venerdì, 22 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

PROCESSO MEDIASET: ARRIVA LA SENTENZA CHE CAMBIERA’ IL DESTINO DEL CAVALIERE E DEL GOVERNO
Pubblicato il 01-08-2013


Berlusconi-Mediaset

Cinque ore di arringa quasi senza mai prendere fiato. Due avvocati, un principe del foro e un professionista che segue il proprio cliente da anni. Centinaia di telecamere puntate per intere giornate sul palazzo della Cassazione. Fiumi di inchiostro sui giornali e decine di trasmissioni tv per parlare di un processo che rischia di sconquassare l’intero assetto istituzionale italiano. Purtroppo non è la trama di un romanzo giallo, né la sceneggiatura di un film: è il caso Berlusconi.

LE TRE SENTENZE POSSIBILI – Oggi finalmente si scriverà l’epilogo di una vicenda che sta tenendo sulle spine il governo e l’intero Parlamento, con la conclusione dello speach dell’avvocato Coppi e la chiusura delle porte alle spalle del collegio giudicante della sezione feriale di Piazza Cavour, che si riunirà in camera di consiglio dalle 12 per prendere una decisione sulle sorti del Cavaliere, che aspetterà nella sua residenza romana con i figli Marina e Piersilvio e la fidanzata Francesca. Le strade sono tre: conferma della condanna a 4 anni di reclusione e 5 di interdizione dai pubblici uffici, assoluzione dell’imputato o rinvio del processo all’appello con sospensione di tutte le pene. In un modo o nell’altro, insomma, questa storia si chiuderà. E come sempre accade, ne aprirà di nuove, stavolta nel confuso mondo della politica di casa nostra. Perché la situazione che si è creata a causa dell’attesa del pronunciamento degli ermellini, oltre a produrre il rallentamento di qualsiasi tipo di programmazione della strana maggioranza, ormai ha assunto contorni paradossali.

ATTENDISTI VS ATTIVISTI – Ieri, ad esempio, dopo due giorni di silenzio, gli uomini del Pdl si sono mostrati sereni e fiduciosi sul buon esito del dibattimento in Cassazione. Sono quasi tutti sicuri che il loro leader verrà assolto “perché non ci sono prove che abbia commesso il reato”, e sfoggiano sorrisi talmente rassicuranti da sembrare sinceri. Pochi altri, invece, come l’ex governatore del Veneto Giancarlo Galan, uno che pure non perde mai l’ottimismo, preferiscono essere prudenti per evitare delusioni cocenti. Anche i cosiddetti falchi si dividono in attendisti, come il capogruppo alla Camera Renato Brunetta (senza cravatta per la prima volta dall’inizio della legislatura), che usa la filosofia “Dopo Berlusconi c’è solo Berlusconi”, e attivisti, come Daniela Santanché, la quale convoca una manifestazione a Palazzo Grazioli per le 17 ma soltanto mezz’ora più tardi è costretta ad annullarla senza fornire grandi spiegazioni. Tanto che qualche maligno detrattore della Pitonessa si lascia scappare un sorrisetto sotto baffo immaginando che l’ordine sia arrivato direttamente dal quartier generale del Capo, su espressa richiesta dei legali del Cav.

LA PAROLA AI GIUDICI – Se Sparta piange, Atene di certo non se la ride. Perché nel Pd sono davvero in pochi a potersi dire realmente sereni qualunque sarà la decisione dei giudici. Lettiani, franceschiniani e bersaniani, invece, fibrillano al pensiero di ciò che potrebbe accadere al governo in caso di conferma della condanna di Berlusconi. La legge impone, infatti, che sia il Senato a dover decidere la decadenza di Silvio dallo scranno di Palazzo Madama, e lì saranno decisivi i voti di un Partito democratico ingessato dalla paura di bruciare il suo premier e la voglia di non scontentare ancora il proprio elettorato.

B-DAY – Comunque vada, quella di oggi sarà una giornata decisiva per le sorti del Paese. Il B-day in Cassazione può scrivere una nuova pagina di giurisprudenza o aprire un baratro dal quale parecchi esponenti dell’attuale panorama politico, da destra a sinistra, potrebbero essere risucchiati per sempre.

Dario Borriello

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