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Opinioni e commenti
 

L’ombra del gas nervino in Siria: l’opposizione accusa le forze di Assad
Pubblicato il 21-08-2013


Siria-gas nervinoAttivisti siriani dell’opposizione hanno accusato le forze fedeli al presidente Bashar al-Assad di aver lanciato un attacco con il gas nervino sui quartieri ribelli vicini alla periferia della capitale Damasco provocando più di 200 vittime. Secondo gli attivisti, i militari dell’esercito siriano avrebbero impiegato dei razzi le cui testate erano caricate con agenti chimici colpendo i quartieri periferici di Ain Tarma, Zamalka e Jobar nella regione di Ghouta.

SEGNI DI NERVINO – Secondo fonti mediche operanti nella zona di Douma, dove ha sede un centro di raccolta per trattare feriti e far fronte alle emergenze mediche, il bilancio delle vittime dell’attacco sarebbe di 213 vittime, molte delle quali donne e bambini. I medici riferiscono di aver visto cadaveri con le pupille dilatate, gli arti freddi e schiuma in bocca: secondo i sanitari si tratterebbe di sintomi tipici delle vittime di gas nervino. Una foto presumibilmente scattata da attivisti a Douma ha mostrato i corpi di almeno 16 bambini e tre adulti, uno con indosso una mimetica, stesi sul pavimento di una stanza in una struttura di raccolta dei corpi.

L’ONU A DAMASCO – Il presunto attacco con il nervino è avvenuto proprio mentre è in corso la visita a Damasco di una squadra addetta al monitoraggio sull’uso di armi chimiche delle Nazioni Unite con il compito di indagare sul possibile utilizzo di agenti chimici in Siria. Il governo ha negato la tesi dei militanti in un messaggio diffuso tramite la televisione di Stato dove  un “testimone” avrebbe affermato che non ci sarebbe alcun riscontro alle accuse sostenendo che queste rientrano in una campagna orchestrata dagli oppositori per distrarre la squadra di esperti delle Nazioni Unite dalla loro missione.

CHI USA IL SARIN? – Gli Stati Uniti e I paesi europei dicono di credere che il governo di Assad abbia usato gas velenosi in passato, tra cui l’agente Sarin. Washington ha definito proprio il presunto impiego di agenti chimici da parte delle forze fedeli ad Assad come sufficiente giustificazione all’aiuto militare internazionale per i ribelli. In realtà, lo scorso maggio, in un’intervista alla televisione svizzera, Carla Del Ponte, membro della commissione di verifica sull’uso delle armi chimiche delle Nazioni Unite, aveva detto che, durante le investigazioni, era emersa la possibilità che fossero proprio i ribelli ad aver impiegato armi chimiche.

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