giovedì, 14 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

LIBRI – Forza Atletico Minaccia: se il calcio è lo specchio dell’Italia, allora il nostro Paese non sta messo troppo bene
Pubblicato il 02-08-2013


atletico-minaccia-football-clubSe il calcio è lo specchio dell’Italia, allora il nostro Paese non sta messo troppo bene se a scendere in campo sono i ragazzi dell’Atletico Minaccia Football Club. Nel libro d’esordio di Marco Marsullo lo si capisce dalle prime righe che l’ironia e una vena di cinismo sono le uniche gambe sulle quali contare per vincere la partita. Perché c’è squadra e squadra. E un quella diretta da Vanni Cascione non è una come tante. Anche perché ha dalla sua un “mister” collezionista di esoneri, ma con una certezza: «La squadra gira se gira l’allenatore. I calciatori sono solo pedine di un gioco più grande di loro».

UNA SQUADRA FUORI DALL’ORDINARIO – Buttate in campo Vincenzo Scognamiglio, portiere cocainomane che ha come sostituto Giovanni Bazzallo, un meccanico che ha fatto solo qualche parata davanti alla saracinesca della sua officina; aggiungete Ciro Pallina, ala esterna con colite cronica, che deve andare di corpo ogni dieci minuti; poi Peppe Sogliola, quarant’anni suonati; l’attaccante con pancetta Mohammed, clandestino schierabile al centrocampo ma solo in trasferta, perché in casa è ricercato dalla polizia; e ancora, Fabrizio Spugna, ex concorrente del programma Sarabanda, con la mania delle citazioni continue di canzoni; Antonio Pisapia, stanco difensore centrale a fine carriera, con corredo finale di altri giocatori tutti improbabili: ora provate a scalare il campionato, anche se di provincia! Con una squadra così – figlia di una campagna acquisti rocambolesca, l’Atletico Minaccia Football Club, anche in forza di un presidente (Eros Baffoni, magnate dei mobili in truciolato, pronto a tutto pur di vincere), e di un direttore sportivo (Lucio Magia, “tombeur di prostitute” con la passione per il calcio) – ecco, tentare anche solo la sorte sarà dura, durissima.

L’ITALIA DEL PALLONE CON TANTA IRONIA – Una squadra fuori dall’ordinario come il suo allenatore che bene incarna la parabola dell’eroe di provincia alla disperata ricerca del riscatto, vittima di sé prima che di una moglie “buzzicona”, con le bollette da pagare e una fede inattaccabile nel suo unico dio, José Mourinho. Marsullo mette a nudo gli stereotipi del nostrano calcio da tragi-commedia giornalistica, sviscerando l’umanità di un sud provinciale che è poi lo specchio delle domeniche calcistiche a svariate latitudini e non solo. La chiave di lettura è l’ironia e questo basta.

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