Reggio Emilia, il concerto di Griminelli chiude la festa “Sport è ambiente”

Griminelli-Reggio EmiliaNon poteva mancare una conclusione musicale di alto livello al termine della prima festa dello sport intitolata “Sport è ambiente, vivi nei parchi della città”. Dopo gare sportive, iniziative ambientali, danze, mostre, interventi sono-sanitari, dopo il convegno di venerdì con autorevoli esponenti del mondo sportivo e ambientalistico, dopo la premiazione dei volontari dello sport e dell’ambiente, in una domenica tormentata dal maltempo si sono ugualmente disputate le gare di ciclismo e di podismo. E a sera, nella suggestiva cornice della chiesa di San Domenico, gremita da oltre 500 persone, si è assistito al grande concerto del flautista reggiano Andrea Griminelli accompagnato al pianoforte della giovane e valente Irene Veneziano. Continua a leggere

Il capo ordinò e i seguaci obbedirono

Suicidio di massa

Il capo dette l’ordine e i suoi adepti lo eseguirono. Suicidatevi! Era il 19 novembre del 1978 quando il reverendo Jones ordinò ai coloni di Jamestown, la città fondata in Guyana dai seguaci della setta del “Tempio del Popolo” di ingerire del cianuro mettendo così fine alla vita di più di 900 persone. Una metafora di quanto accade oggi ad un altro “Popolo”, quello “delle Libertà”. «A me sembra che ci sia lo spazio per fare un paragone tra quanto succede nel Pdl e le sette in cui il capo decide di suicidarsi trascinando con sé tutti gli adepti», dice all’Avanti! Gaetano Pecorella, giurista, ex esponente del Pdl e uno degli avvocarti di Berlusconi. Continua a leggere

Toscana 2013. Nencini: «Organizzazione formidabile e bella partecipazione»

Mondiali ciclismo FirenzeA salire sul podio, non è solo il vincitore portoghese Rui Costa, ma anche la manifestazione stessa: il campionato mondiale di ciclismo, conclusosi ieri in Toscana, ha infatti rappresentato uno tra i principali eventi, secondo solo alle Olimpiadi e ai mondiali di calcio. A testimoniarlo sono i numeri che, con chiarezza e precisione, raccontano una manifestazione da record: quasi ottomila gli accreditati a diverso titolo da 113 Paesi differenti. Alle premiazioni ha partecipato anche Riccardo Nencini, leader socialista, già presidente del Comitato istituzionale, quello promotore che, in seguito all’elezione al Senato ha ricevuto la nomina di presidente d’Onore del mondiale di ciclismo. Avanti! ne ha parlato con lo stesso segretario del Psi, nonché presidente onorario della Federazione ciclistica toscana. Continua a leggere

I diversamente berlusconiani

I cinque sono sull’orlo di una scissione. I cinque non scherzano. Non se la vogliono sentir raccontare. Men che meno da quel Sallusti, direttore del berlusconiano Giornale e che nel 1994 era dipendente di quell’organo “dal quale partì l’informazione sull’avviso di garanzia a Berlusconi”. Volano piatti e bicchieri. Sallusti paragona i cinque a Fini, e loro avvisano che lui non troverà case a Montecarlo. Lui vuole la crocifissione dei dissidenti? E loro parlano di un nuovo metodo Boffo. Quando si arriva a un tal linguaggio difficile pensare che tutto possa tornare come prima. Tanto più che almeno due dei cinque, e cioè la Lorenzin e Quagliariello hanno pubblicamente annunciato che non aderiranno a Forza Italia. Dunque se non è scissione che altro è? Resta da vedere come voteranno costoro in sede di fiducia al governo. I diversamente berlusconiani non potranno che diventare dissidenti e basta. Quanti sono? Forse quel che basta per salvare il governo. A meno che Berlusconi non ci ripensi ancora. A quel punto sarebbe interessante leggere l’articolo di Sallusti e le dichiarazioni della sua Saltanchè…

Serie A: Roma, 6 la regina del campionato

Bologna-Roma-5-0Nessuno, forse nemmeno il più ottimista dei tifosi romanisti, poteva aspettarsi un inizio di stagione simile. La Roma infatti, dopo le prime sei giornate di serie A, si trova in testa alla classifica del campionato a punteggio pieno. Merito dell’allenatore francese Rudi Garcia, accolto con un po’ di scetticismo dalla piazza giallorossa, e dal gruppo di giocatori, che in estate si è ricompattato dopo l’umiliazione subita dai cugini laziali in Coppa Italia e dopo le illustre cessioni di Marquinhos, Osvaldo e Lamela. Proprio queste partenze non erano state accolte bene dai tifosi, che si aspettavano qualcosa in più dal calciomercato alla luce degli ultimi due anni molto deludenti. Invece il direttore sportivo Sabatini non ha sbagliato un colpo, dando esperienza alla difesa con gli acquisti di De Sanctis, Maicon e Benatia, trovando un grande mediano come Strootman e regalando all’allenatore due micidiali esterni d’attacco, ossia Gervinho e Ljajic. E poi c’è Totti (che ha recentemente prolungato il contratto fino al 2016) che, nonostante i 37 anni suonati, corre ancora un ragazzino ed è il vero leader di questa squadra. Nell’ultimo turno di campionato, la Roma ha strapazzato il Bologna per 5-0 regalando una serata magica all’Olimpico. E’ tuttavia presto parlare di scudetto, ma la tanto attesa svolta è arrivata. Continua a leggere

Austria, di nuovo governo di coalizione. Crescono destra e astensionismo

Werner FaymannCi risiamo, in Austria si riconferma la grande coalizione, larghe e lunghe intese al potere quasi ininterrottamente dal 1945.
I socialdemocratici del cancelliere Werner Faymann (Spoe) sono arrivati al 27,1%, i popolari (Oevp) del vice-cancelliere Michael Spindelegger al 23,81%, con un calo per le due formazioni pari al 2,2% rispetto alle elezioni del 2008, in recupero la Fpoe , il partito di estrema destra, guidato fino al 2005 da Joerg Haider che porta a casa il 21,4%, dei voti con un aumento del 3,9%, trend positivo anche per i Verdi all’11,46%, rimane fuori la Bzoe (Lega per il futuro dell’Austria, fondata da Haider nel 2005 dopo una scissione dalla Fpoe) che si ferma al 3,6%, sotto lo sbarramento del 4%, e non entra pertanto in Parlamento.
La preoccupazione era tutta sull’ affluenza elettorale, tanto da spingere Barbara Prammer (Spoe) Presidenta del Nationalrat dalle pagine del suo sito a invitare gli autriaci a recarsi alle urne: “Investite una parte del vostro tempo, andate a votare, andate a decidere per voi, non lasciate che siano gli altri a farlo. Democrazia, libertà ed uguaglianza non posso essere date per scontate, per portarle avanti devono essere vissute e difese”. “Vai a votare per decidere” si legge ancora sulla facciata del Parlamento, uno striscione voluto dalla presidenza, ma rimasto inascoltato perché su oltre 6,3 milioni di aventi diritto, l’affluenza è stata del 65,91%, rispetto al 78,81% nel 2008.

Nel corso degli anni la grande coalizione si è fatta sempre più piccola; in seggi sui 183 in tutto del Consiglio Nazionale, la grande coalizione può contarne 99, 53 la Spoe e 46 la Oevp. Larghe intese che da qualche tempo iniziano a farsi strette anche se nelle prime dichiarazioni a caldo, Faymann il candidato cancelliere dei socialdemocratici ha detto che avvierà colloqui con la Oevp in vista di una riedizione della grande coalizione e prevede che saranno “costruttivi”. Spindelegger non si è sbilanciato e non ha escluso una collaborazione anche con altri partiti.
La coalizione di socialdemocratici e conservatori che governa attualmente in Austria vincendo le elezioni politiche con un consenso che gli consentirà di tenere fuori l’estrema destra dalla stanza dei bottoni, placa le paure emerse nelle scorse settimane quando i sondaggi davano l’estrema destra tra i partiti di maggioranza.
In sofferenza, ma la coalizione ha “tenuto botta” anche questa volta, anche qui come in Norvegia poche settimane fa, avanza la destra xenofoba e antieuropeista, a conferma che tuttavia il nazionalismo ed il populismo continuano ad avere grande presa in un periodo economicamente e politicamente preoccupante per l’Europa, una deriva a destra difficilmente assimilabile a problemi legati all’economia, che in Austria continua a crescere ed il tasso di disoccupazione, al 4,8%, risulta essere il più basso nell’Unione europea.
Nelle ore successive alla chiusura dei seggi nella capitale Vienna dove vive e vota un quarto degli austriaci festeggiano quasi tutti, i socialdemocratici del Spoe si confermano prima forza politica del Paese, i popolari del Oevp rimangono al governo e la destra incassa il miglior risultato di sempre.

Sara Pasquot

Lupi o pecore?

Adesso che succederà? Letta domani andrà alle Camere per chiedere la fiducia. Il Pdl è spaccato. L’editto di Arcore ha spiazzato molti. Certo fa un po’ ridere il buon Cicchitto quando parla di riunioni di organi e di decisione collegiale. Pensava di essere in un partito? Berlusconi, avendo finalmente dormito dieci ore, potrebbe cambiare ancora parere? Il problema è che Verdini, Bondi e Saltanchè hanno sempre dormito benissimo. Domani si vedrà se il Pdl è fatto di Lupi o di pecore…

Ma la Linke non è la vecchia SED

Leggendo la lettera del comp. M. Battaglia di Savona, mi è sembrato di capire che egli preferisce che si formi, in Germania, un governo CDU-CSU/SPD, partiti che si sono combattuti durante tutta la campagna elettorale, piuttosto che la SPD formi un governo di sinistra, che avrebbe una sua maggioranza parlamentare, con i Verdi (con cui ha già governato) e con la Linke(“La Sinistra”), in quanto non si deve avere nulla a che fare con  quest´ultima.
Perché? Perché – qualcuno pensa – la Linke è l´erede della SED, il partito comunista dell´ex Germania Est, quello del famigerato muro, per intenderci.
Non mi pare sia precisamente cosí. La Linke è un partito nato dalla fusione (2007) tra il movimento Lavoro e Giustizia Sociale-Alternativa elettorale (sorto, nel 2005, da una scissione della sinistra della SPD, guidata da Oskar Lafontaine, giá leader della intera socialdemocrazia tedesca) e il PDS (Partito della Sinistra, fondato nel 1990 in Germania Est), erede quest’ultimo sí della SED, in cui, però, nel corso degli anni, sono confluiti vari gruppi pacifisti, ambientalisti, femministi.
Sicché nella attuale Linke, guidata fino al 2009 dal socialdemocratico Lafontaine, i gruppi di discendenti della SED, di cui nessuno osa più predicare il comunismo, sono minoritari.
Tutti dicono che la signora Merkel ha vinto le elezioni. Io dico, più prosaicamente, che il partito della signora Merkel ha ottenuto un ottimo risultato, ma aggiungo che prima delle elezioni la signora era sostenuta in Parlamento da una larga maggioranza, mentre ora la sua coalizione è in minoranza e per governare deve chiedere sostegno ad uno dei tre partiti di sinistra presenti al Bundestag.
La SPD ha i suoi buoni motivi per operare le sue scelte; ma noi italiani perché dobbiamo avere certi pruriti verso la Linke, se non l´abbiamo per il Partito Socialista d’Albania e per il Partito Socialista Ungherese, ambedue discendenti diretti dei rispettivi partiti comunisti e ambedue membri dell´Internazionale Socialista?
E che significa  il riferimento a Vendola con cui il PSI partecipò, nel 2009, anche se per poco tempo, allo stesso cartello elettorale? Ed alla Bindi? Comunista pure quella?
In Europa ci sono precedenti di collaborazione tra socialdemocratici ed ex o addirittura ancora comunisti. Non dimenticando la Francia di Mitterrand, ricordo che, per diversi anni, il partito socialdemocratico svedese, che allora aveva una fortissima maggioranza relativa, ma non quella assoluta, governò con l’appoggio esterno dei locali comunisti.
E se in Germania governasse un monocolore SPD o un bicolore SPD/Verdi, con l’appoggio esterno della Linke? Lo so, per ora è impossibile.
Ferdinando Leonzio – Bratislava

29-30 settembre 1938: la Conferenza di Monaco

Hitler-MonacoIl 29 e 30 settembre del 1938 furono i giorni della conferenza di Monaco. L’accordo stipulato al termine dei lavori fu una disonorevole Canossa nella quale Gran Bretagna e Francia, nell’illusione di potere scongiurare la guerra, sacrificarono la Cecoslovacchia alla Germania. Ancora una volta Adolf Hitler potè realizzare un suo antico progetto di annessione: inglobare i territori Sudeti. Già nel marzo del 1938 il Fuhrer aveva disteso la lunga mano del nazismo sull’Austria. Con l’ingresso a Vienna delle camicie brune si era poco tempo prima consumato l’Anschluss. Continua a leggere

Tutti a casa

L’ordine è stato chiaro. Avevate capito male. Non solo i parlamentari, fuori anche i ministri. Cosa aveva compreso Cicchitto? Cosa mai si era permesso di dire? A casa, tutti a casa. Io fuori, allora fuori tutti. Diciamo la verità. Era stragiusta la linea di Buemi che con estrema chiarezza aveva rivelato: “Scusate ma che bisogno c’è di applicare la legge Severino della quale alcuni dubitano la retroattività. Applichiamo l’interdizione che tra pochi giorni verrà quantificata dalla Corte d’Appello. Si tratta solo di aspettare qualche giorno in più”. Berlusconi avrebbe ugualmente reagito imprecando contro la Corte e tutte le corti del mondo e la magistratura di sinistra e la sinistra criminale. Ma non avrebbe avuto più il pretesto della dubbia retroattività di una legge sulla quale anche la Corte europea potrebbe avere qualcosa da dire. Adesso però il dado è tratto. Alfano, i suoi amici e le sue amiche sono state richiamati a casa. Un imperioso go home. Al quale non si può dir di no. Muoia Silvio e tutti i berluskei. Se ne vada il fido Alfano col dolce Bondi, se ne vada Cicchitto con Brunetta e Schifani. Se ne vada la Saltanchè, non è un refuso, col gioviale Lupi, la Di Girolamo con la Prestigiacomo. Solo Giovanardi, vecchio democristiano, non conosce la parola dimissioni e si volta dall’altra parte. Tutto bene. Ma non ci si racconti adesso che c’e la crisi perché aumenta l’Iva. L’Iva aumenta perché c’è la crisi. Scambiare la causa con l’effetto è un vecchio gioco. Al quale non gioca più nessuno.