sabato, 18 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Il Cav prende tempo bussando a tutte le porte, dalla Consulta alla Corte Europea: «violati i miei diritti umani»
Pubblicato il 29-08-2013


Pdl-Berlusconi-stopCome un animale in trappola, il Cav si agita sempre di più man mano che sente il cappio stringersi intorno al collo. Cerca di prendere e di perdere tempo l’ex presidente del Consiglio a cui, di tempo, ne è rimasto davvero poco: i suoi legali hanno depositato una richiesta di sospensione dei lavori della Giunta per le immunità del Senato affinché la Corte Costituzionale possa pronunciarsi in merito alla costituzionalità della legge Severino che prevede la decadenza immediata per chi ha subito una condanna definitiva. Non solo: Berlusconi sembra voler chiamare in causa la tanto disprezzata Europa ricorrendo addirittura alla Corte europea dei Diritti dell’uomo di Strasburgo. Secondo il Cavaliere potrebbe, infatti, configurarsi una violazione rispetto alla presunta retroattività di quella che i difensori di Berlusconi considerano una vera e propria sanzione penale.

RALLENTAMENTI – Il presidente della Giunta, Dario Stefàno ha confermato che «la memoria è stata trasmessa entro il termine prescritto, cioè il 28 agosto, e che entro il 9 settembre sarà trasmessa, invece, copia del ricorso, attualmente in fase di preparazione». E proprio sul ricorso si concentra il relatore, il senatore pdellino Andrea Augello che ha detto di dover «ancora prendere visione della documentazione» che studierà per «svolgere la relazione», annunciando però di «non poter tenere conto in questa occasione del ricorso» «dal momento che è in via di ultimazione» e che verrà inviato al Senato presumibilmente il giorno stesso della seduta. Insomma una lotta contro il tempo e già da più parti all’interno del Popolo delle Libertà si chiede l’allungamento dei tempi per permettere l’analisi del ricorso. Ma non manca anche chi, nel Pd, si dice favorevole agli approfondimenti richiesti in Giunta, per evitare che il Pd appaia “prevenuto” come ha fatto sapere Beppe Fioroni.  Un’ipotesi alla quale si dice contrario il senatore Pd, Felice Casson che sottolinea come la «Giunta abbia già dato 20 giorni alla difesa» affermando che «il tempo è già stato concesso». Sulla stessa linea anche il presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda che ha detto che non si deva «né forzare i tempi con accelerazioni artificiali, né rallentarli in modo immotivato».

LETTA: “BERLUSCONI NON E’ IL PROBLEMA DEL GOVERNO” – Il premier Enrico Letta, dal canto suo, afferma di non temere che ci sia «un’influenza sulla vita del governo» per condanne o «vicende giudiziarie» in merito al caso Berlusconi. Secondo il Primo ministro, infatti, «gli italiani hanno bisogno di governo, di risposte e di concretezze». «A me sembra», ha continuato Letta, «che al di là del governo più forte o più debole e del chiacchiericcio politico che non mi interessa, che il governo abbia varato misure importanti da cui l’Italia può trovare grande giovamento». Ed esprimendosi a proposito del lavoro della Giunta chiamata a decidere sulla decadenza di Berlusconi, Letta ha ribadito che si tratta di «una decisione che riguarda il Senato e la giunta del Senato, ed io ho sempre separato le due questioni e continuo a farlo».

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento