mercoledì, 22 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Bonino alle Nazioni Unite: sul tavolo dossier Siria e armi chimiche
Pubblicato il 24-09-2013


Bonino-KazakistanNew York – 23 Settembre Si apre con la giornata di oggi la partecipazione della delegazione italiana alla 68th Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il Ministro Bonino, a New York già da alcuni giorni, ha partecipato stamattina ad un incontro a livello ministeriale sui risultati attuali del progetto Millennium Development Goals, presieduto dal Segretario Generale dell’Onu Ban Ki-Moon, dal Presidente della Banca Mondiale Jim Yong Kim, dal Primo Ministro dell’Etiopia, Desalegn, dal Presidente del Perù Humala e dall’Amministratore delegato della Unilever Paul Polman.

Il Ministro è apparso molto determinato al termine dell’incontro, quando ha spiegato alla stampa i punti focali della propria partecipazione all’Assemblea Generale. La Bonino ha indicato come la propria presenza sarà incentrata, soprattutto, sullo sforzo diplomatico e politico necessario nella macroarea del Mediterraneo, quindi principalmente sulla questione libica e su quella siriana, che il Ministro tiene ad identificare come espressione di una vera e propria crisi regionale, piuttosto che come un conflitto isolato, e la cui praticabilità politica è ancora tutta da conquistare. Per quanto riguarda la soluzione voluta dalla Russia, che propone un non intervento in Siria, e accusa i governi occidentali di strumentalizzare la risoluzione ONU contro l’uso delle armi chimiche (alla quale la Siria dovrebbe aderire il prossimo 14 ottobre) come scusa per l’intervento, la Bonino non nega la possibilità di un’apertura, chiarendo però che, sia da un punto di vista politico che diplomatico, si tratta di una strada molto lunga da percorrere.

Per quanto riguarda la Siria, il Ministro ha affermato che si cercherà di procedere secondo uno spazio aperto a percorsi paralleli: da una parte l’approvazione della convenzione ONU sull’utilizzo delle armi chimiche, dall’altro la soluzione politica che si dovrà concentrare su un “cessate il fuoco”, assolutamente necessario allo svolgimento delle operazioni di disarmo, anche quando la convenzione fosse accettata da tutte le parti in causa. È un lavoro, dunque, che procede su diversi binari quello che il ministro degli Esteri sta cercando di portare avanti in questi giorni e che tiene conto anche della questione umanitaria. Un accesso in Siria, infatti, sottolinea la Bonino, non significherebbe soltanto la possibilità di eliminare o ridurre le armi chimiche presenti nel Paese, ma anche quella di accedere ai campi profughi siriani in patria, che non hanno mai potuto ricevere gli aiuti umanitari di cui hanno bisogno, a differenza di quanto avvenuto per i profughi siriani in Libano, o in altri campi fuori confine, e che l’Italia si è sempre impegnata ad assicurare. “Se la convenzione, come crediamo, verrà approvata – afferma la Bonino – potremo lavorare anche su questo fronte”.

Si è svolta stamattina anche la bilaterale del nostro Ministro con il suo omologo iraniano, Mohammad Javad Zarif, fra i primi e più importanti dei numerosi incontri previsti per il Ministro in questa settimana. Anche durante questo colloquio la Bonino si è concentrata, soprattutto, sulla riapertura del dialogo sui diritti umani, avvio di un processo da continuare, e sulla questione siriana: “Se, come credo, l’Iran è parte del “problema Siria” – spiega il Ministro – deve essere anche parte della soluzione”.

Un programma davvero ambizioso, insomma, quello di questa settimana, che la Bonino sembra però determinata a portare a termine, nonostante le numerose difficoltà.
Nel frattempo è previsto in serata l’arrivo del Primo Ministro Enrico Letta, il cui intervento in Assemblea Generale si terrà mercoledì prossimo in tarda mattinata e che sarà ospite di Obama al ricevimento offerto stasera dal Presidente degli Stati Uniti.

Costanza Sciubba

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