martedì, 19 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Siria: si allontana un possibile intervento. Il mondo attende il responso degli ispettori Onu
Pubblicato il 29-08-2013


ispettori onuMentre il mondo è con il fiato sospeso per il destino della Siria, l’ipotesi di un intervento armato nel paese dilaniato dalla guerra civile sembra slittare, almeno per il momento. La Gran Bretagna di David Cameron, infatti, che in un primo momento si era allineata totalmente con la linea dell’Amministrazione Usa, fa un passo indietro e ammorbidisce le sue posizioni strizzando l’occhio alla Germania. Secondo il premier britannico, infatti, l’eventuale attacco contro la Siria non potrà non essere vincolato dalla relazione degli ispettori delle Nazioni Unite in missione, proprio in queste ore, a Damasco per verificare l’eventuale uso di armi chimiche da parte del regime del presidente Bashar al Assad, lo scorso 21 agosto.

USA, NUDI ALLA META? – E, mentre gli Usa sembrano determinati a seguire sulla strada dell’intervento in Siria senza attendere una risoluzione delle Nazioni Unite, già si contano i voti in seno al Consiglio di Sicurezza. Alla Russia – storico alleato di Assad e fermamente contraria all’azione militare – si somma, infatti, anche la Cina nell’opporre il veto alla bozza di risoluzione presentata dalla Gran Bretagna. Proprio di fronte a questo scenario Marie Harf, viceportavoce del dipartimento di Stato americano, alza il tiro facendo riferimento ad una possibile azione senza l’avallo di una risoluzione delle Nazioni Unite, come avvenne per l’Iraq: «La nostra risposta non può essere ritardata a causa dell’intransigenza continua della Russia alle Nazioni Unite e, francamente, la situazione è così grave che esige una risposta», ha detto Harf.

LA MORBIDA EUROPA – Più morbida la posizione che viene dall’Europa con il cancelliere tedesco Angela Merkel, inizialmente mostratasi restia a qualsiasi tipo di azione di forza, che ha riconosciuto che il regime siriano non può non rispondere di eventuali crimini commessi, invocando una risoluzione Onu. Il ministro degli Esteri italiano, Emma Bonino, già ieri aveva fatto ancora un passo indietro rispetto alla posizione espressa nei giorni scorsi in cui aveva parlato di sostegno ad una azione militare solo in caso di avallo da parte delle Nazioni Unite: Bonino ha, infatti, sottolineato che anche con il benestare dell’Onu dovrà essere il Parlamento a decidere e non il governo da solo. Il ministro si e’ comunque detta contraria all’opzione militare. E come se non bastasse il ministro della Difesa, su un piano più pragmatico, ha sollevato perplessità circa la disponibilità di uomini e mezzi italiani al momento già impegnati su altri fronti.

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