martedì, 17 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

PDL, LA LOTTA TRA FALCHI E COLOMBE INDEBOLISCE LA LEADERSHIP DI BERLUSCONI
Pubblicato il 07-08-2013


Berlusconi

 

Mentre sulle agenzie si è aperta la “caccia all’uomo” per l’intervista dal magistrato Antonio Esposito al “Mattino”, nel Pdl si sta giocando una partita interna silenziosa per il dopo Berlusconi. Il nuovo collante utilizzato da falchi e colombe per guadagnare una tregua di qualche ora è il colloquio del presidente della sezione feriale della Cassazione (quella che ha condannato il leader della destra in via definitiva) con il quotidiano partenopeo, nella quale, a detta dei seguaci di Silvio, avrebbe anticipato le motivazioni della sentenza. Brunetta, Schifani, Cicchitto, Carfagna, Quagliariello, Costa, Bondi, le immancabili Santanché e Biancofiore, tutti hanno approfittato dell’inaspettato assist dell’ermellino per dimostrare al Capo la propria fedeltà. E in questo momento occasioni del genere valgono oro, perché negli ambienti pidiellini già da qualche settimana si stilano liste su liste sugli “affidabili” e i “possibili traditori”.

LA PREOCCUPAZIONE DEGLI ONOREVOLI DEL PDL – Berlusconi ha altro per la testa, questo è noto e giustificabile, ma molti dei suoi sono più preoccupati del proprio destino che di quello del Capo, soprattutto se il loro mentore dovesse essere costretto a ritirarsi (temporaneamente o in maniera definitiva) a vita privata. E di sicuro stanno spendendo molto più tempo a cercare nuovi possibili approdi, piuttosto che a difendere l’esistente. Sono soprattutto i politici di formazione democristiana a non dormire sonni tranquilli in questi giorni. Difficilmente esternano in pubblico le loro paure, anzi si guardano sempre attorno prima di aprire bocca, ma nel caldo ventre dell’anonimato si lasciando andare a lunghi sfoghi e, magari, lanciano anche messaggi in codice a orecchie che hanno modo di decriptarli. La preoccupazione principale è quella di rimanere impelagati nelle vicende personali del loro attuale leader, estremamente lontane dalla loro cultura, dopo essere “scampati” alla bufera della disintegrazione della Dc. Qualcuno addirittura prova ad assolvere la magistratura: “Ha un modo di vivere talmente ‘sui generis’ che difficilmente non trovi qualcosa per cui attaccarlo”, salvo poi correggere il tiro per paura di essere riconoscibile “anche se con lui stanno veramente esagerando”.

PERCHE’ MARINA BERLUSCONI – La lotta tra falchi e colombe comunque riguarda tutti, gli ex democristiani come gli ex socialisti, gli ex radicali come gli ex liberali. Questo continuo braccio di ferro in passato ha favorito le scelte di Berlusconi (dividi et impera…), ma adesso si sta trasformando in una lotta di sopravvivenza che va oltre il Cavaliere. Anzi, molto probabilmente ne accelera il processo di successione. Ecco perché più volte è spuntato fuori il nome di Marina Berlusconi come nuovo leader del centrodestra: come deterrente per evitare che nel duello volasse qualche colpo mortale per la carriera di Silvio. Ma difficilmente la figlia saprà tenere a bada gli umori e gli ardori delle due fazioni come ci è riuscito il padre. La sua formazione tecnica non ha previsto l’esperienza paterna di avere a che fare con la politica prima di entrarci direttamente, e questo favorirebbe i “vecchi volponi” del sistema, cui per forza di cose la primogenita di Berlusconi dovrebbe rivolgersi agli inizi di un’eventuale nuova carriera per districarsi nel mare magnum di leggi, gabinetti, regole, regolamenti e cerimoniali. Perché quando il Cav parla di professionisti della politica sa bene di cosa parla. In casa ne ha parecchi. Gli stessi che oggi cercano di dividersi l’eredità (sempre politica, chiaramente) del leader, mentre il leader è ancora impegnato nella sua personale lotta per la sopravvivenza.

Dario Borriello

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