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Opinioni e commenti
 

Siria, Ban Ki-moon: «L’uso di armi chimiche viola il diritto internazionale»
Pubblicato il 23-08-2013


BAN KI MOONSe sarà accertato l’uso di armi chimiche in Siria, questo rappresenterebbe «un crimine contro l’umanità» che avrebbe «gravi conseguenze». Questo il monito lanciato da Ban Ki-moon, segretario generale dell’Onu da Seoul, in Corea del Sud, ove si trova in visita. A denunciare l’eventuale utilizzo di gas nervino sui civili da parte del regime di Assad sono stati i ribelli siriani. L’accusa è stata respinta con indignazione dal regime, che ha denunciato un «complotto» per influenzare gli ispettori. Prudenza da parte della Russia secondo cui «serve un’inchiesta imparziale».

BAN KI-MOON: USO ARMI CHIMICHE É VIOLAZIONE DIRITTO INTERNAZIONALE –  A convocare ieri d’urgenza il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni unite è stata la denuncia da parte dell’opposizione siriana, secondo cui il regime di Damasco avrebbe utilizzato gas tossici, uccidendo circa 1.300 persone, tra cui donne e bambini. «Qualsiasi utilizzo di armi chimiche, e qualunque siano le circostanze, violerebbe il diritto internazionale. Un tale crimine contro l’umanità avrebbe gravi conseguenze per chi lo ha perpetrato» ha dichiarato Ban Ki-moon. «È una sfida grave per la comunità internazionale nella sua totalità, e l’umanità che abbiamo in comune, e altrettanto che ciò sia avvenuto mentre la missione di esperti dell’Onu si trovava nel Paese» ha poi aggiunto il segretario generale dell’Onu.

UE: INCHIESTA IMMEDIATA E APPROFONDITA – Nel frattempo l’Unione europea ha chiesto un’«inchiesta immediata e approfondita» sul presunto uso di armi chimiche in Siria, che se confermato sarebbe «inaccettabile». Inoltre, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti – e anche Arabia Saudita – si sono uniti ad altri membri del consiglio di Sicurezza delle Nazioni unite nel chiedere una riunione urgente dei Quindici in merito a queste stesse notizie. La riunione è stata convocata dopo le 15 a New York (le ore 21 italiane).

LA CAUTELA DELLA RUSSIA Di altro avviso è la Russia, che ha parlato di «una provocazione pianificata in anticipo», chiedendo comunque «un’indagine imparziale sull’accaduto». Il portavoce del ministero degli Esteri russo, Aleksander Lukashevich, ha detto che «non è apparentemente una coincidenza» che notizie analoghe siano state lanciate anche nei giorni scorsi, citando alcune fonti dell’opposizione, senza però che poi fossero confermate. Ora «Mosca pensa che sia importante tenere un’indagine obiettiva e professionale sulla vicenda» ha concluso il responsabile degli esteri della Federazione russa.

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