lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il governo blocca i contratti fino al 2015. Gli statali minacciano un autunno “caldo”
Pubblicato il 10-08-2013


imagesPersino il Cocer dei Carabinieri e dell’Esercito hanno annunciano «forme di dissenso». Dopo un’estate un po’ incerta, l’autunno potrebbe essere davvero molto “caldo” come conseguenza dell’ultima decisione del Consiglio dei Ministri di “congelare” fino al 2015 l’adeguamento delle retribuzioni, gli scatti di carriera e il rinnovo dei contratti per i lavoratori statali dei comparti Scuola, Sanità, Difesa e Sicurezza. Una situazione esplosiva visto che gli stessi organi di rappresentanza militari proclamano lo stato di agitazione preannunciando «azioni di mobilitazione con possibilità di vere e proprie manifestazioni di piazza qualora il governo non corregga il tiro». Gli stessi sindacati del comparto Sicurezza hanno preannunciato la «possibilità di manifestazioni di piazza».



SCUOLA – Dura, dunque, la reazione del mondo sindacale alla norma varata dal Cdm che rischia di trasformarsi in una mannaia per il settore pubblico: il sindacato dei professionisti dell’Istruzione e della Ricerca, Anief-Confedir, che ha definito il blocco “inatteso, ingiusto e incostituzionale”, ha annunciato ricorsi anche per vie legali “in tutte le sedi e con tutte le modalità possibili”. Secondo la sigla sindacale, infatti, qualsiasi atto volto ad introdurre un blocco degli stipendi pubblici e’ in contrasto con la sentenza della Corte Costituzionale 223/2012. Protesta che nel mondo della scuola dove la Flc-Cgil si è detta «pronta alla mobilitazione» contro quella che il segretario generale Mimmo Pantaleo, definisce  «l’umiliazione del lavoro pubblico» portata avanti dal governo Letta in «modo autoritario».

SANITA’ – Mobilitazione annunciata anche dal comparto della Sanità, con la minaccia di nuovi scioperi. Il segretario nazionale del sindacato dei medici dirigenti Anaao-Assomed, Costantino Troie, ha detto che «i dipendenti del Servizio sanitario nazionale hanno il contratto di lavoro bloccato dal 2009», sottolineando come «l’attacco al ruolo e allo status dei dirigenti del Ssn mina alle fondamenta la sanità pubblica». Per questo, annuncia Troise, l’Anaao «si farà promotrice di un autunno di ulteriori iniziative di protesta, non esclusi nuovi scioperi». Linea condivisa anche dal segretario generale Cisl Medici che si e’ impegnato ad «attivare tutte quelle iniziative che vanno in difesa del ruolo e della professionalità

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