flavio Romani, presidente dell’Arcigay – storica associazione che si batte per ottenere l’uguaglianza tra individui a prescindere dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere – ha lanciato un appello alla responsabilità rivolto alla politica italiana. «Mentre i politici discutono di omofobia rassicurando i vescovi – ha fatto notare Romani – la realtà, con un tempismo tragico, ci sbatte in faccia il problema».

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Commenti all'articolo
  1. Non ci si può suicidare a 14 anni quando ancora non hai iniziato a vivere la tua vita, il tuo piacere.
    Quando ancora non hai avuto modo di capire cosa sia la tua sessualità, il tuo desiderio.
    Ti ricordi i tuoi 14 anni?
    I tuoi 15, ed i tuoi 16 anni…
    La paura, il desiderio, la gioia e la curiosità.
    La voglia di capire come funziona il tuo corpo, la voglia di dare e ricevere piacere. La timidezza e il terrore di rivelarsi.
    A 17 anni, a volte a 18 ancora non hai vissuto, capito, goduto, ricevuto, o dato sesso, né tantomeno amore.

    Forse neanche un bacio.

    Dove erano le sue amiche, i suoi amici, i compagni e le compagne di classe. Non dico ‘la famiglia’ che a volte fa più danni che altro.
    Dove eravamo noi tutti?
    Dov’era il collettivo, il politico. Il gruppo.
    Ciò che ti fa uscire dalla dimensione individuale, solitaria, isolata, dove puoi perderti in un bicchier d’acqua.
    Solo tra amici, tra compagne e tuoi simili puoi affrontare le tue incertezze, nel cazzeggio tra ragazzi, nella battuta con cui riderci sopra e capire che non c’è alcun dramma nel desiderio.
    Non c’è diversità.
    Ci siam passati tutte e tutti.

    Come possiamo averlo lasciato solo, a trasformare la cosa più bella della vita, l’amore, il sesso, il piacere in angoscia, in disperazione, in morte?
    In un salto dal 7°piano del condominio.
    Ricordi dove eri 4 estati fa, a ferragosto del 2009 quando il nostro amico adolescente era un bambino di quinta elementare?
    A che cazzo son servite le nostre lotte per la sessualità giovanile, le nostre Pomiciate di Massa in piazza, le nostre migliaia di cartoline di autodenuncia ‘Ho baciato un/una minorenne”, i nostri gay pride, le nostre gay street, se poi ci si uccide saltando nel vuoto, per 7 piani, a san Basilio nel giorno delle stelle cadenti?

    Dove eravamo tutte/tutti?
    A chattare su facebook, o parlarci in silenzio, soli davanti a un monitor, senza aprire la bocca e dargli voce, schiacciando solo tasti su quei social network che tutto sono anziché sociali, che troppo spesso servono solo a socializzare milioni di solitudini, a isolarci e diffondere atomi di disperazione.

    Chiederselo ora è troppo tardi per lui.
    Ma non è tardi, fosse anche solo per un altro o un’altra giovane, per tutte le altre giovani vite che stanno passando dai piaceri dell’infanzia ai piaceri dell’età adulta, e invece che vederne la bellezza, ne soffrono oggi solo la discriminazione, l’incomprensione o la ridicolizzazione moralistica di coetanei conformisti e adulti benpensanti.

    Torniamo in piazza, in strada, a scuola, in spiaggia, e al lavoro per il diritto al piacere,
    alla bellezza del sesso in ogni sua forma,
    per la condivisione personale e politica delle scoperte della vita.

    Senza lasciarci nessuno e nessuna indietro.

    A saltare nel vuoto da solo.
    Da sola.

    Fabio.

    • Caro Fabio,
      scusa se mi permetto, ma non mi rivolgo solo a te, ma a tutti quelli che la pensano come te. Volevo solo dirti che capisco le tue domande circa il senso delle manifestazioni, provocazioni, ecc. a favore dei diritti Lgbtq, che tuttora, rimangono spesso inascoltate, come sappiamo. A cosa sono servite le pomiciate di massa ecc? Be, scusa ma, tanto per cominciare, non si stà zitti, che non è poco, e poi non sempre l’aiuto arriva proprio quando noi lo chiediamo, può darsi che arrivi più tardi… capisci cosa voglio dire? Oggi l’aborto e il divorzio sono realtà accettate da tutti, ma una volta non era affatto così, e non parlo degli anni ’40… eppure oggi sono una realtà. Quindi è logico pensare, anzi è praticamente a portata di mano, che domani anche in Italia ci sarà una legge seria sull’omofobia, così come una legge patrimoniale decente, una Chiesa che la smetta con la sua ambiguità ecc ecc tante altre cose che in Italia ci vorrebbero. Non so perchè purtroppo il nostro Paese è sempre l’ultimo a progredire, come siamo stati ultimi a conferire il voto alle donne nel 1948. E si vede, e si sente.
      Ivan

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