martedì, 26 settembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Speranza per Domenico Quirico, il giornalista italiano rapito in Siria: non e’ nelle mani di Al Qaeda
Pubblicato il 10-08-2013


Domenico Quirìco Il giornalista italiano Domenico Quirico, preso in ostaggio lo scorso  9 aprile in Siria, sarebbe nelle mani di un gruppo di “predoni” e non di militanti di Al Qaeda. A riferirlo di fronte al Copasir sono i nostri Servizi che, per bocca del direttore del Dipartimento informazioni e sicurezza (Dis), Giampiero Massolo, hanno espresso “cauto ottimismo” rispetto ai possibili sviluppi del caso Quirico. Più difficile, invece, la situazione dell’altro connazionale rapito in Siria, padre Dall’Oglio, che sarebbe, invece, nelle mani di terroristi islamici.  

TRATTATIVE IN CORSO – Secondo quanto fanno sapere i nostri Servizi sarebbero gia’ in corso trattative per la liberazione dell’inviato del quotidiano La Stampa, e che i sequestratori non sembrano avere interesse a inasprire la situazione attuale. Lo stesso ministro degli Esteri, Emma Bonino, lo scorso 6 agosto, dopo una telefonata del giornalista alla moglie, aveva lasciato intendere che gli spazi per la trattativa sono aperti. Il capo della diplomazia italiana  si era detto “speranzoso” ribadendo l’esistenza di un canale di negoziazione e di “contatti” ”che si interrompono e riprendono”.

AL QAEDA – Per quanto riguarda, invece, Padre Dall’Oglio, i Servizi hanno la certezza che sia nelle mani di una componente locale di Al Qaeda denominata “Emirato di Tal al Abiad”: i combattenti islamici avrebbero sequestro Dall’Oglio per ostacolare l’attività che il religioso stava svolgendo in Siria. La nostra intelligence sta lavorando in collaborazione con i servizi alleati e con gli 007 siriani per stabilire un contatto con il gruppo.

PADRE DALL’OGLIO MEDIATORE DI PACE – L’ultimo “contatto” con il religioso risale al 27 luglio scorso, quando il gesuita inviò dalla città di Raqqa, nel nord della Siria, una mail alla famiglia. Il rapimento sarebbe avvenuto durante uno spostamento del religioso verso una località sconosciuta lungo il fiume Eufrate. Secondo quanto riferito da alcuni attivisti che avrebbero accompagnato il gesuita in Siria dalla Turchia, dall’Oglio era in viaggio per portare avanti le trattative per il rilascio di alcuni ostaggi e una tregua nei combattimenti in corso da settimane tra jihadisti e milizie kurde. Nella zona in cui e’ avvenuto il sequestro Dell’Oglio avrebbe dovuto incontrare Abu Bakr al-Baghdadi, capo dello Stato islamico in Iraq e nel Levante, l’organizzazione di Al Qaida a cui è collegato il Fronte al-Nusra, principale forza jihadista combattente che si oppone al regime del presidente siriano Bashar al Assad.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento