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Opinioni e commenti
 

Passa alla Camera con 317 voti il decreto «svuota carceri»
Pubblicato il 06-08-2013


carceri-sovraffollamentoE’ stata definita «una vera e propria riforma strutturale». Con 317 voti favorevoli e 106 contrari la Camera ha approvato il cosiddetto decreto «svuota carceri» che, ora, dovrà andare all’esame del Senato dove e’ prevista l’approvazione in via definitiva entro la settimana. Il testo prevede una serie di misure tra cui sconti di pena anticipati, benefici ai recidivi, percorsi ad hoc per il recupero post detenzione. Per Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia a Montecitorio, la norma sarà capace di «incidere sostanzialmente e positivamente sull’ordinamento penitenziario, con misure significative non solo per fronteggiare l’emergenza del sovraffollamento ma anche per rifondare l’idea di una pena più umana ma non per questo meno rigorosa e certa».

GLI OPPOSITORI – Ma, nonostante l’appoggio trasversale ricevuto dal decreto, non sono mancati gli oppositori, tra i quali Fratelli d’Italia, M5S e Lega. Proprio il segretario federale della Lega Nord, Roberto Maroni, ha tuonato dal suo account Facebook: «La Lega dà battaglia in Parlamento contro lo svuotacarceri che fa uscire di galera migliaia di delinquenti. Ennesima porcata Pd-Pdl». Maronita poi assicurato che «al Senato la Lega Nord farà guerra totale contro questo gentile regalo fatto ai delinquenti da Pd-Pdl».

LE MISURE – Le misure previste dal decreto riguardano 6 punti in particolare: sconti di pena, interventi sulla carcerazione preventiva, benefici per i recidivi, recupero post-pena, lavoro esterno e infrastrutture carcerarie. Per quanto riguarda gli sconti di pena il decreto prevede che quando la pena residua da espiare non supera i 3 e i 6 per reati legati alla tossicodipendenza, si sospende l’esecuzione della pena applicando se possibile la libertà anticipata. In altri termini, le detrazioni di pena (45 giorni per ogni semestre) sono conteggiate anticipatamente così da limitare il ritorno in carcere per brevi periodi di detenzione. La misura non si applica a chi già si trova in carcere e ai condannati per i delitti gravi e per alcuni specifici reati (furto in abitazione e con strappo, maltrattamenti in famiglia, stalking e incendi boschivi). La custodia cautelare in carcere, invece, potrà essere disposta solo per i delitti per i quali è prevista la reclusione non inferiore nel massimo a 5 anni. Per evitare che tale soglia ne comporti l’esclusione, una specifica deroga è stata prevista per il finanziamento illecito dei partiti, mentre per il reato di stalking è stata aumentata la pena a 5 anni. Infine, il decreto estende le prestazioni di lavoro dei detenuti autorizzando la partecipazione a titolo gratuito e volontario a progetti di pubblica utilità presso lo Stato, enti locali e organizzazioni di assistenza sociale e sanitaria. Per quanto riguarda il reinserimento lavorativo post-pena, il decreto amplia il periodo successivo alla detenzione quanto agli sgravi contributivi in caso di assunzione in cooperative sociali. E’ anche previsto un credito d’imposta alle imprese che assumono detenuti.

LE CARCERIE un capitolo e’ dedicato al nodo dolente delle infrastrutture. Il decreto stabilisce una proroga per le funzioni del commissario straordinario fino al 31 dicembre 2014. Ampliate anche le sue competenze in materia di programmazione, manutenzione, utilizzo e ristrutturazione di immobili dimessi. Sono comunque esclusi dalle funzioni del Commissario eventuali poteri derogatori del Codice degli appalti. L’idea e’ quella di stabilire un coordinamento più incisivo tra i ministeri della Giustizia e delle Infrastrutture e il Parlamento. È prevista una relazione semestrale alle commissioni competenti.

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