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Opinioni e commenti
 

Capua, un convegno su cause e conseguenze del dissesto finanziario
Pubblicato il 24-09-2013


TERRITORIO-Capua

“Dissesto finanziario del comune di Capua: le cause e le conseguenze”. Questo l’inequivocabile titolo del convegno, previsto per venerdì pomeriggio, presso la sala consiliare del comune della città, e che vedrà la partecipazione di esponenti dell’amministrazione, rappresentanti dei partiti politici capuani e consiglieri comunali che si concederanno al confronto sulle cause e le conseguenze che il dissesto finanziario – dichiarato dal civico consesso nel mese di agosto – avrà per la città di Capua. Avanti! ne ha parlato con Loredana Affinito, responsabile organizzativa del Psi di Capua, nonché presidente di “AttivaMente”, associazione culturale che ha l’obiettivo di spronare la coscienza dei cittadini ad affrontare tematiche che concernono il territorio.

Affinito, cosa sta succedendo a Capua?

La procedura che ha portato alla dichiarazione del dissesto finanziario è stata avviata dal nuovo responsabile del settore finanziario, Mattia Parente che ha relazionato sull’impossibilità di garantire il pareggio di bilancio per l’anno 2013 e l’esistenza di un disavanzo di amministrazione di oltre otto milioni di euro, di debiti fuori bilancio riconosciuti, ma rimasti privi di finanziamento, di debiti fuori bilancio riconoscibili, di provvedimenti di liquidazione, cui non sono seguiti mandati di pagamento per mancanza di liquidità e di decreti ingiuntivi e atti di pignoramento. Vi è inoltre stato un costante utilizzo di anticipazione di cassa e sull’esistenza di fondi vincolati da ricostruire. Il consiglio comunale, convocato il 28 agosto ha dunque dovuto prendere atto del “fallimento” del Comune, che avrà senza alcun dubbio negative conseguenze sui cittadini capuani per i prossimi cinque anni.

Di chi è la responsabilità di questo preoccupante status quo?

Le responsabilità sembrano evidenti, considerato che il sindaco Carmine Antropoli amministra la città da sette anni, e il collegio dei revisori dei conti dell’ente ha concluso la relazione sostenendo che «il dissesto finanziario del Comune di Capua è l’epilogo di una gestione amministrativa, che nell’ultimo decennio ha spinto oltre misura la spesa corrente senza che essa fosse accompagnata da un corrispondente realizzazione delle entrate proprie. Spesso le entrate proprie sono state sopravvalutate in ragione di presunti crediti, in alcuni casi inesistenti, in altri casi di difficile esazione come Tarsu, sanzione amministrative per violazione al codice stradale e Ici».

L’iniziativa di venerdì ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica?

Non propriamente. L’obiettivo è quello di informare la cittadinanza sulle cause, e soprattutto sulle conseguenze del dissesto comunale che avrà un impatto notevole sulla città per i prossimi anni. Il dibattito sarà preceduto dalla mia introduzione, in cui ricostruirò gli eventi degli ultimi due anni di amministrazione comunale, e dalla relazione tecnica di Mattia Parente che illustrerà i motivi che hanno indotto il consiglio comunale alla dichiarazione di dissesto finanziario.

Seguirà poi un dibattito aperto.

Esatto. All’iniziativa abbiamo invitato tutte le parti in causa, maggioranza e opposizione, tecnici e giornalisti. Saranno presenti il consigliere comunale Marco Ricci (delegato alla finanze), e alcuni rappresentanti del Pd, Idv, Udc, Pdl, e due consiglieri comunali. A rappresentare il Psi sarà presente Francesco Passaro, segretario cittadino di Capua. E tra gli invitati, ovviamente, il primo cittadino Antropoli.

Silvia Sequi 

 

 

 

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