lunedì, 25 settembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

L’INTERVISTA – NENCINI: «NON SIAMO CONTRARI A VOTARE LA DECADENZA DI BERLUSCONI, MA NON SEGUENDO PERCORSI ISPIRATI ALLA PARTIGIANERIA PIU’ FAZIOSA»
Pubblicato il 23-08-2013


Nencini-Psi

Passano i giorni e il caso Berlusconi sta via via monopolizzando la stampa italiana ed estera; sta scuotendo l’opinione pubblica in un senso o nell’altro; sta sollecitando fior di costituzionalisti al vaglio di possibili soluzioni; sta smuovendo le acque nei due principali partiti che, per ragioni di coerenza o opportunità politica, hanno già ufficializzato la propria posizione; sta facendo trascorrere “notti insonni” all’inquilino del Quirinale. In questo delicato e complesso quadro politico si inseriscono le dichiarazioni del segretario del Psi Riccardo Nencini che sul tema del voto in Giunta pro o contro la decadenza di Berlusconi avverte che il voto dei socialisti non sarà scontato.

Segretario Nencini ieri ha ufficializzato la posizione dei socialisti che in Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari dirà la sua per bocca dell’onorevole Buemi: esprimerete la vostra decisione solo nella sede deputata, dopo aver studiato le carte, sentito pareri di costituzionalisti e soprattutto senza schieramenti precostituiti dettati da logiche di partito. E’ così?

Sì, con qualche elemento in più.

Ovvero?

La legge Severino è chiara e non c’è bisogno di nessuna interpretazione. L’unica cosa che stiamo aspettando è la verifica se sia possibile l’accesso alla Consulta. Acquisiti questi elementi prenderemo una decisione entro i primi di settembre.

Sareste anche disposti a votare per la decadenza di Berlusconi?

Noi non siamo contrari a votare la decadenza del senatore Berlusconi, ma vogliamo arrivarci non con un percorso ispirato alla partigianeria più faziosa. E quindi il nostro obiettivo primario è quello di sgombrare il campo da qualsiasi dubbio, non solo per noi chiamati a votare nella sede preposta ma anche per i cittadini sempre più attratti dal caso B. Non bisogna far passare nell’opinione pubblica la presunzione che su Berlusconi ci sia stato un trattamento penalizzante e quindi vogliamo togliere tutti dubbi giuridici.

In casa Pd sembrerebbe prevalere una posizione pro decadenza di Berlusconi anche per evitare un ulteriore sfilacciamento dell’elettorato costruito per vent’anni sull’antiberlusconismo. Con la vostra posizione non teme critiche dalla sua base, insomma non si è posto lo stesso problema in seno al Psi?

Mi sono posto il problema di tenere assieme una legge con la vicenda politica italiana e stiamo rispondendo nella maniera più oggettiva possibile. Noi rispetto al Pd non abbiamo come collante l’anti-berlusconismo, ma ben altri valori.

Si è parlato di fine della “guerra dei vent’anni”, politicamente cosa ci insegna la vicenda?

Questa storia sancisce la fine di una Repubblica mai nata, una Seconda Repubblica che si è provato a costruire su una linea di frontiera presieduta dalla questione giustizia. Le cose non cambieranno finché l’Italia continuerà ad essere un’anomalia perché destra e sinistra si dividono sulla questione giustizia, mentre in ogni altro Stato del mondo sulla redistribuzione della ricchezza e sulle forme di democrazia.

In molti hanno paragonato il caso Berlusconi alla vicenda Craxi.  

Si tratta di un paragone improprio e sbagliato. Craxi, raggiunto da un avviso di garanzia si dimise immediatamente. Due mesi dopo fu convocata l’assemblea del Psi e Giorgio Benvenuto fu eletto segretario del partito. Bastò un avviso di garanzia, dunque un atto a tutela dell’imputato per far dimettere Craxi. Qui siamo di fronte a una sentenza irrevocabile.

Lei auspica che Berlusconi esca di scena di sua sponte?

La sentenza è irrevocabile e di fronte a sentenze irrevocabili i leader dei partiti devono fare un passo indietro per ragioni etico politiche.

Il dibattito giuridico vede i costituzionalisti dividersi sull’applicabilità della stessa legge Severino: c’è chi dice che la natura della sanzione sia penale e quindi per il principio dell’irretroattività la Severino non sarebbe applicabile; e c’è chi dice che sia di natura amministrativa, ossia che la questione si riferisca alla mancanza dei requisiti minimi di eleggibilità da parte di Berlusconi e quindi la legge sarebbe applicabile. Lei come la pensa a riguardo?

La natura della sanzione è di tipo amministrativo, dunque la legge Severino è applicabile.

Ma lei va oltre sollevando dubbi su quanto sia giustificato o meno il ricorso alla Corte Costituzionale…

Taluni giuristi li sollevano e io sto valutando anche le loro osservazioni.

Si paventano tanti e diversi scenari futuri: lei quale ritiene più auspicabile per il bene del Paese?

Ritengo che la situazione sia delicata, ma non che si arrivi ad una crisi di governo.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

More Posts

Follow Me:
DiggStumbleUpon

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Spero solo che per spiegare la posizione socialista non ci sia bisogno di molte parole per definirla, perché ci avventureremmo in un terreno in cui sarebbe legittima la critica di avere deciso sulla base della logica politica. Andiamo incontro a forti turbolenze politiche che comporteranno ricomposizione delle attuali forze politiche, noi abbiamo la necessità di assumere una posizione basata su principi chiari, facilmente riscontrabili dalla gente con la posizione assunta e coerenti con i valori della nostra storia.

  2. Già un paio di giorni fa ti ho scritto che sarei costretto con rammarico a lasciare la tessera di questo glorioso e ineguagliabile partito che fu anche dei miei nonni e genitori, qualora si votasse per la non decadenza del Berlusconi. E proprio perchè non ho (abbiamo) preconcetti, ma altri valori. Che sono l’art.3 della Costituzione, la moralità, la dignità, il rispetto. Cose che mi sembra siano state già abbondantemente calpestate in 20 anni dal Berlusconi e dai suoi ed oggi certificate da una sentenza definitiva ed inappellabile, peraltro, si può dire, prima di unalunga serie. Ha avuto per sè più che giusti processi in cui si è trovato di fronte Giudici di qualsiasi genere e non la sua montatura sulle “toghe rosse”. Ha avuto per sè avvocati/deputati che invece di occuparsi del bene comune in quanto deputati (e come tali pagati) si sono occupati solo del bene del proprio pagatore. Ha avuto per sè leggi ad personam che lo hanno salvato grazie alla prescrizione o impedito che si presentasse ai processi, come l’ultima dolorosa “uveite”. Direi che il segno, per un socialista, sia oltremodo passato. E’ vero, non si deve essere “partigiani” aprioristici, ma ricordiamoci anche dei nostri Partigiani che ci hanno consegnato queste regole.

  3. mi sembra che si corra sul filo del rasoio. siamo chiari: B è colpevole (3 gradi di giudizio!!!) a tutti gli effetti e non è corretto che in un parlamento sieda un uomo che colpevole di quello per cui è stato giudicato. La giustizia va cambiata, certo, ma ha avuto 20 anni per cambiarla e quando l’ha cambiata è stato solo per prolungare i suoi guai. E se ha avuto 8 milioni di preferenze, ci sono 55 milioni che non lo hanno votato: rispettiamo questi 55, senza tira e molla.

  4. Io sono un partigiano fazioso da quando ho saputo che Silvio Berlusconi era iscritto alla P2… e ancor di più quando ho saputo che il mio segretario era suo intimo amico… non volevo che Lucignolo portasse il mio segretario nel paese dei balocchi… e invece è avvenuto…

  5. Credo che il segretario Nencini su questa vicenda stia sbagliando. I socialisti da sempre sono garantisti e su questo non c’è nessun dubbio, ma cosa centra essere garantisti con una condanna a quattro anni di carcere dati dalla Cassazione e quindi dopo tre gradi di giudizio ? Nencini ha detto con chiarezza che la legge Severino è chiara. E quindi i dubbi di costituzionalità avanzati da qualcuno devono eventualmente essere sciolti dal condannato B. e non dalla commissione e dal parlamento! Il parlamento deve, a mio avviso, applicare la legge che lo stesso si è dato a larghissima maggioranza. Quando l’hanno approvata PD e PDL erano tutti soddisfatti. Mi sembra altresì paradossale ed assurdo che la stessa legge è stata applicata per tanti, anche del PDL, e nessuno ha sollevato dubbi di costituzionalità mentre adesso anche il PSI solleva la questione. Non credo che tutto ciò abbia trovato gli iscritti ed i simpatizzanti al PSI tanto d’accordo.

  6. Con questo metodo alimentiamo la certezza che il cittadino Berlusconi sia più Cittadino. L’ugualianza tanto cara al partito ?
    Questi “distinguo” a questo punto della vicenda giudiziaria del ex primo ministro Berlusconi lasciano il tempo che trovano.
    E’ stato condannato per evasione, tre volte. Deve sedere in senato un uomo così ?
    Per questo pensiero mi dovrei sentire un partigiano fazioso ? Va bene. Lo sono .

  7. Bisogna considerare che l’altro mese per essere stata fissata l’udienza in Cassazione al 30/7, pretendevano “la sospensione del Parlamento per 3 giorni”. Oggi cercano di aggrapparsi a qualsiasi appiglio pur di non far decidere la presa d’atto di una sentenza passata in giudicato. La logica interpretazione della Legge Severino è quella che non può essere candidabile ed elegibile chi è stato condannato per reati di evasione fiscale. Punto e basta. Lui ha diritto di difendersi come prescrive la Costituzione, ma non può esercitare inammissibili ricatti alle forze Politiche e al Governo. Stiamo attenti a non dare neppure l’impressione di essere disponibili a giochi di rinvio, perchè sarebbe un grandissimo favore a Grillo e a coloro che voglino sfasciare le nostre Istituzioni.

  8. E’ giusto che vegano diradati tutti i possibili dubbi di natura giuridica riguardanti il caso in questione in modo da non far passare il Sen. B. come vittima sacrificale come si vorrebbe da parte dei suoi sostenitori. Non c’è dubbio che il PL stia cercando tutti gli appigli , anche ricattatori, per strappare il suo “capo” alla giusta sanzione che gli è stata comminata in via definitiva , noi dobbiamo dare una risposta netta e seria nel rispetto della legge e questo , per me, significa votare la decadenza di Berlusconi da Senatore e la sua futura ineleggibilità, dopo aver ovviamente verificato se esistono le motivazioni giuridiche per andare ad un pronunciamento della Corte Costituzionale in merito al caso proposto.

Lascia un commento