giovedì, 23 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

SIRIA, CONTO ALLA ROVESCIA PER L’ATTACCO LAMPO. BONINO: “IL NOSTRO INTERVENTO NON E’ AUTOMATICO ANCHE CON OK DELL’ONU”
Pubblicato il 28-08-2013


Siria, due anni di conflittoSembra essere tutto pronto per l’attacco lampo previsto e preparato dagli Usa, con l’appoggio da parte della Gran Bretagna, contro la Siria. Così come sembrano pronte le prove – raccolte ed esaminate dall’intelligence statunitense – sul coinvolgimento del regime di Bashar al-Assad nell’uso di armi chimiche durante il conflitto siriano. Secondo le ultime notizie dei quotidiani statunitensi, che citano fonti dell’amministrazione Obama, l’aggressione sarà di massimo tre giorni e andrà a colpire specifici siti strategici. Sul fronte italiano, questa volta – a differenza dell’immediato appoggio nell’aggressione militare alla regione serba del Kosovo nella primavera del 1999 – non è affatto scontato che l’Italia offrirà le sue basi militari nell’attacco statunitense contro la Siria, anche nell’ipotesi di un via libera da parte dell’Onu.

L’ATTACCO LAMPO – Secondo indiscrezioni, l’attacco miliare lampo da parte degli Usa dovrebbe iniziare a partire da domani, e durare 48, al massimo 72 ore. Il piano di aggressione consisterebbe soprattutto nel lancio di missili da crociera “Tomahalk block III” (1,5 milioni di dollari il costo unitario) e in incursioni mirate, finalizzate a “punire” il presunto utilizzo di armi chimiche da parte delle forze armate siriane durante il conflitto. Ad oggi è certo che gli statunitensi nella zona hanno già posizionato quattro navi lanciamissili.

I PAESI A FAVORE DELL’INTERVENTO – Oltre alla Francia – che si è schierata al fianco di Usa e Inghilterra – anche i Paesi del Golfo insistono perchè si concretizzi un intervento militare contro il presidente siriano; inoltre la Turchia è sempre più intenzionata a partecipare nell’operazione armata per “punire” Assad. Interventisti si sono dichiarati anche i governanti dell’Arabia Saudita e del Qatar.

LE NAZIONI FERMAMENTE CONTRARIE – Da giorni Mosca e Teheran invitano a rispettare il diritto internazionale, ammonendo sulle “conseguenze catastrofiche” che comporterebbe un’azione armata senza il via libera del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, che conta sul veto certo da parte della Russia.

BONINO E MAURO: NON È AUTOMATICO L’APPOGGIO ITALIANO – Qualora arrivasse il placet da parte delle Nazioni unite sull’intervento militare nella Repubblica araba non si innescherebbe “nessun automatismo”, ma si farebbe spazio uno “scenario di legalità unireinternazionale ad oggi totalmente inesistente”, che aprirebbe la strada ad un “serio dibattito in Parlamento”. A dichiararlo è stato il ministro degli Esteri, Emma Bonino. Dello stesso avviso è Mario Mauro, ministro della Difesa: «Siamo in Libano, in Libia, in Kosovo, in Afghanistan… Potremmo condividere la risoluzione, ma i nostri militari sono già fortemente impegnati in altri scenari – ha detto il ministro -. Insomma non ci sono spazi perché l’Italia prenda parte attivamente a una nuova azione militare».

Silvia Sequi

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