martedì, 22 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

NAPOLITANO METTE A TACERE FALCHI E DISSIDENTI: “SCIOGLIMENTO DELLE CAMERE IMPRATICABILE”. E INDICA UNA VIA D’USCITA A BERLUSCONI
Pubblicato il 14-08-2013


Napolitano Berlusconi

L’equilibrio di Giorgio Napolitano spegne gli ardori dei falchi del Pdl e le speranze degli anti-largheinteisti del Pd. Il messaggio del capo dello Stato mette al centro di ogni progetto o procedura la vita del governo, con il chiaro monito, a chiunque avesse pensato di staccare la spina ad una legislatura troppo importante per l’inquilino del Colle, di reprimere i bollenti spiriti. Niente elezioni, dunque: ipotesi come lo scioglimento delle Camere sono infatti “arbitrarie e impraticabili” per il Quirinale.

A TESTA BASSA SULLE RIFORME  Napolitano scrive che solo una è la preoccupazione “comune alla stragrande maggioranza degli italiani, è lo sviluppo di un’azione di governo che, con l’attivo e qualificato sostegno del Parlamento, guidi il paese sulla via di un deciso rilancio dell’economia e dell’occupazione”. Per questo “essenziale è procedere con decisione lungo la strada intrapresa, anche sul terreno delle riforme istituzionali e della rapida (nei suoi aspetti più urgenti) revisione della legge elettorale”.

IL CASO BERLUSCONI PRESO DI PETTO – Il presidente della Repubblica non “nasconde”, inoltre, “i rischi che possono nascere dalle tensioni politiche insorte a seguito della sentenza definitiva di condanna pronunciata dalla Corte di Cassazione nei confronti di Silvio Berlusconi”, ma pur riconoscendo che “è legittimo che si manifestino riserve e dissensi rispetto alle conclusioni cui è giunta la Corte di Cassazione” ed è “comprensibile che emergano – soprattutto nell’area del Pdl – turbamento e preoccupazione per la condanna a una pena detentiva di personalità che ha guidato il governo (fatto peraltro già accaduto in un non lontano passato) e che è per di più rimasto leader incontrastato di una formazione politica di innegabile importanza”, ammonisce: “Non è accettabile che vengano ventilate forme di ritorsione ai danni del funzionamento delle istituzioni democratiche”. Chiaro messaggio a chi minacciava l’Aventino o, peggio ancora, le dimissioni in massa dal Parlamento.

IL “COLPO”… DI GRAZIA – Così come chiaro è l’assist a Berlusconi per evitare la detenzione (“la normativa vigente esclude che debba espiare in carcere la pena detentiva”) e, soprattutto, mantenere la sua agibilità politica. “La grazia o la commutazione della pena può essere concessa dal presidente della Repubblica anche in assenza di domanda. Ma – specifica Napolitano – nell’esercizio di quel potere, il capo dello Stato non può prescindere da specifiche norme di legge, né dalla giurisprudenza e dalle consuetudini costituzionali nonché dalla prassi seguita in precedenza. E negli ultimi anni, nel considerare, accogliere o lasciar cadere sollecitazioni per provvedimenti di grazia, si è sempre ritenuta essenziale la presentazione di una domanda”. Insomma, se il Cav chiede la grazia, quasi certamente non gli verrà negata.

ANCHE IL PD ABBASSI I TONI – Infine, nel messaggio del Quirinale c’è un richiamo palese anche al Pd perché abbassi i toni. Soprattutto sulla riforma della giustizia. “Mentre toccherà a Silvio Berlusconi e al suo partito decidere circa l’ulteriore svolgimento, nei modi che risulteranno legittimamente possibili, della funzione di guida finora a lui attribuita, preminente per tutti dovrà essere la considerazione della prospettiva di cui l’Italia ha bisogno. Una prospettiva di serenità e di coesione – conclude Napolitano -, per poter affrontare problemi di fondo dello Stato e della società, compresi quelli di riforma della giustizia da tempo all’ordine del giorno”.

Dario Borriello

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