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Opinioni e commenti
 

L’estate della politica nel segno dell’incertezza: Pd, Berlusconi e Grillo ognuno a rincorrere i propri guai
Pubblicato il 16-08-2013


Camera dei DeputatiNonostante le parole di Giorgio Napolitano gli abbiano restituito un minimo di fiducia e di dignità agli occhi del popolo italiano, Silvio Berlusconi vive ancora un senso di angoscia e rabbia pensando al suo prossimo futuro. Ma ci sono anche altre grane da risolvere nel variegato mondo della politica italiana, a partire dalle incertezze che regnano sovrane in casa Pd, a finire con la nuova crociata lanciata da Beppe Grillo contro il capo dello Stato.

QUANDO LA TESTA È PESANTE – Chi avuto modo di scambiare qualche parola con il Cavaliere lo ha trovato di umore altalenante. Nella stessa conversazione è capace di passare da una profonda amarezza per la condanna, che interpreta come un colpo ferale alla sua immagine e al suo percorso politico, ad una rabbia carica di stimoli per la battaglia che inizierà a settembre in Senato sull’ineleggibilità. Berlusconi ne ha per tutti – raccontano alcuni fedelissimi – dai democratici ad alcuni dei suoi più stretti collaboratori. Degli alleati-avversari teme soprattutto l’impossibilità dei vertici del Nazareno a stringere accordi, che potrebbero venir meno se gli antiberlusconiani di lungo corso dovessero sfilarsi nei momenti cruciali. “Hanno tradito Prodi, figuratevi se non possono farlo con me”, ripete ossessivamente il leader della destra, parlando del voto in Giunta per le elezioni. Ma nemmeno i suoi lo convincono più di tanto, perché a una “colomba” basta un po’ di trucco per mascherarsi da “falco”. Di Napolitano, invece, si fida, anche se avrebbe preferito che il passaggio del suo discorso sulla grazia fosse oggetto di un colloquio privato e riservato, e non di una nota pubblica. Ma il richiamo all’urgenza di riformare la giustizia ha comunque compensato questa piccola delusione. Fortuna che a regalargli un po’ di serenità c’è il progetto del ritorno a Forza Italia. Ogni volta che lavora alla sua creatura, infatti, Berlusconi ritrova il sorriso.

UN ALTRO CONTENDENTE AL NAZARENO – Nemmeno la pausa agostana è riuscita a tenere lontano il Pd dai problemi. Come se le divisioni interne non bastassero, ora c’è anche un altro potenziale candidato alla guida del partito. Si tratta del neo governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, una personalità forte che “rischia” di catalizzare i favori degli anti-renziani, pronti a puntare su un cavallo di razza come lui per mettere i bastoni tra le ruote al sindaco di Firenze. Zingaretti nega che il suo intento sia quello di recitare la parte dell’antagonista di Renzi, ma il suo documento (55 pagine) sul Pd che sogna, assomiglia terribilmente ad una mozione congressuale. Il primo cittadino del capoluogo toscano, da par suo, evita di commentare, ma anzi pensa seriamente a ricandidarsi a Palazzo Vecchio la prossima primavera.

GRILLO PUNTA IL COLLE – In continuo calo di consensi, Beppe Grillo sta rivolgendo le sue attenzioni a Napolitano per recuperare terreno. Il leader del Movimento 5 Stelle chiede che l’attuale capo dello Stato si dimetta e lasci il posto ad un successore che sciolga le Camere e indica nuove elezioni. Quello di Grillo, però, appare più un tentativo di frenare il crescente malcontento di una buona fetta di cittadini-eletti e cittadini-elettori del M5S, delusi dalla strategia dell’ex comico e Casaleggio. Tornare alle urne entro pochi mesi eviterebbe invece il ridimensionamento dei pentastellati. Ma se gli atteggiamenti in casa Grillo-Casaleggio non cambieranno, sarebbe comunque un’inutile spreco di danaro per le carenti casse italiane. Con tanti saluti ai rimborsi e… agli apriscatole.

Dario Borriello

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