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Opinioni e commenti
 

La luna e i calanchi: nel paese raccontato da Carlo Levi va in scena la paesologia
Pubblicato il 29-08-2013


LalunaeicalanchiAliano, un piccolo centro del’Appennino meridionale adagiato in equilibrio sulle sue cime argillose dei calanchi. I profumi di questa terra la sua vita e la miseria dei vecchi contadini che per secoli è trascorsa lontano dalla storia sono stati protagonisti intensi nel palcoscenico del “Cristo si è fermato a Eboli”. La luna e i calanchi è un festival che vuole raccogliere intorno a un paese e un luogo preciso il meglio delle tensioni civili e artistiche che si stanno sprigionando nel mediterraneo, con particolare attenzione a quello che accade in Lucania e nelle regioni vicine. Il paese raccontato da Carlo Levi come simbolo di un Sud che costruisce nuove storie legate a un nuovo rapporto coi paesi e il paesaggio. Il festival, in programma dal 29 al 31 agosto, è una sorta di adozione collettiva di un paese e di un paesaggio nello spirito della “paesologia”. A fare da scenografia naturale sarà Aliano, un piccolo centro dell’Appennino meridionale adagiato in equilibrio sulle sue cime argillose dei calanchi.

UN FESTIVAL IN DUE “AZIONI” – Questa sorta di adozione collettiva del paese si dipana in più step. Una prima azione si chiamerà ‘Sette giorni ad Aliano’. Sei artisti di fama e sei giovani artisti saranno ospitati per una settimana secondo uno schema che prevede un’ospite al mese. Fotografi, scrittori, pittori, registi, musicisti verranno a lavorare ad Aliano e lasceranno la traccia del loro passaggio nel paese. La seconda azione si svolgerà in due momenti diversi dell’anno e prevede interventi artistici, musicali, letterari, cinematografici, teatrali, uniti a interventi di carattere materiale sul paese e sul paesaggio. Un intreccio di tante esperienze: la poesia, il cinema, la fotografia, la scultura, l’architettura, la musica votate alla valorizzazione del paese e del paesaggio.

LO SPIRITO DELLA MANIFESTAZIONE – La luna e i calanchi non è un festival in cui delle persone vengono a esibire la loro arte, nella logica del consumo culturale fine a se stesso. Ad Aliano si viene per costruire una nuova comunità intellettuale che parli non solo alla Lucania e al Sud, ma all’Italia intera e all’Europa, una comunità che intreccia varie arti tra di loro e poi le intreccia al paesaggio e a chi lo abita. E’ il tentativo di coniugare arte e ambiente in un connubio non asservito alle logiche del puro consumo culturale. L’idea è che le persone del paese e gli artisti invitati e i visitatori del festival costituiscano una comunità provvisoria capace di infondere fiducia nella vita dei piccoli paesi. Aliano è stato il luogo dell’esilio per Carlo Levi. Adesso si propone come luogo di accoglienza. In questo caso non si accoglie solo uno scrittore, Franco Arminio, ma la sua particolare disciplina, la paesologia, che è una disciplina di confine, proprio come il territorio alianese. La luna e i calanchi è il tentativo di coniugare arte e ambiente in un connubio non asservito alle logiche del puro consumo culturale. L’idea è che le persone del paese e gli artisti invitati e i visitatori del festival costituiscano una comunità provvisoria capace di infondere fiducia nella vita dei piccoli paesi.

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